ARCHIVIO - UMBERTO ECO MI RATTRISTA

Vittorio Messori

Umberto Eco mi rattrista.


Mi amareggia proprio perché ne stimo la cultura poliedrica e onnivora, lo stile scintillante, il savoir faire, la bravura in ogni genere letterario. Dal saggio accademico al romanzo di successo mondiale. Non abbiamo avuto, tra noi, molti incontri ma quei pochi sono stati lunghi e nelle interviste che ne ho tratto traspariva la mia ammirazione mista al rammarico.


Era una delle promesse più brillanti per il mondo ecclesiale, era tra i dirigenti dell'Azione Cattolica, i vecchi francescani di Alessandria (dove è nato e cresciuto) me ne hanno parlato come di un giovane militante fervoroso, teso all'apostolato. Ha poi preso una strada che l'ha condotto a quella che egli stesso, in un colloquio per Famiglia cristiana, volle definire una "apostasia dalla fede". È divenuto una star della cultura, come le sue doti facevano prevedere, però di quella laicista.


Ma sì, c'è da amareggiarsi, pensando a quanto avrebbe potuto dare alla causa cristiana, cattolica, se fosse restato alla fede della prima giovinezza. In ogni caso, come sempre la Provvidenza sa quel che fa e le sue vie sono per noi incomprensibili ma, in ogni caso, giuste.


Se parlo ora di Eco è perché, girovagando su Internet, sono capitato sull'intervista che diede a Repubblica, il quotidiano cui collabora, l'anno scorso, in occasione dei suoi ottant'anni. Arrivati a quell'età è inevitabile un accenno alla morte, anche se il nome stesso, come si sa, è rimosso a ogni costo dalla prospettiva che il professor Umberto condivide e di cui è un riconosciuto maestro. Alla cauta domanda dell'intervistatore ha replicato che, certo, quella di morire è un'usanza spiacevole cui tutti prima o poi sono chiamati, ma l'importante è affrontarla con leggerezza.


Dunque, ha detto che gli piacerebbe finire con ironia, come non so quale letterato americano le cui ultime parole, sul letto di morte, furono la richiesta che gli portassero uno stuzzicadenti.


«Stupendo!», ha commentato Eco, augurandosi di essere abbastanza "elegante" da fare altrettanto. E volete che non mi rattristi davanti a un uomo di tale intelligenza, costretto dalla rimozione di una cultura, che non ha risposte al dramma umano, a simili giochetti per esorcizzare il momento più decisivo, solenne cui una creatura è chiamata?


Affrontare il Mistero dell'eternità con uno stuzzicadenti tra le labbra ironiche?


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext