La lobby omosessuale che sta premendo sul parlamento per ottenere le unioni omosessuali

di Camillo Langone | 08 Gennaio 2016

La lobby omosessuale che sta premendo sul parlamento per ottenere le unioni omosessuali





La lesbica di potere (dirigente Fca e Anas) Cristiana Alicata chiede l’espulsione dal Partito democratico di tutti quanti parlano di “lobby gay” e in particolare dell’eurodeputata Silvia Costa.


Le lobby secondo la Treccani sono “gruppi di pressione che si propongono di esercitare la loro influenza su chi ha facoltà di decisioni politiche, per ottenere l’emanazione di provvedimenti normativi in proprio favore o dei loro clienti”.


Quindi il network delle associazioni lgbt che sta premendo sul parlamento per ottenere le unioni omosessuali è precisamente una lobby omosessuale. Ma non si può dire.


Dopo aver alzato la spada di Damocle dell’espulsione, la Alicata ha dichiarato finto-magnanima di “accettare di discutere con chi è ancora indietro su alcuni temi e ha bisogno di camminare”: chi crede nell’evidenza della famiglia naturale sarebbe dunque un paralitico e un ritardato.


Si noti come per questi democratici di potere le minoranze abbiano diritto di esistere solo qualora accettino di sottoporsi a riabilitazione (“camminare”) e di cancellare dal proprio vocabolario le espressioni non gradite alle lobby che non esistono.


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