UN GRANDE VESCOVO, UN GRANDE CARDINALE

https://www.facebook.com/pages/Antonio-Socci-

IL GRANDE CARDINALE ZEN METTE IN GUARDIA IL VATICANO DI BERGOGLIO DAL TRADIRE I CRISTIANI PERSEGUITATI IN CINA ANDANDO A NOZZE CON I TIRANNI COMUINISTI, PERSECUTORI DEI CRISTIANI.


http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it


Il cardinale Zen contro la diplomazia vaticana in Cina


Nel discorso che ha rivolto l'11 gennaio al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, con un'ampia sezione focalizzata sui migranti, papa Francesco non ha fatto parola della Cina.


Ma si sa che questo grande paese è in primissimo piano nelle attenzioni di Francesco, di cui si ricorda l'impetuosa risposta alla domanda di un giornalista: "Se andrei in Cina? Domani!".


A metà ottobre una delegazione vaticana si è recata a Pechino. Ed è trapelato che abbia discusso sulle modalità di nomina dei vescovi, i cui ultimi insediamenti sono avvenuti quasi tutti per volontà delle sole autorità comuniste, in spregio dell'autorità del papa.


E i delegati vaticani ne avrebbero discusso senza esigere preliminarmente, come condizione "sine qua non" del negoziato, la liberazione del vescovo Su Zhimin di Baoding, da tempo in carcere, e del vescovo Ma Daqin di Shanghai, a domicilio coatto da più di tre anni.


Dagli incontri sarebbe uscito un nulla di fatto. il che non ha impedito al segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, di dichiarare che "parlare è già positivo" e "fa parte di un processo che si spera si concluderà con un accordo".


Ancor più ottimistico è il quadro dei rapporti attuali tra Pechino e Roma tratteggiato da un libro uscito in questi giorni, scritto da un cinese di Shanghai convertito da adulto al cattolicesimo e research fellow nell'università Sophia dei Focolarini, a Loppiano, in Toscana:

> Kim Sheung Chiaretto Yan, "Il Vangelo oltre la Grande Muraglia", EMI, Bologna, 2015


Ma c'è anche il rovescio della medaglia. Ed è la micidiale requisitoria contro la diplomazia vaticana pubblicata dal cardinale cinese Joseph Zen Zekiun, vescovo emerito di Hong Kong – già consigliere di Benedetto XVI per la Cina ma emarginato da papa Francesco –, il giorno stesso della presentazione solenne a Roma, in un'aula della Radio Vaticana, del libro ora citato.


A giudizio di Zen, riguardo alla nomina dei vescovi cinesi ma non solo, il percorso imboccato dalla diplomazia vaticana non può che condurre a uno sbocco fallimentare, pari a quello della Ostpolitik con i paesi comunisti.


Così infatti Zen conclude la sua requisitoria:


"Quello che non mi lascia tranquillo è vedere il nostro eminentissimo segretario di Stato ancora inebriato del miracolo dell’Ostpolitik. In un discorso dell’anno scorso, commemorativo del cardinale Agostino Casaroli, lodò il successo del suo predecessore di aver assicurato l’esistenza della gerarchia ecclesiastica nei paesi comunisti dell’Europa dell’Est.


Egli diceva: 'Nello scegliere i candidati per l’episcopato, scegliamo dei pastori e non gente che si oppone al regime per principio, gente con attitudine di gladiatori, gente che ama mostrarsi sul palcoscenico politico'. Io mi domando: Chi aveva in mente il cardinale mentre faceva questa descrizione? Ho paura che stesse pensando a un cardinale Wyszynski, a un cardinale Mindszenty, a un cardinale Beran. Ma questi sono gli eroi che coraggiosamente difesero la fede del loro popolo! Mi fa paura questo modo di pensare, spero di averlo capito male.


"Il giorno che si firmerà quell’accordo con la Cina ci sarà pace e giubilo, ma non aspettate che io partecipi alle celebrazioni dell’inizio di questa nuova Chiesa. Io sparirò, inizierò una vita monastica per pregare e fare penitenza. Chiederò scusa a papa Benedetto per non essere riuscito a fare quello che egli sperava che io riuscissi a fare. Chiederò a papa Francesco di perdonare questo vecchio cardinale di periferia per averlo disturbato con tante lettere inopportune.


"I bambini innocenti sono stati uccisi, l’angelo ha detto a Giuseppe di portare il Bambino e Maria in salvo fuggendo. Ma oggi i nostri diplomatici forse consiglieranno a Giuseppe di andare a tentare un dialogo con Erode?".


Il testo integrale della requisitoria del cardinale Zen è in questa pagina di "Asia News": Che cosa porterà alla Chiesa in Cina l'anno 2016



---------------------------


UN GRANDE VESCOVO CATTOLICO CHE HA RIVITALIZZATO UNA CHIESA RIDOTTA AL COMA DAGLI AMICI DI BERGOGLIO (E INFATTI DA BERGOGLIO NON E' STATO PREMIATO, MA PUNITO)


Léonard, appello al Papa

Poco dopo essere stato congedato da Bruxelles-Malines, l'arcivescovo Léonard rivolge   un appello al Papa. Interessante perché tocca il Sinodo della Famiglia, e il documento – l’esortazione post-sinodale – che il Pontefice secondo alcuni renderebbe pubblica il mese prossimo.

Uno dei siluramenti meno spiegabili, fra quelli, poco comprensibili anch’essi, compiuti nel regno di papa Francesco, ha toccato l’arcivescovo di Malines-Bruxelles, mons. André-Joseph Léonard. Mons. Léonard è stato congedato alla scadenza dei suoi cinque anni di servizio, senza ricevere la berretta cardinalizia che normalmente si accompagna a Bruxelles; è stato attaccato fisicamente e pubblicamente dalle Femen, ha difeso la dottrina cattolica, e avendo ricevuto una diocesi che nel 2010 aveva quattro seminaristi ha lasciato un seminario con 55 presenze.  


Professore a Lovanio per vent’anni, per tredici superiore del seminario universitario e vescovo a Namur prima che a Bruxelles, è probabile che sia rimasto vittima dell’antipatia che godeva presso alcuno vescovi colleghi, che lo giudicavano troppo conservatore, e della scarsa sintonia con il consigliere del Papa, il discusso card. Danneels.  


Poco dopo aver lasciato il suo incarico, ha risposto a La Croix a una serie di domande; e anche se l’intervista è di qualche giorno fa, ci sembra utile riproporne alcuni brani ai lettori italiani, rimandando all’originale QUI .  


Léonard rivolge anche un appello al Papa. Interessante perché tocca il Sinodo della Famiglia, e il documento – l’esortazione post-sinodale – che il Pontefice secondo alcuni renderebbe pubblica il mese prossimo. Dopo aver detto di essere rimasto un po’ deluso dal testo finale, perché “si è coltivata l’ambiguità nei punti più delicati. Alcuni vescovi mi hanno detto che i testi sono stati redatti volontariamente in maniera ambigua cosicché siano interpretati in direzioni diverse”.


Ed ecco l’appello: “Spero dunque che avremo una parola benevola e sfumata, ma chiara, sui temi della dottrina e della disciplina della Chiesa cattolica riguardo a matrimonio e famiglia. La palla è ora nel campo del Papa. E’ il momento per lui di esercitare il suo ruolo petrino di unità e di continuità della Tradizione come aveva dichiarato nel suo discorso di chiusura del primo Sinodo sulla famiglia”.



Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pi¨ letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext