ARCHIVIO - CACCIA ALLE STREGHE

ANNO 2007 VITTORIO MESSORI

“Caccia” alle streghe


A proposito di protestanti. Come ben sanno i lettori, non sono fautore di un ecumenismo dove i cattolici riconoscano solo le ragioni degli altri. Non esiste dialogo se non nella verità: è la verità è che nessuno è innocente davanti a Dio.


Così, confrontiamoci pure sulla inquisizione spagnola o romana, riservandoci però il diritto di fare altrettanto su quella calvinista, luterana, anglicana che non rifuggirono affatto dall’uso del patibolo per i dissidenti. Se si tira in ballo la faccenda dello schiavismo, sarà opportuno ricordare che – in Africa – la questione riguardò soprattutto le tribù indigene della costa, neri che con incursioni catturavano i neri dell’interno; interessò i “grossisti” arabi, musulmani, che cedevano il frutto delle razzie agli armatori calvinisti, inglesi e olandesi, che procedevano al trasporto in Nord America; qui, il business riguardava altri grossisti, poi venditori al minuto e infine, proprietari terrieri che mettevano i sopravvissuti al lavoro nelle loro proprietà.


Tutti, pii membri di comunità riformate. Cose che, da qualche parte, mi pare di avere già raccontato.


Ciò che non avevo sinora segnalato era che non è opportuno tacere – e sempre e solo, s’intende, per amore di verità e di completezza dell’informazione – di fronte a un’altra accusa ricorrente, quella di avere istituito, dopo il Concilio di Trento, un Index Librorum Prohibitorum. La conferma, insomma, dell’oscurantismo cattolico, e solo cattolico. Non si dimentichi allora che, già nei primi anni della Riforma, nel 1545, un erudito protestante di Zurigo, Konrad von Gesner, si incaricò di compilare la Bibliotheca Universalis con ben 12mila titoli, ai quali se ne aggiunsero altri 15mila nella successiva edizione del 1555.


Tutti libri segnalati perchè i pii lettori riformati se ne astenessero, considerando peccato anche solo il loro possesso. Insomma, siano più prudenti, certi predicatori: non c’è pulpito senza tarli e crepe.


Adesso, poi, c’è una novità importante che riguarda quella “caccia alle streghe” che fa parte anch’essa del consueto rosario di accuse al cristianesimo e, in particolare, al cattolicesimo. Si sa che, nel suo Codice da Vinci, Dan Brown ripete più volte, come una verità storicamente accertata, che la Chiesa è responsabile della morte sul rogo non di migliaia ma di molti milioni di donne.


E invece ora, per la prima volta, sappiamo a quanto ammonta in realtà quella cifra: in 350 anni, le vittime furono circa trentamila. Numero terribile, s’intende, anche se inferiore di almeno cento volte alle fantasie non solo di un pataccaro come Brown ma anche di storici qualificati. Chi ha fatto i conti, comunque, ha scoperto che tra il 1450 e il 1750 – inizio e termine della “caccia” – in Italia ed in Spagna le cosiddette “streghe” giustiziate furono soltanto 300, in Portogallo 10, in Irlanda 4, mentre la Francia registrò 600 casi.


La grande massa (tra le 15 e le 25mila vittime) è quella di cui è responsabile la Germania mentre la piccola Svizzera contribuì al tragico bilancio con 3.000, la Scandinavia con 2.000, la Scozia con 1.000. Si ha cioè conferma che la mattanza fu concentrata soprattutto o nei Paesi luterani, calvinisti, anglicani o in quei piccoli Stati tedeschi che non avevano l’Inquisizione cattolica.


Fu infatti questa, con il suo rigore, con la sua applicazione di leggi severe ma precise, con il suo rifiuto della superstizione a frenare il popolo che voleva essere liberato dalla presenza demoniaca che era temuta nel fenomeno stregonesco. Va inoltre sfatato un altro pregiudizio sul quale campano i Dan Brown e, con lui, le ideologhe del femminismo: la “caccia” non era affatto rivolta contro il sesso femminile in quanto tale, l’esame dei processi mostra che accanto alle “streghe” furono assai numerosi gli “stregoni”.


Non si trattò dunque di una persecuzione delle donne ma di un’ossessione per il diabolico in quanto tale, personificato sia in femmine che in maschi. Questi dati non sono che alcuni degli infiniti messi a disposizione dai quattro grossi volumi di una Enciclopedia della stregoneria nella Tradizione occidentale appena pubblicata, per ora solo in inglese, da un’equipe di insospettabili università americane.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext