Vaccinarsi o non vaccinarsi

di Camillo Langone | 27 Novembre 2015 il foglio


Vaccinarsi o non vaccinarsi


Vaccinarsi o non vaccinarsi, questo è il dilemma.



Per capire se vaccinarmi o meno contro l’influenza leggo, edito da Vita e Pensiero, “Dall’Aids a Ebola. Virus ed epidemie al tempo della globalizzazione” di Roberto Volpi, il Montaigne degli statistici, l’uomo che conosce tutti i numeri della salute e della malattia e li espone con ragionante scetticismo.


“I vaccini non sono tutti eguali, ce ne sono di molto efficaci, altri meno. Vaccini che non si sa così bene quanto siano efficaci sono tutti quelli contro le comuni influenze stagionali”.


Perchè sono tarati sul virus dell’influenza scorsa e non su quello, inevitabilmente mutato, dell’influenza prossima ventura. Il vaccino antinfluenzale “difficilmente avrà un grado di efficacia così basso da risultare inutile, ma con buona probabilità la sua efficacia non avrà quell’impatto che invece non si manca mai di attribuirgli”.


Sembra incredibile eppure su una profilassi così diffusa non esistono indagini né a tappeto né a campione, c’è solo uno studio Usa del 2007 secondo il quale “quando non si vaccinavano contro l’influenza gli anziani americani morivano di influenza tanto quanto muoiono oggi”.


Chiudo il piccolo libro senza aver deciso: lo statistico non prescrive, non impone, sciorina i suoi dati e le somme le lascia tirare al lettore. Sono ancora incerto e però pacificato, ancora più fatalista del solito: gran merito di Volpi è il ricordare sempre, pur senza mai dirlo esplicitamente, che dobbiamo tutti morire, che scampare a una malattia significa finire nelle fauci di un’altra, di solito più feroce.


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