La donna prodigio di Dio: Ildegarda di Bingen - PARTE 2

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PARTE 2

Religiosa, mistica, veggente, erborista,  alchimista, naturalista, scrittrice, drammaturga, poetessa, musicista e compositrice, filosofa, linguista, cosmologa, guaritrice, consigliera politica e profetessa. Santa e dottore della Chiesa infine. Com’è possibile che una donna di quell’epoca, e cioè di un millennio fa, abbia raggiunto una tale pienezza di sapere complesso, iniziata com’era a ogni scienza arcana e conoscenza umana?




E sopratutto da dove nascono, quali sono e cosa dicono le sue “profezie”?


Qui entriamo in un campo vastissimo. Le profezie di Ildegarda non sono episodi separati dalla sua vita mistica e reale, non aveva una palla di vetro attraverso la quale raccontare poi ciò che sarebbe accaduto in futuro, come del resto così non avviene in tutte le profezie cattoliche che si rispettino, le quali hanno in comune la testimonianza di una vita coerente al Vangelo.


Tanto per fare un esempio, quando la Ildegarda profetizza che in futuro “sarà vietato il matrimonio cristiano” lo dice in un contesto più vasto nel quale vede che, per colpa degli uomini che si allontaneranno da Dio, i primi a farne le spese saranno le famiglie. Quando afferma: “Il Trono dell’ultimo Impero Cattolico Romano crollerà, e lo scettro cadrà dalla mano tremante di colui che siede sul trono. Da quel momento cesserà ogni giustizia, o sarà calpestata…” (6), parla del nostro tempo, almeno dalla fine dell’800, parla di questo rifiuto dell’uomo di riconoscere ancora la legge e la giustizia Divina, parla della fine di Cesare, di quel Cesare che seppur sbagliando manteneva comunque un minimo “timor di Dio”, timore che oggi gli uomini di potere del nostro tempo, i nuovi Cesare, hanno completamente perduto e anzi se ne fanno beffe.


E ancora profetizza:


«Gli ultimi tempi saranno più cattivi e corrotti agli occhi di Dio. I figli di Dio saranno perseguitati con mezzi estremamente odiosi agli occhi di Dio (…) Subito prima dell’Anticristo ci saranno fame e terremoti…».


La profezia che trovo più calzante a noi oggi e drammatica è questa:


«Nel periodo in cui l’Anticristo nascerà, ci saranno molte guerre e il giusto ordine sarà distrutto sulla terra. L’eresia dilagherà e gli eretici predicheranno i loro errori apertamente e senza ritegno. Persino fra i cristiani ci saranno dubbi e scetticismo a proposito delle credenze del cattolicesimo…» e il “giusto ordine” è, per Ildegarda, tutta la descrizione avuta nelle Visioni, dove la Divina Sapienza la guida fin dal principio della creazione in quell’ordine voluto e stabilito da Dio. Chiunque va contro la legge di Dio partecipa alla distruzione del giusto ordine e alimenta la via dell’Anticristo che altri non è che colui che si oppone al Cristo che è il giusto ordine.


Se pensiamo all’aborto e al divorzio per esempio (ma anche all’eutanasia), referendum firmati da persone battezzate, non possiamo non vedere la distruzione che l’uomo ha fatto di questo ordine creato da Dio. La vita umana fin dal suo concepimento e il matrimonio, infatti, sono i pilastri e le fondamenta per una società giusta e ordinata, secondo l’ordine voluto da Dio. Il ribaltamento odierno dei valori, che è dispersione delle essenze, è questa l’eresia immane e ininterrotta che sta dilagando da Lutero, vero padre del libertinismo e dello svilimento dei sacramenti a cominciare dal matrimonio, ecco allora che “persino fra i cristiani”, sottolinea la Ildegarda, ci sarà dubbio e scetticismo sulla dottrina cattolica, e la battaglia contro l’eresia e poi quella finale contro l’Anticristo saranno dure, tanto che:


«Come se fosse una festa di matrimonio, i cristiani andranno verso la morte per martirio che il figlio della perdizione avrà preparato per loro, in un numero tale che quegli assassini non saranno neanche in grado di contarne i cadaveri, allora il sangue di questi martiri riempirà i fiumi…».


E quando avverrà la fine del mondo? Sappiamo per certo che non ci sarà mai svelata la data, il giorno e l’ora, dice Gesù, ma ci invita a guardare i segni, i segni dei tempi, e Ildegarda afferma: “…quando il mondo perderà la sua stabilità…”.


Non ci vuole una laurea per comprendere che i tempi sono questi anche se non sappiamo quanto durerà questo calvario perché, diciamolo chiaramente, uno stato o una nazione che con la legge sull’aborto uccide il proprio futuro, non ha futuro, e quando impone per legge il ribaltamento dell’istituto del matrimonio fra un uomo e una donna e stravolge la natura anche con gli uteri in affitto, non può avere futuro sicché ha già perso la sua stabilità, ha crepato le fondamenta del suo esistere e non v’è alcun rimedio, spiega la Ildegarda, se non quel ritornare a Dio ricostruendo il giusto ordine delle cose.


Ildegarda – spiega padre Domoulin – contempla tre visioni: le cinque epoche terribili degli ultimi tempi, l’Anticristo, la presa e la liberazione della Chiesa. Cinque epoche di afflizione che sono simboleggiate da animali che “vengono dal Nord”: un cane rabbioso, un leone giallo, un cavallo chiaro, un maiale nero e un lupo grigio. La fine dei tempi si avvicina, e la profezia di Ildegarda ne è al tempo stesso l’annuncio e il segno, in un’epoca corrotta.


Ildegarda ha profezie anche per il clero corrotto e ci va giù pesantemente


Leggiamo in una sua autorevole biografia che alcuni sermoni, soprattutto quelli pronunciati da Ildegarda nel corso dei suoi quattro viaggi “missionari”, ci sono pervenuti grazie alla richiesta dei suoi uditori di metterli per iscritto. Sono destinati soprattutto alla riforma dei costumi del clero. Ella rimprovera ai sacerdoti i loro vizi con uno stile sferzante: essi hanno «gli occhi, le orecchie e il ventre pieno dei vizi del demonio», «pratiche da scorpioni, opere da serpenti», sono «gente ubriacona e lussuriosa», dice loro che verranno i Catari e approfitteranno di tale situazione per sobillare il popolo contro di essi; sorprendente profezia che non tarderà a realizzarsi, costringendo Ildegarda ad uscire nuovamente dal suo monastero.


Ai prelati che dovrebbero governare la Chiesa rimprovera la loro indolenza:


«Nella vostra bocca non risuona la voce della tromba di Dio, voi che non amate la santa intelligenza… Dovreste meditare attentamente la giustizia di Dio… mostrandola al popolo al momento opportuno, e non imponendola con la violenza. Ma invece non lo fate, a causa del vostro volere ostinato… Vi rintanate come serpi ignude nelle loro tane… Perdete tempo in cose da nulla… Quanta perfidia e odio quando l’uomo non vuole volgersi verso il bene, né per Dio né per gli uomini, ma ricerca gli onori senza fatica e le ricompense eterne senza sforzo! Siete ciechi, poiché le vostre opere non risplendono davanti agli uomini del fuoco dello Spirito Santo!… Tutta la Sapienza che avete scrutato nelle Scritture è stata inghiottita dal pozzo delle vostre voglie! Tutto ciò che sapete, che avete provato e sentito, lo seppellite nella soddisfazione delle vostre brame, e ingrassate la carne come bambini che non sanno quello che fanno! Dovreste essere luce e invece siete tenebra!» (Lettera al clero di Colonia).


E non si limita a criticare, ma offre ai sacerdoti queste splendide esortazioni:

«Nonostante Dio permetta che il ricco possa, con le sue ricchezze, sostenere il povero, tuttavia è l’immagine di quest’ultimo che egli ama, perché è la sua».«Felice l’uomo creato da Dio come tabernacolo della sua sapienza! Sino alla fine della sua vita grazie ai desideri santi, alle opere buone, alla sua fame di giustizia e delle soavi virtù di cui è insaziabile, egli si rinnova di giorno in giorno con la grazia di Dio».


In questi esempi è facile costatare come Ildegarda si esprima senza giri di parole né adulazioni.  Onde anche il non poco risentimento che suscitò in giro: ma il clericalismo omertoso, che è essenzialmente mancanza di timor di Dio e adulazione per (potenti) gli uomini di Dio, è una regressione contemporanea. (7)


In cosa consiste il suo essere visionaria?


Ormai anziana
Si dice visionario anche chi insegue chimere, ma non è il caso della nostra Dottore della Chiesa. Ildegarda non è visionaria nel senso di “sensitivo” ma vede davvero ciò che descrive attraverso uno dei tanti doni ricevuti, quello di una grande e profonda astrazione mentale alimentata da una fede dalle profondità vertiginose e da un “sacro timor di Dio” (uno dei sette doni dello Spirito Santo), attraverso il quale compie delle vere indagini, dialogando finanche con la Divina Sapienza.


Ildegarda non è passiva, come del resto ci aiuteranno a capire poi santa Caterina da Siena, santa Brigida di Svezia, santa Teresa d’Avila, mettiamoci anche la beata Emmerick, tutte donne che non hanno vissuto queste esperienze in forma passiva, ma spesso dialogando con l’Interlocutore o più Interlocutori, discutendo anche su ciò che vedevano e pagando sulla propria pelle, nel proprio corpo, i doni celesti.


Ma lasciamocelo dire da lei stessa:

«Queste visioni non le ho viste in sogno, né mentre dormivo, né in delirio, né con gli occhi del corpo, né con le orecchie dell’uomo esteriore, né in luoghi nascosti: le ho percepite mentre ero del tutto sveglia, perfettamente desta, con gli occhi e le orecchie dell’uomo interiore e in luoghi manifesti…».


Possiamo rispondere alla domanda leggendo la motivazione da Ildegarda stessa alla quale la Divina Sapienza ordina:


«Alza la voce e parla dell’avvento della incorrotta salvezza, affinché vengano persuasi coloro che, pur scrutando le profondità delle Scritture, non vogliono parlarne né predicarle, perché sono tiepidi e insensibili per conservare la giustizia di Dio: svela loro i misteri delle cose nascoste che essi, per timore, celano in un luogo segreto che non produce frutto. Rivèrsati, dunque, come sorgente copiosa e diffondi come un fiume il mistico insegnamento, affinché coloro che vogliono fare di te oggetto di disprezzo a causa della colpa di Eva, vengano travolti dall’impeto della tua corrente… Lèvati, dunque, parla e di’ ciò che ti viene rivelato…».


Ildegarda ha così una missione da compiere e la porterà a compimento, le sue visioni sono un aiuto che il Signore manda al nostro tempo, guai a noi se disprezzassimo queste profezie (cfr 1Tess.5,20).


E ci sono anche visioni sull’Inferno nel suo Liber vitae meritorum che non sono solo profezie su una realtà che in fondo dovremo conoscere visto che ce lo dice la dottrina della Chiesa, ma qui Ildegarda fa di più, oltre a descriverci un certo inferno reale ed eterno, ci  insegna come non andarci, ci insegna a discernere e a mettere in pratica in modo molto concreto le virtù e ad allontanare i vizi dalla vita quotidiana, al fine di poter accedere alla vita beata ed eterna.


Ci sarebbe ancora tanto altro da dire di Ildegarda, per esempio la sua passione per la medicina, per le arti, per la musica tanto che fu anche compositrice di inni e melodie sacre, una donna completa che il poco spazio qui non ci consente di continuare, ma speriamo di essere riusciti a seminare una sana curiosità, così che ognuno di voi senta la gioia di approfondire questa storia meravigliosa. Perché Ildegarda fu essa stessa un miracolo.

________

Note

1) Ildegarda di Bingen – Profeta e dottore per il terzo millennio – di Pierre Dumoulin

2) Lettera Apostolica con la quale Benedetto XVI dichiara Santa Ildegarda Dottore della Chiesa 7 ottobre 2012

3) Decreto sui Laici nella Chiesa e nel mondo Apostolicam Actuositatem

4) Per comprendere la Donna nella Chiesa vi consigliamo questi link: Le Donne è Gesù parte prima; Le Donne e Gesù parte seconda; Suore ribelli;

5) Lettera di Giovanni Paolo II per l’Ottavo centenario della morte di Ildegarda, 1979

6) L’Anticristo profezie – di Fede e Cultura

7) Ildegarda di Bingen – Profeta e dottore per il terzo millennio – di Pierre Dumoulin

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