Coca-Cola: la storia oscura dell'acqua nera - PARTE 4

– di Gustavo Castro Soto ILNODOGORDIANO

Coca-Cola: la storia oscura dell'acqua nera - PARTE 4


Durante gli anni ottanta le misure neoliberiste si rafforzano, fra queste l´espansione delle privatizzazioni e la pressione delle multinazionali che, come avvoltoi, minacciano i governi per comprare tutte le imprese, le risorse ed i beni.


Il concetto di privatizzazione si sviluppò progressivamente nei venti anni successivi, arrivando a comprendere l´acqua, la biodiversità e altre risorse naturali, oltre ad altri vantaggi per le grandi multinazionali, come la riduzione dei diritti sul lavoro. Con nomi quali “manodopera competitiva” o “riforma del mercato del lavoro” e diversi altri, i diritti dei lavoratori furono intaccati pesantemente a vantaggio dei profitti delle grandi imprese. I sindacati diventarono il nemico da combattere. In Colombia la Coca-Cola Company si alleò anche con l´esercito e con gruppi paramilitari.


A causa dei sindacalisti assassinati e di migliaia di licenziamenti in tutto il mondo, si sviluppò una reazione internazionale impressionante contro la Coca-Cola. Poche campagne del genere si sono viste contro una multinazionale. Si tratta di campagne come quelle contro Nestlé, Nike o le imprese petrolifere. I sindacalisti colombiani lanciarono una battaglia mondiale contro la Coca-Cola:”Vi invitiamo a denunciare le violazioni dei diritti umani commesse dalla multinazionale ed a continuare i preparativi per intensificare il boicottaggio internazionale contro la Coca-Cola”.


Questo appello, insieme al boicottaggio concreto, si aggiunse alle manifestazioni contro la multinazionale in Cile, Venezuela, Turchia, India, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Danimarca, Medio Oriente, Iran, Arabia Saudita, Bahrein, Messico, Guatemala, Marocco, Usa, Libia, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Pakistan, Bangladesh e Indonesia. I lavoratori della Coca-Cola invitarono alla lotta anche “i lavoratori, i consumatori e le organizzazioni sociali e politiche. Cominciamo a raccogliere i frutti di quanto seminato in differenti comunità del mondo attraverso la “Campagna Contro l’Impunità – Colombia Reclama Giustizia” e le tre sessioni dell’Udienza Pubblica Popolare; un boicottaggio che va avanti ormai da parecchio tempo (…).


Comunità di questi paesi hanno deciso di non bere più Coca-Cola in segno di condanna della politica violenta perpetrata dalla compagnia e per non fornire denaro alla guerra in Iraq promossa da George Bush oltre che per protestare contro l´appoggio dato dal governo Usa al genocida Ariel Sharon” (Bogotà, Colombia, 6 agosto 2003).


Negli Usa si è sviluppata la campagna “Stop Killer Coke” cui si sono uniti attivisti e studenti di oltre venti università e centri educativi, fra cui Bard, Bowdoin College, Mt. Holyoke College, Coirdozo Law School e le università di Georgetown, Chicago, Hofstra, Illinois e Illinois State, Loyola, St. Louis, California, Massachusetts, Montana, Wisconsin (Madison e Milwaukee), Western Virginia tra le altre. E tu, quando ti unisci? ¿Vuoi sapere perchè? Prosegui la lettura, non è tempo sprecato.


L´acqua nera si macchia di rosso

Negli anni ottanta la Coca-Cola Company si trova coinvolta in gravi violazioni dei diritti umani, i legami con governi e forze armate non sono una novità quanto invece lo sono quelli con gruppi paramilitari. A quei tempi era già arrivato negli Usa il cubano di origine basca Roberto Goizueta. A diciotto anni non parlava una parola di inglese ma, al termine degli studi, risultò uno dei migliori allievi a Yale. Nel 1980, anno in cui viene designato nuovo presidente della Coca-Cola Company (primo straniero ad occupare questo posto), con la morte del sindacalista Pedro Quevedo si registra il sesto omicidio dell´impresa Coca-Cola in Guatemala. Lo stesso anno morirono assassinati altri quattro suoi colleghi. La morte del sindacalista della Coca-Cola, denunciata dalla Uita, provocò reazioni di protesta in molti paesi. Questo fatto ha gettato le basi delle future campagne di boicottaggio contro l´impresa.


Nel 1982 viene lanciata sul mercato la campagna “Coca-Cola è così”, slogan che la compagnia utilizza per tentare di recuperare la propria immagine. Per questo riunisce nel centro di Atlanta duemila imbottigliatori di Coca-Cola provenienti da tutto il mondo per assistere alla proiezione dello spot sulle reti televisive più importanti. Contemporaneamente nasce in Colombia il Sinaltrainal, il principale sindacato colombiano nemico della Coca-Cola tanto da servirsi della complicità dell’esercito e di paramilitari colombiani per assassinare dirigenti sindacali che lottavano per una giustizia nel mondo del lavoro.


La compagnia, allo stesso tempo, rafforza la sua campagna pubblicitaria per far aumentare il numero di consumatori. Sempre nel 1982 inizia la demolizione del vecchio edificio della compagnia negli Usa, i cui mattoni furono distribuiti come regalo a ricordo dei bei tempi. La compagnia continua con le sue ambizioni di espansione. Nel 1983 Coca-Cola compra gli studios della Columbia per 700 milioni di dollari, quasi il doppio del valore delle proprie azioni sul mercato. Ottiene così grandi successi producendo film come Tootsie, Gandhi, Giocattolo a ore, L´amore di Murphy e Ghostbusters. La Coca-Cola mette anche a disposizione di tutti i suoi consumatori una nuova linea telefonica internazionale gratuita. Ingaggia il cantante spagnolo Julio Iglesias per attrarre il pubblico femminile, i consumatori stranieri e quasi 30 milioni di ispanici in territorio statunitense. Alle olimpiadi di Los Angeles, la Coca-Cola vuole recuperare l´insuccesso delle precedenti olimpiadi di Mosca, per la cui esclusiva aveva pagato milioni di dollari andati in fumo per il boicottaggio degli Usa e di altri paesi.


La Pepsi-Cola intanto conquistava terreno sul mercato e la Coca-Cola stava pagando lo scotto per non averla comprata in passato nonostante le tre offerte. Roberto Goizueta decide di cambiare la formula della Coca-Cola, parlandone in privato col terzo padrone della compagnia, Robert Woodruff, “Il capo”, novantacinquenne, ormai quasi sordo, cieco e con un piede nella fossa. Disse che “Il Capo” aveva accettato. Quello stesso anno, il 1985, poco prima del lancio della New Coke, muore Robert Woodruff, uno dei più rappresentativi imprenditori statunitensi. Fortuna sua, non saprà nulla dello scandalo provocato dalla “intenzione” di cambiare il sapore della Coca-Cola, il cui costo fu di 4 milioni di dollari.


Nei tre mesi successivi, alle ottocento linee telefoniche di cui la compagnia disponeva, arrivarono centinaia di migliaia di chiamate e di lettere: i consumatori volevano ritornare alla vecchia formula. Per seguire una moda si era cercato di cambiare un simbolo nazionale senza tenere conto del fanatico consumatore, i cui tre massimi principi erano Dio, Patria e Coca-Cola. Lo spiegamento pubblicitario per promuovere il nuovo sapore fu colossale ma al pubblico non piaceva affatto. In Messico il padre di Goizueta aveva ricevuto minacce, e aveva chiesto al figlio di ridare alla Coca-Cola il sapore originale.


Nel frattempo da L´Avana, Fidel Castro dichiarava che “la scomparsa del prodotto genuino era un sintomo della decadenza statunitense”. La reazione dei consumatori è tale che Coca-Cola decide di tornare alla formula originale. La rete televisiva ABC interrompe la programmazione per dare la notizia, che il giorno dopo viene riportata su tutti i giornali statunitensi. Curiosamente quello stesso giorno, il presidente Ronald Reagan, legato agli interessi della Pepsi-Cola, viene operato per un cancro e la notizia passa in secondo piano.


