Fratel Rachid, quattro lucide parole ai musulmani

Maurizio Blondet 31 marzo 2016

Non avevo mai sentito di “Fratello Rachid”: è un marocchino, convertitosi al cristianesimo evangelico,  figlio di un imam, sposato e padre di tre figli. Ogni giovedì tiene una trasmissione sulla tv Al-Hayat, dall’Egitto, intitolata “Domande audaci” ( أخ رشيد ).


Prende telefonate da mezzo mondo, contesta non tanto la fede islamica, ma  i suoi capi politici e religiosi, la loro ipocrisia, la loro disumanità e insensibilità, le loro ricchezze scandalose.


Ha dovuto andarsene dal Marocco nel 2005. Vive nascondendo la sua identità, per le molte minacce di morte che ha ricevuto – spesso da “santi” imam.  Posto qui un suo intervento video, sui profughi siriani.  Mi piacerebbe avere il parere dei lettori musulmani, se ne ho. Sì, potranno dire che Al HAyat è una tv americana in arabo,  che è una emanazione della Cia; che alcune delle critiche di “Fratel Rachid” sono esagerate o propaganda. Tutto vero. Ma mi pare che metta il dito sulla piaga, e ponga domande su cui ogni musulmano dovrebbe interrogare se stesso.


Io, personalmente, ho conosciuti musulmani migliori, generosi, pieni di dignità e coraggio – come  mai hanno lasciato che siano i mostri immorali sauditi a parlare ed agire  in nome dell’Islam? A profanare i luoghi santi con i loro incredibili volgarissimi edifici all’americana?


Cosa c’è nell’Islam che istiga la violenza e la mancanza di fraternità non già verso il resto dell’umanità – ma verso i musulmani stessi? Perché  siete caduti nella trappola della fitna di sangue, come volevano e prevedevano gli israeliani?


E i kamikaze. La parola è giapponese, non islamica. Ma c’è qualcosa  che rende possibile il suicidio per omicidio nell’Islam, se nel 1090 il Pir di Alamut, Hasan i-Sabah, poteva ordinare ai suoi adepti di buttarsi giù da una torre sicuro che eseguissero all’istante, e se poteva persino  affittare i  suoi “assassini” per omicidi politici per conto terzi, e per una causa qualunque.  Vorei riformulare la domanda: il kamikaze talebano che ha ucciso un centinaio di bambini a Lahore, bambini cristiani ma ancor più musulmani, pensava di andare in Paradiso? E’ possibile credere una cosa del genere? O forse c’è solo un odio – verso altri musulmani – tale da far sentire giustificabile una eternità all’inferno, pur di far male?  Non è tutto questo satanico?


Lo domando ai musulmani. A me sembra che “fratel Rachid” vi interroghi sulla vostra fede. Su  quanto è sincera. Sulla salvezza che cercate nell’aldilà: la cercate davvero? E’ questo il metodo  per ottenerla?    Dice: i vostri capi  con i loro lussi e i loro vizi ipocriti, la loro rozzezza egoismo,  e mancanza di carità verso i poveri (poveri musulmani, i profughi) ,  stanno disonorando la vostra religione.


 E la state disonorando anche voi, nella misura in cui  li seguite e vi fate trascinare dall’odio, non solo verso l’umanità “infedele”, ma verso  gli altri musulmani.  State facendo  vergogna al Dio che dichiarate “clemente e misericordioso”,  se siete senza misericordia e così privi di clemenza, così favorevoli alla violenza  e all’inciviltà.



Posto qui  un intervento di Fratel Rachid risalente al settembre 2015. Parla dei profughi siriani che corrono verso le coste europee, del bambino affogato sulla spiaggia.


“I  rifugiati siriani sono in grande maggioranza musulmani. Allora perché abbandonano i paesi islamici per raggiungere l’Occidente miscredente? Perché  non si dirigono verso i paesi musulmani più vicini?  Specie quello dei due luoghi santi dove è la tomba del loro profeta, l’Arabia Saudita? Perché preferiscono morire in mare cercando di raggiungere i paesi europei miscredenti? Perché si dirigono verso  paesi miscredenti che  gli imam, i predicatori religiosi, i wahabiti sauditi e i barbuti condannano? Sconsigliano persino ai loro fedeli di frequentarli.


E’ l’Occidente senza fede che li attira? O forse li seduce questa Germania governata da una donna miscredente? Quel paese che ha successo economico  e che vuol accogliere sul suo territorio 800 mila rifugiati?


Che cosa fanno i paesi ricchi del Golfo?  Dove sono finiti i paesi islamici? Che cosa fa il re saudita? Per favore, occupatevi dei rifugiati invece che dei luoghi santi. Servire la pietra è per voi più importante che servire gli esseri umani. Ormai è chiaro: un paese come l’Arabia Saudita non si interessa all’uomo.  Non ha niente da fare all’uomo. S’interessa solo della ideologia wahabita. Investe milioni di dollari  l’anno per sostenere gruppi islamisti in Siria per rovesciare Bashar. Investe milioni di dollari per costruire moschee e centri islamici  in tutto il mondo per diffondere il fondamentalismo wahabita. Ma  quando si tratta di occuparsi degli esseri umani, non è più il suo problema; che vadano all’inferno.


E quanto al Katar, uno dei paesi più ricchi del mondo, col prodotto interno lordo più alto;  non s’interessa a quello che succede attorno a lui. S’interessa  solo a influire sui paesi vicini , ad ingerirsi dei loro affari grazie alla sua Al Jazeera.  Il Katar s’interessa a contrastare l’umanità, a far vincere dappertutto i Fratelli Musulmani, a far cadere Bashar al-Assad; non s’interessa dei milioni di  profughi musulmani lontani dalle loro case.  Non si domandano se hanno fame e se i loro bambini muoiono in mare.  Il Katar è capace di organizzare la Coppa del Mondo sui cadaveri dei rifugiati, senza il minimo scrupolo.

E i ricchi arabi? Non bisogna disturbarli.  Sono felici di sedere comodi sulle più grandi fortune mondiali. Il principe Walib Bin Talal, per esempio, da solo sarebbe in grado di dare un alloggio a tutti i profughi, di assicurare i loro bisogni. Ma non gli interessa!


Gli interessa pagare milioni di dollari alle università americane, come Georgetown ed Harvard, allo scopo di diffondere l’ideologia islamista.  E’ interessato ad aprire la catena religiosa tv “Il Messaggio” per spargere la sua  ideologia; l’essere umano non gli interessa, solo la ‘missione’.  Grazie, non ne abbiamo bisogno. Rispediamo al mittente il messaggio.  Perché l’indirizzo è sbagliato; la gente non ha bisogno di messaggi, ha bisogno di persone che li sostengano  nelle difficoltà, come fanno i miscredenti occidentali.


E quanto a barbuti che ci hanno assordati le orecchie con le loro grida e le loro prediche del venerdì,  son divenuti sordi e muti. Sì, alcuni, come quel predicatore Al Arifi, piangeva dall’alto della sua tribuna, per la commozione di accogliere il Califfato in casa sua; adesso non lo si vede nè urlare né piangere in favore dei profughi siriani.  Non li vuole accogliere,come voleva accogliere il Califfato. Non abbiamo visto gli altri predicatori mediatici, El Houaini o Mohamed Hasan, difendere la causa dei rifugiati;  e nemmeno lo shaik Amr Khaled, che piangeva sullo schermo  perché un’attrice non si velava; ma non piange quando si tratta di dar da mangiare ai bambini siriani.  Invece di voler mettere il velo alle attrici del cinema, signori barbuti, cercate di mettere il velo alla vergogna dei paesi musulmani davanti al mondo!


Guardate il Papa; chiede alle chiese e alle parrocchie di accogliere i rifugiati; il capo dei cristiani, questo capo di miscredenti, ha compassione per i profughi; invece i capi dei credenti musulmani  si riposano nei loro bei palazzi.  Si comprano gli aerei più lussuosi e passano le vacanze nei luoghi più belli del mondo; e su questo,dove si nasconde lo shaik El Azar? [è il guardiano della teologia sunnita,ndr.].


Dove sono i popoli musulmani? I miscredenti hanno manifestato e protestato perché i loro governi accogliessero i rifugiati, mentre nessuna manifestazione  è avvenuta nei paesi dei credenti per l’accoglienza dei loro fratelli nell’Islam.  Pare che li considerano fratelli solo quando li possono contabilizzare: ‘siamo un miliardo e mezzo di musulmani’;  ma quando sono nella prova, non se ne parla più: che crepino nelle loro imbarcazioni!  Che Allah sia con loro e che l’Europa miscredente li aiuti!


Si organizzano manifestazioni in favore del Profeta; per incendiare un ambasciata di  miscredenti; per boicottare le merci di un paese onde difendere l’ideologia islamista; ma nessuna manifestazione viene organizzata per gli esseri umani, per quelli che muoiono in mezzo al mare. E’ come se l’Islam avesse asservito i nostri popoli, ci ha reso amorfi riguardo all’uomo. Ci rivoltiamo unicamente per l’ideologia islamica; che l’uomo vada al diavolo! Scandiamo degli slogan: “Per te, Profeta di Allah, sacrifico mio padre e mia madre!  Solo per Te!”. Non scandiamo mai un altro slogan come questo: “Per te, fratello in umanità, io mi sacrifico!”.


“Per te, mio fratello rifugiato, sacrifico le mie banche,  il mio denaro, le belle serate nel lusso”… Non lo faremo mai, perché noi manifestiamo solo per proteggere l’ideologia dell’Islam, e mai in favore dell’uomo.  Forse che le manifestazioni di sostegno alla Palestina sono fatte a sostegno dell’essere umano palestinese? Non siamo stupidi!Sono manifestazioni ideologiche al  cento per cento! Hanno di mira solo gli ebrei, perché anche questo fa’ parte dell’ideologia, perché è la terra di Palestina, ed è Al Aqsa – ancora una volta, lo fanno per la loro ideologia, e niente per l’essere umano.


Finisco chiedendo a tutti i musulmani: quando impareremo a rivoltarci nei nostri paesi a favore dell’essere umano? “.


Grazie Fratel Rachid. Grazie del tuo coraggio, che noi europei non abbiamo.



Il parco di auto placcate d’oro che il principe Turki bin Abdullah al Saud parcheggia in questi giorni a Londra, davanti al Carlton Tower Hotel, Knighsbridge. Sono una Lamborghini Aventador, una Rolls Royce, una Mercedes G63 6×6 una Bentley Flying, che il principino si porta dietro nei suoi viaggi, con ovviamente grandi spese.


Tutte hanno preso multe per divieto di sosta, per migliaia di sterline: ciò non importa al principio, che può pagare. Ora, quanti profughi musulmani che riparano in Europa potrebbe mantenere il principino saudita vendendo una sola delle sue auto d’oro? La seconda domanda è: perché non si vergogna? E perché i musulmani non si vergognano di lui, che disonora Allah il Misericordioso?


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