FIGLI E COPPIE

MARCELLO VENEZIANI - MASSIMO FINI - CAMILLO LANGONE

FIGLI E COPPIE



MA NON VI VERGOGNATE? Marcello Veneziani


"Ma non vi vergognate, papesse bianche e nere, intellettuali e intellettualesse femministe e progressiste, rodati garanti del diritto di avere diritti, sinistre dolci e piccanti, del traffico indecente di donne povere, sfruttate e usate nei loro corpi per figliare conto terzi?


La chiamano maternità surrogata, ma è la tratta delle schiave e insieme la fabbrica dei toy-children, i bambini-giocattolo; però non suscita i cori indignati. Non è pure quella violenza alle donne, sfruttamento come la prostituzione, mercificazione dei corpi e dei loro organi? Non è un abuso sui minori strappare un bambino a sua madre e privarlo di un genitore? 


Da noi la pratica non è ancora autorizzata ma lo sarà presto, si sente già il tam tam della tribù degli abortigeni; intanto vanno a fare shopping all'estero. I vip come Elton John sono d'esempio coi loro figli per corrispondenza. Tempo fa Livia Turco ebbe il coraggio di definirlo «un postalmarket abominevole», ora invece la sinistra plaude perché i committenti non sono coppie etero ma soprattutto arcobaleno. E se usassimo la parola vergogna più a proposito?" M.V.



I FIGLI E LA FELICITA' NON SONO UN DIRITTO Massimo Fini (massimofini.it)


Sono favorevole alla step – child adoption, non alla adozione tout court da parte delle coppie omosessuali.


Perché si tratta di due situazioni diverse.


Nella prima esistono già un genitore naturale e un figlio naturale ed è quindi ragionevole che anche l’altro esponente della coppia omosessuale assuma i diritti e i doveri del genitore. Nella seconda la coppia non ha figli e il solo modo per procurarsene uno è l’adozione (a meno che non si tratti di lesbiche, una delle quali ricorra alla fecondazione eterologa, cioè all’inseminazione artificiale da parte di un terzo soggetto, maschio, ipotesi che però è espressamente esclusa dalla legge Cirinnà in questi giorni in discussione).


Premesso che ognuno di noi è libero di agire la propria sessualità come vuole, con partner di altro genere, dello stesso genere, con transgender, con “travesta”, perché si tratta di libere scelte fra individui adulti, nel caso di coppie omosessuali entrano in gioco i diritti di un terzo, il bambino adottando. Il quale ha diritto, non per legge divina come afferma papa Bergoglio, ma per legge di natura, antropologica, ad avere, almeno sulla linea di partenza, un padre e una madre.


So benissimo che in una coppia omosessuale uno dei due assume la figura paterna e l’altro quella materna (“pistillo” e “corolla” nel gergo degli omosessuali maschi) ma un padre e una madre non figurativi, bensì in carne e ossa, sono un’altra cosa. E il matrimonio viene inibito agli omosessuali proprio perché se lo si dovesse istituire ne avrebbe tutte le automatiche conseguenze, compresa la possibilità di adottare dei figli. La stessa adozione, etero od omo, è un istituto assai ambiguo.


Perché parte dal presupposto che avere figli sia un diritto. Sono i diritti impossibili portati alla luce – è il caso di dirlo – dall’Illuminismo. Come il diritto alla felicità o alla salute. Nessuno, foss’anche Domineiddio, può garantirli. Esiste in rari momenti della vita di un uomo, un rapido lampo, un attimo fuggente e sempre rimpianto, che chiamiamo felicità, non un suo diritto. Esiste la salute, quando c’è, non un suo diritto. Se una coppia, etero od omo, non può avere figli qualche ragione ci sarà.


La Natura difficilmente sbaglia (e tanti aborti naturali rispondono a questa legge, senza ricorrere, come facevano gli Spartani, alla Rupe Tarpea). Inoltre l’adozione, in cui spesso la coppia vive il figlio come status symbol, come possesso, è uno strumento dei ricchi sterili per strappare i figli alle famiglie povere soprattutto del Terzo mondo. Recentemente il governo del Congo ha dovuto porre uno stop a questi ambigui benefattori che gli stavano portando via, a suon di dollari, i suoi bambini.


Per finire sono assolutamente contrario a equiparare i diritti e i doveri delle coppie di fatto eterosessuali a quelli del matrimonio. Innanzitutto, anche se in margine, dico che è molto difficile definire una “coppia di fatto”. È necessaria la convivenza? Ma io posso vivere a Milano e lei a Firenze, non conviviamo fisicamente ma sostanzialmente e sentimentalmente possiamo essere una coppia di fatto. O dovrà essere il Tribunale a stabilire quante volte al mese ci vediamo, a Milano o a Firenze o in qualche città intermedia come Modena (“Ci incontreremo a Modena…” recitava una canzone di molti anni fa)?


Sono stato almeno due volte nella mia vita una coppia di fatto. Se non ci siamo sposati è proprio perché volevamo rimanere liberi, senza i vincoli del matrimonio. Se invece due eterosessuali vogliono avere tutti i diritti e i doveri del matrimonio, cosa impossibile per le coppie omosessuali, in Italia hanno a disposizione un istituto previsto dal Codice civile che si chiama, appunto, matrimonio. E quindi si sposino e la finiscano di rompere i coglioni.



Ormai non si capisce più quali siano i peccati. Camillo Langone (ilfoglio.it)


Mi stanno rubando la confessione, i preti che benedicono chi ruba i bambini.


Io non so più a quale confessionale accostarmi, non so più di quali peccati accusarmi: quelli elencati nel Decalogo?


O quelli che i media e i preti asserviti ai media giudicano tali? Vale il catechismo o valgono le interviste? Trattandosi di elenchi sempre più divergenti, è importante saperlo.


Penso al parroco di Cesano (Roma) che ha giustamente battezzato tre gemelline, incolpevoli di essere state prodotte con gran traffico internazionale di ovuli e uteri, e nel mentre ha empiamente benedetto i trafficanti, per nulla pentiti anzi orgogliosissimi. “Tutto è nato dal desiderio di accoglienza nei confronti delle tre creature e dei loro due papà”, ha dichiarato costui. Pare che il vescovo abbia approvato e comunque il prete non è stato sospeso, è sempre lì a impartir sacramenti e a tradir Cristo.


Non esiste più la fornicazione?


Sono peccatori solo gli eterosessuali adulteri, mentre gli omosessuali fedeli sono da considerarsi senza macchia? Non esiste più la superbia?


Volersi fare uguali a Dio, manipolare la vita umana in laboratorio, decidere cosa è bene e cosa è male, seguire il motto del satanista Aleister Crowley ossia “Fai ciò che vuoi”, non candida più all'inferno? Fuori da ogni confessionale venga apposto l'elenco dei peccati secondo il confessore all'interno: uno lo legge e si regola.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext