DAILY MAIL: LA GRANDE INDUSTRIA FARMACEUTICA STA UCCIDENDO DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE NEL MONDO. (PARTE II)

http://vocidallestero.it/ di Anna Hodgekiss (Mailonline) e Ben Spencer (corrispondente medico del Daily Mail), 23 febbraio 2016

PARTE II

DAILY MAIL: LA GRANDE INDUSTRIA FARMACEUTICA STA UCCIDENDO DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE NEL MONDO. LA PAROLA DI ALCUNI IMPORTANTI MEDICI.


PAZIENTI GONFIATI DI PILLOLE

Il problema della sindrome polifarmaco è che più farmaci prendi, e più è probabile che presenti qualcuno degli effetti collaterali, che potrebbe essere poi interpretato dal medico o dall’infermiere come sintomo di una malattia per la quale servono ulteriori medicine.

Ho perso il conto dei pazienti anziani che ho dovuto trattare per eccesso di cure mediche, inclusi casi in cui ai pazienti venivano fatti prendere tre o quattro farmaci per la pressione sanguigna, che gli davano le vertigini al punto che non stavano più in piedi.

È un circolo vizioso, e costa vite umane ogni anno.

Gli anziani sono particolarmente vulnerabili alla sindrome polifarmaco, e un ricovero ospedaliero su tre fra gli over-75 è la conseguenza delle reazioni negative dei farmaci.

Molti pazienti cadono e si causano delle fratture a causa degli effetti collaterali dei farmaci, e un quarto di questi casi porta alla morte.

Ma la cosa più inquietante è che il professor Gotzsche afferma che il comportamento dell’industria farmaceutica, per quanto riguarda l’eccessiva prescrizione di farmaci, soddisfa i criteri per definire la “criminalità organizzata” secondo la legge statunitense.

Tra il 2007 e il 2012 la maggior parte delle dieci più grandi case farmaceutiche sono state multate per diversi reati tra cui pubblicità finalizzata a divulgare l’uso di farmaci al di fuori del loro uso terapeutico, rappresentazione fuorviante dei risultati della ricerca, e occultamento dei dati sui danni collaterali.

Ma in quale misura le multe agiscano effettivamente da deterrente è più che discutibile, poiché la motivazione principale è sempre e comunque il profitto.

Nel 2012 la Glaxo Smith Kline ha ricevuto una multa da 3 miliardi di dollari – la più grande della storia del sistema sanitario USA – per marketing illegale di diversi farmaci, tra cui antidepressivi, antidiabetogeni, e un antiepilettico.

Eppure, nel periodo in cui è durato il processo, la Glaxo ha accumulato profitti per oltre 25 miliardi di dollari dalla sola vendita di questi stessi farmaci.

Le riviste mediche e i media possono essere manipolati non solo come mezzi di marketing per l’industria, ma anche per diventare complici nel silenziare tutti quelli che chiedono maggiore trasparenza e un esame più indipendente dei dati scientifici.

Consideriamo di seguito un articolo scientifico pubblicato sul Medical Journal of Australia (MJA) lo scorso giugno.

NON SAPPIAMO LA VERITÀ SULLE STATINE

Questo articolo afferma che un programma condotto nel 2013 – che metteva in discussione i benefici della prescrizione delle statine a coloro che hanno un moderato rischio di attacco cardiaco – può aver portato fino a 2900 persone a soffrire di un attacco di cuore o alla morte a seguito dell’interruzione del trattamento.

Mi è stato chiesto di andare in onda su ABC News Austrialia per discutere questo fatto, ma sfortunatamente la mia intervista è stata cancellata appena 30 minuti prima.

Se avessi avuto l’opportunità, avrei detto come la penso – e cioè che l’articolo non fornisce alcuna solida evidenza dell’aumento dei ricoveri ospedalieri o delle morti dei pazienti.

Al contrario, il documentario sotto accusa è uno dei migliori pezzi di giornalismo medico che io abbia visto in tempi recenti.

Questa idea è condivisa dal vicepresidente della Facoltà di Scienze della Salute, il professor Simon Capewell, che ha descritto il documentario come “informativo, trasparente, e che solleva legittimi dubbi”.

Come abbiamo fatto notare entrambi in un editoriale pubblicato due settimane fa nella rivista medica BMC Medicine, studi condotti sulla popolazione comune mostrano che quasi il 75 percento dei nuovi utenti smette di assumere statine entro un anno dalla prescrizione, e il 62 percento motiva la propria scelta sulla base di un effetto collaterale.

In effetti l’evidenza che sta emergendo suggerisce che, nel migliore dei casi, i benefici delle statine sono stati grossolanamente esagerati, e gli effetti collaterali trascurati.

Nelle ultime settimane, due gruppi di ricerca indipendenti in Giappone e in Francia hanno messo in discussione l’affidabilità di molti dei precedenti studi, sponsorizzati dall’industria farmaceutica, che sostenevano i benefici delle statine.

In effetti la ricerca giapponese si è spinta al punto di suggerire che le statine siano una delle cause dell’aumento dei casi di insufficienza cardiaca nella popolazione.

Nel frattempo il noto cardiologo francese Michel De Lorgeril ha affermato che tutti gli studi pubblicati dopo il 2006 “non mostrano alcun beneficio” delle statine per la prevenzione del rischio cardiovascolare, in nessuno dei gruppi di pazienti.

Sono perfettamente d’accordo con lui nel chiedere una completa rivalutazione delle statine tramite studi empirici, e fino ad allora “i medici devono essere consapevoli che le attuali asserzioni sull’efficacia e la sicurezza delle statine non sono basate sull’evidenza”.

Dobbiamo anche chiedere che la Clinical Trial Service Unit dell’Università di Oxford ci dia i dati grezzi raccolti sull’uso delle statine per condurre un esame indipendente.

Si tratta di questi studi scientifici finanziati dall’industria che hanno portato alla prescrizione delle statine a milioni di persone nel mondo, costruendo un’industria multi-miliardaria.

FARMACI CHE NON SONO ALL’ALTEZZA DELLA LORO CAMPAGNA PUBBLICITARIA

Ma torniamo alla visione d’insieme.

Sono passati poco più di dieci anni da quando John Iannidis, professore di medicina e politiche della salute all’Università di Stanford, ha pubblicato un articolo fondamentale che spiegava perché la maggior parte degli studi medici pubblicati sono probabilmente falsi.

Ma non si tratta solo di studi con un cattivo disegno sperimentale, o le cui statistiche sono state manipolate. Lo studioso si è spinto a dire che “più è grande l’interesse finanziario in un dato campo, meno è probabile che i risultati della ricerca siano veri”.

Sfortunatamente ci sono stati numerosi esempi recenti che mettono in luce come le autorità deputate a sorvegliare sulla nostra salute, come NICE e MHRA, sono male attrezzate per affrontare questi problemi.

O meglio, come l’ex presidente del Royal College of Physicians, sir Richard Thompson, mi ha detto “sono parte del problema più che parte della soluzione“.

NICE è stato chiamato in causa quando molti importanti medici, tra cui Thompson, hanno scritto alla Segreteria di Stato per la Salute sollevando grosse preoccupazioni sull’imparzialità del gruppo che sviluppava le linee guida per l’uso delle statine, spiegando che 8 su 12 membri dichiaravano collegamenti con le industrie farmaceutiche che producevano le statine stesse e altri farmaci collegati.

Nell’aprile 2014 degli scienziati indipendenti della Cochrane Collaboration – considerato il corpo scientifico più importante e indipendente – ha concluso che la Gran Bretagna stava sprecando oltre 500 milioni di sterline nell’acquisto di Tamiflu, il farmaco anti-influenza.

Dopo avere avuto accesso ai dati clinici che venivano prima trattenuti, la Cochrane Collaboration ha trovato che Tamiflu non era meglio del comune paracetamolo nell’alleviare i sintomi dell’influenza, e aveva degli effetti collaterali potenzialmente gravi tra cui problemi renali e disturbi psichiatrici.

NICE è stata criticata anche per non aver ottenuto il pieno accesso ai dati grezzi delle industrie farmaceutiche prima di dare la loro (frettolosa) approvazione. A quel tempo, però, era il produttore di farmaci Roche a dire di aver raccolto abbondanza di dati riguardo Tamiflu.

Nel frattempo un’indagine di BMJ ha rivelato che il dispositivo per il test di coagulazione del sangue usato in uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine era truccato, e forniva dati indebitamente bassi sulla fluidificazione del sangue rispetto al farmaco di confronto, il warfarin.

Ciò ha “gettato dubbi sui risultati portati a sostegno dell’uso del farmaco anti-coagulante per via orale più venduto nel mondo, il Rivoroxaban“, scrive la rivista.

Certo, NICE non poteva sapere del dispositivo truccato, ma bisogna chiedersi quanto affidabili siano i suoi giudizi nel raccomandare l’uso di un certo farmaco basandosi su uno studio pubblicato dalla stessa casa farmaceutica che lo vende, quando ora si sta parlando di ritirare quell’articolo dalla pubblicazione.

ABBIAMO BISOGNO DI UN’INCHIESTA PUBBLICA

Il fatto che le prescrizioni siano al massimo storico assoluto, con oltre un miliardo di medicinali prescritti ogni anni – numero che è raddoppiato nell’ultimo decennio – dovrebbe essere visto esso stesso come segno della crisi nella sanità pubblica.

Ora, quando viene da me un paziente e mi riporta dei nuovi sintomi, la prima cosa che mi chiedo è se questi possano essere l’effetto collaterale di qualche farmaco.

Il sistema è marcio e non si può aggiustare solamente gettando altri soldi in pasto all’avidità delle aziende farmaceutiche e ai sistematici fallimenti politici che hanno messo in ginocchio il sistema sanitario nazionale.

Senza la piena trasparenza e responsabilità, nessun medico può fornire ciò che tutti noi abbiamo imparato faticando a lungo nelle scuole mediche, e ciò a cui i nostri cuori e le nostre anime dovrebbero tendere – cioè fornire la migliore cura possibile per i nostri pazienti.

La scorsa settimana, rispondendo a una serie di recenti scandali, inclusa l’incapacità delle istituzioni e delle università britanniche di impedire le cattive pratiche di ricerca scientifica – l’ex Editor di BMJ, Richard Smith, ha scritto: “c’è qualcosa di marcio nello stato di cose della medicina britannica, qualcosa di marcio da molto tempo“.

Per amore della nostra futura salute e della sostenibilità del sistema sanitario nazionale, è tempo di intraprendere una vera azione collettiva contro la tendenza all’eccesso dei farmaci.

Possiamo iniziare con la Commissione parlamentare per l’audizione pubblica, affinché lanci un’inchiesta pubblica sull’efficacia e la sicurezza delle medicine.

Penso ci sia un grande scandalo di fondo, che potrebbe far apparire minuscolo lo scandalo del sistema sanitario del Mid Staffordshire – dove molti pazienti morirono a causa delle cattive cure mediche, secondo quanto concluso da un’inchiesta pubblica.

La scienza medica ha preso una piega verso il buio.

E solo la luce del sole potrà disinfettare questa situazione.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pi¨ letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext