ARCHIVIO Una «Lega anticalunnia» in difesa dei cattolici

2007 VITTORIO MESSORI

Una «Lega anticalunnia» in difesa dei cattolici «Seguiamo l' esempio degli ebrei a tutela della verità storica»


Sostengo da tempo che i cattolici, ridotti ormai a minoranza (almeno sul piano culturale), dovrebbero seguire l' esempio di un' altra minoranza, quella ebraica.


Dovrebbero, cioè, creare anch' essi un' Anti Defamation League, una «Lega anticalunnia», che intervenga sui media a ristabilire le verità storiche deformate, senza peraltro pretendere alcuna censura o privilegio, bensì soltanto la possibilità di rettifiche basate sui dati esatti e sui documenti autentici. Prendiamo, ad esempio, quei càtari (detti albigesi, in Francia) oggi di moda anche perché hanno gran parte nel Codice da Vinci e che si vorrebbero rivalutare, dimenticando che erano seguaci di una cupa, feroce, sanguinaria setta di origine asiatica. Paul Sabatier - storico del Medio Evo e insospettabile in quanto pastore calvinista - ha scritto: «Il papato non è stato sempre dalla parte della reazione e dell' oscurantismo: quando sbaragliò i càtari, la sua vittoria fu quella della civiltà e della ragione».


E un altro protestante, radicalmente anticattolico e celebre studioso dell' Inquisizione, l' americano Henry C. Lea: «Una vittoria dei càtari avrebbe riportato l' Europa ai tempi selvaggi primitivi».


Della campagna cattolica contro quei settari (appoggiati dai nobili del Midi, il Mezzogiorno francese, non per motivi religiosi, ma perché volevano mettere le mani sulle terre della Chiesa) vengono ricordati soprattutto l' assedio e la presa di Béziers, nel luglio del 1209. Vedo ora, sul «Messaggero», che un divulgatore di storia come Roberto Gervaso non esita a dare per buona la replica di dom Arnaldo Amalrico, abate di Citeaux e «assistente spirituale» dei crociati, ai baroni che gli chiedevano che cosa fare della città conquistata. La risposta è stata resa famosa dagli innumerevoli ripetitori: «Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi»


. Ne seguì un massacro che, stando a Gervaso - seguace, anche qui, della vulgata corrente - avrebbe fatto fino a quarantamila morti. Il divulgatore è comunque in sorprendente compagnia: persino uno specialista vero del Medio Evo come Umberto Eco, nel romanzo Il nome della rosa, accredita la frase terribile dell' abate e il numero spropositato delle vittime. Ebbene: si dà il caso che possediamo molte cronache contemporanee della caduta di Béziers, ma in nessuna di esse vi è traccia di quell' «uccideteli tutti». La realtà è che più di sessant' anni dopo, un monaco, Cesario di Heisterbach, che viveva in un' abbazia del Nord della Germania da cui mai si era mosso, scrisse un centone fantasioso conosciuto come Dialogus Miracolorum.


Tra i «miracoli», pensò di inventare anche questo: mentre i crociati facevano strage a Béziers (che fra' Cesario neppure sapeva dove fosse) Dio aveva «riconosciuto i suoi», permettendo a coloro che non erano càtari di sfuggire alla mattanza. Insomma, la frase attribuita a dom Arnaldo ha la stessa credibilità dell' «Eppur si muove!» che sarebbe stato pronunciato fieramente da Galileo Galilei davanti ai suoi giudici e che fu invece inventato a Londra, nel 1757, quasi un secolo e mezzo dopo, da uno dei padri del giornalismo, Giuseppe Baretti.


In realtà, a Béziers, in quel 1209 i cattolici volevano così poco una strage che inviarono ambasciatori agli assediati perché si arrendessero, avendo salva la vita e i beni. Del resto, dopo una lunga tolleranza, il papa Innocenzo III si era deciso alla guerra solo quando i càtari, l' anno prima, avevano assassinato il suo legato che proponeva un accordo e una pace. Erano falliti pure i tentativi pacifici di grandi santi come Bernardo e Domenico. Anche a Béziers, i càtari replicarono con la violenza del loro fanatismo all' offerta di negoziare: tentarono, infatti, una sortita improvvisa, ma, per loro sventura, i primi che incontrarono furono les Ribauds, i Ribaldi, il cui nome ha assunto il significato inquietante che sappiamo.


Erano, infatti, compagnie di mercenari e di avventurieri dalla pessima fama. Questa masnada di irregolari, non solo respinse gli assalitori ma li inseguì sin dentro la città. Quando i comandanti cattolici accorsero con le truppe regolari, il massacro era già iniziato e non ci fu modo di fermare quei «ribaldi» inferociti. Venti, addirittura quarantamila morti?


Un eccidio ci fu, inquadrabile nella mentalità di allora e spiegabile con l' esasperazione provocata dalla crudeltà dei càtari, che non solo a Béziers da anni perseguitavano i cattolici.


Soltanto un contastorie alla Dan Brown può parlare agli ignari di una «mitezza albigese». Comunque, l' episodio principale ebbe luogo nella chiesa della Maddalena, nella quale non potevano affollarsi più di mille persone. Béziers spopolata e diroccata? Non sembra proprio, visto che la città si organizzò poco dopo per ulteriori resistenze e occorse un nuovo assedio. Insomma: un episodio, tra mille altri, di manipolazione ideologica. Una «Lega anticalunnia» non gioverebbe solo ai cattolici, ma a un giudizio equo e attendibile sul passato di un' Europa forgiata per tanti secoli anche dalla Chiesa.

Messori Vittorio


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