Nel 1986 la compagnia celebra i suoi cento anni. Aveva iniziato con meno di trenta impiegati mentre ora se ne calcolavano quasi un milione in tutto il mondo. È anche l´anno in cui vengono assassinati l´operaio della Nestlé e il sindacalista Héctor Daniel Useche Beròn, membro del Sinaltràinal in Colombia, che contava migliaia di lavoratori iscritti nella Coca-Cola; alcuni di questi, pochi anni più tardi saranno assassinati.


Per l´anniversario si riuniscono ad Atlanta 12.500 rappresentanti degli imbottigliatori di tutto il mondo. La festa costò alla compagnia 23 milioni di dollari. La Columbia Pictures, di proprietà della Coca-Cola, produce diversi film, fra cui Perfect, Mississippi Adventure, Dance – Voglia di successo e Ishtar, con Dustin Hoffman e Warren Beatty. In quell´occasione si calcolava che negli Usa si consumasse più Coca-Cola di qualsiasi altra bevanda, acqua compresa. La Pepsi non volle rimanere all´angolo. La “Guerra delle Cola” si fece dura. Pepsi-Cola ingaggia Madonna e Michael Jackson per dei video promozionali. La Coca-Cola compra i servigi di Whitney Houston, George Michael, Sting e Cyndi Lauper e mantiene la sua presenza in più di quattrocento grandi luoghi pubblici, dagli stadi di football a Disneyland.


Verso il 1988 la Coca-Cola raggiunge per la prima volta i mille milioni di dollari di profitto, e, anche se le vendite in Usa erano più o meno le stesse fra le due compagnie, in ambito internazionale la Coca-Cola valeva quattro volte più della Pepsi-Cola. In quell´anno la metà di tutte le bibite analcoliche consumate nel mondo era costituita da Coca-Cola. L´Indonesia per esempio con i suoi 200 milioni di abitanti circa, era uno dei paesi preferiti dalla compagnia per il grande consumo di Coca-Cola. La Comunità Europea invece, nonostante il tentativo della compagnia di infiltrarsi nella vita e nella cultura con Eurodisney e le olimpiadi di Barcellona (che furono a ragione chiamate “Giochi Olimpici della Coca-Cola”), contribuiva solo per il 29 per cento dei profitti, con un consumo medio di ottantuno bottiglie all´anno (in Francia trentuno bottiglie all´anno per persona). Neanche in Giappone le cose andavano tanto bene per l´impresa, che vedeva i scendere i propri profitti. Il fatto è che la politica economica degli Usa nei confronti del Giappone provocò una reazione contro l´impero statunitense.


Malgrado gli oltre 2 milioni di distributori automatici, i giapponesi pensavano che la Coca-Cola fosse solo una bibita per i giovani. Così la compagnia lancia una grande campagna pubblicitaria percorrendo il paese con un camion, il Mobotron, dotato di un monitor alto cinque metri. Nonostante ciò, i giapponesi rimangono indifferenti, così la Coca-Cola vende la Columbia Pictures alla Sony per 3400 milioni di dollari (l´aveva comprata per 750 milioni). La società e gli imprenditori americani reagirono negativamente nel vedere un simbolo della cinematografia nazionale passare nelle mani dei giapponesi. Se i mille milioni di dollari che la Coca-Cola ha guadagnato in questo stesso anno, si distribuissero oggi tra i poveri del mondo, che, secondo stime del Banco Mondiale, sono tutti coloro che guadagnano due dollari al giorno, si potrebbero ripartire tra 500 milioni di persone.


