Nobili e laureati

di Camillo Langone | 13 Gennaio 2016

In televisione mi è scappato detto che preferisco Totò a Checco innanzitutto perché il primo era principe.

Siccome esistono monarchici ancora più monarchici di me, mi hanno poi fatto notare che il titolo di Antonio De Curtis era farlocco.

Anche fosse?



In effetti la discendenza diretta dagli imperatori di Bisanzio, sebbene riconosciuta in tribunale e dal Collegio Araldico, appare fantastica.

Ma la nobiltà del grande attore napoletano forse risiedeva proprio nel suo volersi nobilitare a tutti i costi (spese un patrimonio in ricerche genealogiche).

Così come chi cerca Dio, pascalianamente lo ha già trovato, chi cerca di elevarsi, per giunta nel bel mezzo dell’universale gara a degradarsi, si sta già elevando.

Nel “Cammino del cinabro” il barone Evola cita un personaggio che divideva “il mondo in due categorie: la nobiltà e coloro che hanno una laurea”.



Si noti che Luca Medici è laureato in Giurisprudenza, università “Aldo Moro” di Bari.

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