PENSIERI MV - MORTE / ITALIA / FESTA DELLA DONNA / POPULISMO

MARCELLO VENEZIANI

PENSIERI




"Ci sono tre modi per morire bene. Se è a causa d’altri, in battaglia. Se è a causa del nostro corpo, mentre si fa l’amore. Se è a causa d’incedente, inceneriti da un fulmine. Morte d’onore, d’amore e dal cielo. Ma la soluzione migliore è morire con la fine del mondo: mal comune è mezzo gaudio e niente lutto." M.V.


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"Da noi vogliono sposarsi solo i preti e le coppie gay,
vogliono avere figli solo le coppie sterili o le donne anziane,
vogliono farsi la comunione solo i divorziati,

vogliono farsi prete solo le donne,
vogliono la cittadinanza italiana solo i clandestini." M.V.


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UNA PER TUTTE TUTTE PER UNA


Auguro alle donne che l'8 marzo si spenga lentamente, fino a passare inosservata. Per fortuna, la festa della donna va scemando col passare degli anni. E giustamente. Un tardivo omaggio al femminismo, una concessione retorica alle festività astratte (il Bambino, il Malato, l’Handicappato, il Gatto, l'Anziano) e poi tante cefalee per via di quelle insopportabili mimose. 


Dell’8 marzo sopravvive una triste magnata per sole donne che fa tanto semel in anno licet insanire (una volta all'anno è permesso impazzire), come ormai convengono molte reduci da questi riti stanchi di branco. Quelle auto piene di donne in libera uscita, quei locali che sembrano come l'isola mitica di Aiaia, abitata solo da donne, cominciano finalmente a far pena anche a voi; fa sentire come sguattere a cui viene riconosciuto, una tantum, il diritto di uscire da sole e di vivere un giorno da leonesse per compensare i 364 giorni da pecora. Ma sappiamo che non è così. Un rito assurdo e logorato che non corrisponde alla realtà quotidiana.



Che senso ha celebrare la Donna in genere, come facevano i giacobini della Rivoluzione francese con i loro calendari pieni di feste astratte? Dedichiamo allora una festa mondiale al Genere Umano, o se vogliamo essere meno razzisti, agli Esseri Viventi? Via, ognuno ha la sua festa, le sue ricorrenze, le sue occasioni. Per carità, magari in origine quella festa aveva un significato di emancipazione, riconoscimento e rispetto per le donne.


Ma i problemi delle donne oggi non risalgono semplicemente alle ataviche ragioni che furono alle origini dell'8 marzo, come il maschilismo e la natura matrigna che li costringe alla maternità, ma per altri problemi nuovi: ad esempio perchè le donne sono diventate numericamente superiori ai maschi e quindi con più concorrenza; perché il culto consumistico-televisivo della bellezza e della gioventù massacra i tre quarti delle donne, dal mito delle veline e all'antimito delle rifatte; perché le separazioni, alla fine, danneggiano più le donne che gli uomini, e l’arco anagrafico di appetibilità di una donna è inferiore a quello dei maschi (un cinquantenne, si sa, può trovare partner che abbiano vent’anni in meno, per la donna è più difficile).


O perché lavorando fuori casa le loro frustrazioni antiche di casalinghe non sono finite, ma si sono riversate altrove. Altre nevrosi, altre depressioni colpiscono oggi le donne: è cambiato solo il luogo e la forma dell'infelicità, come della felicità. Tutte queste considerazioni ci portano lontano dallo spirito antagonistico, sessista e floreale dell’originario 8 marzo. Sbucciamo le donne dalla retorica della loro festa che mi pare ormai tardiva, un poco rococò e tanto retrò. Quanto alle quote rosa riservate alle donne, lasciamo perdere: non mi pare un progresso passare dall’otto marzo all’otto per mille. Non mimose ma opere di bene. M.V.


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IN PAROLA. Le definizioni di M.V.


Memoria e ricordo
La memoria è soprattutto pubblica, il ricordo è soprattutto privato; la prima è un tornare con la mente, il secondo un tornare col cuore.

Popolo e cittadini


Il popolo non è la somma dei cittadini, ma il loro insieme animato da un legame. Il popolo può essere un organismo, una comunità; la massa no, è solo un agglomerato d'individui.

Popolare e populista


Popolare è una realtà, populista è una volontà. Il populista è chi mobilita la gente toccando direttamente le sue corde più sensibili. L'antagonista del populismo è l'oligarchia, la setta, la casta, la tecnocrazia.


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