Nel 1989 è assassinato il primo sindacalista colombiano della Coca-Cola, Ave- lino Chicanoy, e si riattivano le mobilitazioni e le reazioni contro 1´impresa. Sempre in questo stesso anno la Coca-Cola sferra un altro attacco pubblicitario su grande scala. Vi ricordate quel famoso spot girato nel 1971 in Italia dove la compagnia riunì duecento giovani di tutto il mondo? Bene, ora decide di riunire sulla stessa collina quei duecento giovani (anche se ne trova venticinque) con i figli. In cinque giorni girò lo spot che avrebbe generato un impatto mondiale e spettacolare. La Coca-Cola chiude gli anni ottanta con enormi profitti, le sue azioni aumentarono il proprio valore di circa il 735 per cento, portando ai suoi azionisti un beneficio di trentamila milioni di dollari. La sua influenza e il suo potere invadono ogni luogo, il suo opportunismo non ha limiti. Quando nel 1989 cade il muro di Berlino, la compagnia regala migliaia di bottiglie mentre i cittadini di Berlino est attraversano la frontiera. Non lontano da Mosca, nel bel mezzo della Piazza Rossa, la Coca-Cola entra a far parte della vita e della cultura russe con i ristoranti McDonald´s. A Ushuaia, la città più a sud del mondo, si consumavano già circa 420 bibite all’anno ( più di una al giorno ). E tu?, quante coca-cole ti bevi al giorno?


Nel 1991 la presenza della Coca-Cola in tutto il mondo era ormai un mito. Quell´anno la casa editrice “The New York Times” dichiarò: “Presto o tardi, non importa a quanta distanza dalle comodità e dai vantaggi del mondo moderno, la Coca-Cola ti troverà. Anche sulla cima dell´Himalaya, sulle isole battute dagli uragani o nella culla della civiltà, se preferisci, la Coca-Cola sarà lì ad attenderti”. Nei primi anni novanta si consumavano 3.456 milioni di Coca-Cola in tutto il mondo. Attualmente il Messico è uno dei principali consumatori mondiali, soprattutto lo Stato del Chiapas e le comunità rurali. Questo è quello che abbiamo costruito noi consumatori in vari decenni.


Nel primi anni novanta la spesa dell´impresa per la pubblicità fu di 4.000 milioni di dollari. Lo stipendio del presidente della Coca-Cola, comprese le azioni dell´impresa più qualche altro beneficio, era di 86 milioni di dollari, mentre il vice presidente guadagnò nel 1991 38 milioni di dollari. La retribuzione dei due funzionari fu 340 mila dollari al giorno. Il guadagno di questi due uomini equivale alle entrate giornaliere di 150mila indigeni del Chiapas.


Nel 1993 la Coca-Cola punta ad acquisire le imprese imbottigliatrici e comincia a comprare quelle che ancora non controlla, con l´intenzione di disporre di maggiori patrimoni e controllare la fabbricazione in determinate zone dell´America del Sud. L´ambizione della Coca-Cola si scontra con un grande muro: i lavoratori organizzati e iscritti al sindacato. Pur di far sparire i sindacati usa le armi della pressione, del ricatto, dell´estorsione, del licenziamento, dell´intimidazione, della tortura e persino dell´omicidio. Così nel 1994 vengono assassinati due leader sindacali in Colombia e un altro nel 1995. Nel 1996 altri due leader sindacali, lavoratori della Coca-Cola, muoiono per mano dei paramilitari collusi con l´impresa. La Coca-Cola veniva all´epoca venduta in 205 paesi.


Nel 1997 nasce il secondo museo della Coca-Cola a Las Vegas, e muore il presidente della compagnia Roberto Goizueta. Si dice che in tutta la storia della Coca-Colà pochissimi hanno conosciuto la composizione della formula segreta della bibita: John Pemberton, il suo inventore, Asa Candler e suo figlio, rispettivamente secondo e terzo proprietario; Woodruff e i tre o quattro chimici della compagnia. Questi sono gli unici mortali che hanno conosciuto i segreti dell´ingrediente 7X. Anche Roberto Goizueta, un chimico, conosceva la formula. Al suo posto viene nominato presidente Douglas N. Daft.


L´acqua nera tuttavia torna a macchiarsi di rosso. Nel 2001 muore un altro lavoratore della Coca-Cola iscritto al sindacato, e nel 2002 un altro ancora. Il sangue scorre e, fra il 2002 ed il 2003, viene lanciata la più grande campagna pubblicitaria mai vista contro la Coca-Cola. Parallelamente, con la ribellione nel 1994 dell´Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ezln) in Chiapas e l´entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio più grande del mondo tra Usa, Canada e Messico, il governo degli Usa dà inizio al suo più ambizioso piano economico continentale per ridurre l´intero continente sotto la sua egemonia economica e militare: l´Alca, l´Area di Libero Commercio delle Americhe. Contemporaneamente nasce un nuovo tentativo di struttura economica planetaria, l´Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc), con la pretesa di imporre regole commerciali uguali in tutto il mondo. I nuovi accordi e le nuove regole commerciali danno maggior potere alle multinazionali.


In special modo comincia la corsa all´acqua e, in generale, alle risorse naturali, la materia prima delle imprese. Ormai non è più solo guerra contro i lavoratori ma anche contro gli indigeni ed i contadini per strappargli l´acqua e il mercato dello zucchero. La disfatta dell´Omc alla V Riunione Ministeriale a Cancún, in Messico, lo scorso settembre, mette in allarme la nuova strategia statunitense di rafforzare i propri interessi con l´Alca e con i trattati bilaterali di libero commercio. All´ordine del giorno della Coca-Cola Company ora c´è l´acqua. La vediamo in Chiapas costruire scuole per gli indigeni insieme col governo dello Stato, non però a caso, ma nelle regioni dove ci sono i giacimenti d´acqua più importanti. Di questo però parleremo più avanti.


Le curiosità

Il cartello pubblicitario di Coca-Cola più grande del mondo si trova sulla collina El Hacha, ad Arica (Cile); è lungo 122 metri e alto quaranta, ed è costruito con settantamila bottiglie di Coca-Cola. Il Cile è uno dei primi paesi ad aver privatizzato le fonti d´acqua e i fiumi all´epoca della dittatura militare.

Coca-Cola è la marca commerciale più famosa e mondo. È conosciuta dal 94 per cento della popolazione mondiale. Secondo un´inchiesta realizzata nel 1997, Coca-Cola è il secondo marchio più apprezzato al mondo dietro a McDonald´s e davanti a Disney, Kodak, Sony, Gilette, Mercedes-Benz, Levi´s, Microsoft e Marlboro.
Nel 1990 apre ad Atlanta “Il mondo della Coca-Cola”, il museo ufficiale della compagnia e nasce – niente di più ridicolo! – il Coca-Cola Collectors Club, primo club spagnolo di collezionisti di Coca-Cola. Ad aprile è inaugurato a Castelldefels, vicino a Barcellona, il primo locale pubblico europeo non ufficiale (è una collezione privata) dedicato al mondo Coca-Cola.
Nel 1992 la Coca-Cola è lo sponsor esclusivo delle Olimpiadi di Barcellona. La pubblicità è sparsa per tutta la città, su sedie, tavoli, cartelli e distributori automatici. I tedofori della manifestazione portano il logo Coca-Cola sulle tute sportive.
Nel 1996 Coca-Cola è padrona di casa nelle città dei Giochi Olimpici di Atlanta.
A Taiwan, coi suoi venticinque metri, c´è la bottiglia gonfiabile più grande del mondo.
Il consumo annuale di Coca-Cola in Cina nel 1989, dopo il massacro di Piazza Tian´anmen, fu di una bottiglia pro capite.
A Lille, in Francia, il 27 novembre del 1990 un bambino di sei anni ha ucciso la madre con un fucile per non avergli dato un bicchiere di Coca-Cola.
Si dice che negli Usa ci sono madri che danno ai propri figli il latte con Coca-Cola. Nelle comunità rurali del Messico ci sono madri che, invece del latte, mettono direttamente la Coca-Cola nel biberon dei propri figli.


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