Coca-Cola: la storia oscura dell'acqua nera - PARTE 3

– di Gustavo Castro Soto ILNODOGORDIANO

Coca-Cola: la storia oscura dell'acqua nera - PARTE 3


La guerra finisce e fra il 1945 e il 1950 nasce il nuovo or­dine mondiale. Viene creata l´Onu e con essa la Dichiarazio­ne Universale dei Diritti dell´Uomo che i governi s´impegnano a rispettare. Nascono però anche le infrastrutture econo­miche e le istituzioni internazionali che segneranno il destino dell´economia e della politica mondiale fino ad oggi.


Nasce il sistema di Bretton Woods, in un lussuoso hotel nello stato del New Hampshire, in Usa, vengono fonda­ti la Banca Mondiale (Bm) e il Fondo Monetario Internazio­nale (Fmi) , che conferiscono al dollaro il ruolo di moneta di scambio a livello mondiale. Questo spianerà la strada all´e­spansione delle imprese multinazionali. Il sistema di Bretton Woods giocherà un ruolo fondamentale per il passaggio al modello neoliberista degli anni settanta e, con esso, a tutti i problemi di cui soffriamo oggi. Nasce anche un altro strumento impor­tantissimo: il Gatt (General Agreement on Tariffs and Trade) che nel 1995 diventerà il World Trade Organization (Wto).


La quinta tappa. Il Dopoguerra

Torniamo al 1949. Il generale Einsenhower offrì una Coca­Cola al generale sovietico Georgij Konstatinovic Zhukov, che l´apprezzò enormemente. Zhukov chiese di far sparire dalle bot­tiglie il marchio Coca-Cola, motivando che un generale sovietico non poteva essere pescato con un simbolo dell´imperialismo americano. Einsenhower incaricò il generale Clark di tra­smettere l´ordine al presidente Truman e questi fece cercare un chimico che eliminasse il colore tradizionale della bibita, la fece mettere in una bottiglia comune con un tappo recante una stella rossa. Da qui il nome di “Caso della Coca Bianca”, considerato un segreto di Stato durante la Guerra Fredda.


Nel 1950 la Coca-Cola non aveva un solo dirigente di co­lore, pur essendo la Georgia uno stato a maggioranza nera. Bisognerà aspettare cinque anni per vedere per la prima volta sulla rivista “Ebony”, pubblicata da e per gente di colore, per­sone di razza nera. Di fronte alle critiche secondo cui la Co­ca-Cola arrecava danni alla salute, l´impresa inizio a promuovere eventi sportivi, come fa ancora oggi. Nello stesso anno la Coca-­Cola realizza il suo primo spot televisivo. Nel 1952, durante i Giochi Olimpici di Helsinki, donò uno dei frigoriferi ai so­vietici; quattro anni dopo, a Melbourne, la stessa squadra so­vietica consumò 10.766 bottiglie. Nel 1953 il mondo aveva consumato già 76.000 milioni di litri di Coca-Cola, la produ­zione toccava i 2 milioni di barili e i 30 milioni di dollari in pubblicità, una cifra di gran lunga superiore a quella che al­cuni paesi poveri destinano oggi alla lotta contro la povertà.


Nel 1954 Ray Kroc compra dai fratelli McDonald le ban­carelle di hamburger sulle strade e si associa con la Coca-Co­la per vendere la bevanda in tutti i suoi negozi. Un anno dopo uno studio si concludeva affermando che in più di ventimila stazio­ni di benzina statunitensi: “L´automobilista si fer­mava per fare benzina, andava alla toilette, comprava una Co­ca-Cola e continuava il viaggio”. Sempre nel 1955 l´attrice Joan Crawford, una delle ragazze della compagnia Coca-Co­la degli anni trenta, si sposava col presidente della Pepsi. Contestualmente l´allora vice presidente Richard Nixon, vecchio uo­mo della Coca-Cola e presunto affezionato della bibita, firma­va un precontratto con Nikita Krusciov, capo dell´Unione So­vietica, per introdurre la Pepsi in territorio russo.


Pur essendo la bibita nazionale di tutti gli americani e mal­grado la pubblicità e il suo elevato consumo, la Coca-Cola Company continuava a subire critiche perché metteva a rischio la sa­lute degli adolescenti. A questo proposito, secondo alcune fonti, la Coca-Cola non ha perso un solo processo. Durante uno di essi la compagnia ha dichiarato: “L´unico modo in cui il prodotto potrebbe causare danni a un bambino è facendogli cadere la bottiglia in testa da una finestra”. Così il consumo andava aumentando. Verso il 1960 il popolo statunitense con­sumava 40 mila bottiglie al minuto ed a trent´anni di distanza è il se­condo prodotto più consumato al mondo (secondo alcune fonti esso supera attualmente le 45 mila bottiglie al secondo).


In questo anno il disegno e il profilo della bottiglia sono rico­nosciuti ufficialmente dall´Ufficio Brevetti come marchio re­gistrato. È anche l´anno in cui la Fanta sbarca in America e la Coca-Cola per la prima volta acquisisce una compagnia, la Minute Maid Co. Inizia così un nuovo capitolo di rapine a danno dei concorrenti che furono progressivamente assorbiti dalla compagnia.


Nel 1961, la bibita si poteva acquistare liberamente in Giappone, mentre prima si trovava solo di contrabbando o trami­te i militari americani nel paese. Per questo la Coca-Cola Company, fra le imprese destinate ad imbottigliare e distribuire la bibita, scelse Mitsubishi, Kikkoman, Kirin, Fuji o Sanyo. Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, nel febbraio dello stesso anno, i proprietari del ristorante Woolworth, a Greensboro, Stati Uniti, si rifiutarono di servire Coca-Cola e hamburger a quattro studenti neri; questo causò numerose proteste. Poco tempo dopo il Congresso per l’Uguaglianza Razziale (CORE), ordinò alla Compagnia che i neri apparissero negli spot pubblicitari della Coca-Cola.


J. Paul Austin fu il decimo presidente della Coca-Cola nel 1962. Era laureato in legge all´Università di Harvard e parla­va spagnolo, francese e giapponese. Nella sua presidenza fu ri­levante l´amicizia con Jimmv Carter, che aiutò nella cam­pagna per l´elezione a governatore della Georgia mettendo a disposizione aerei e limousine. Il governatore visitò diversi paesi per promuovere affari col suo Stato. I funzionari in giacca e cravatta della Coca-Cola consigliavano Car­ter sui paesi in cui si recava. Sembravano degli ambasciatori. Grazie a loro Carter era informato sulla vita, la cultura, la po­litica e la situazione economica di ogni nazione.


Un grande fan della Coca-Cola fu John F. Kennedy che nel 1963 propose l´ambasciata Usa in Inghilterra a Robert Woodruff, presidente della compagnia; ma “Il capo” declinò l´offerta. E´ l´anno in cui il famoso regista Billy Wilder dirige, per la compagnia, uno dei film più famosi della Coca-Cola, One, Two, Three, una satira sulla compagnia nella Germania del­l´Est e insieme un documento sulla fobia anticomunista della Coca-Cola. Nei decenni successivi, vedremo la classe politica strettamente legata sempre più agli interessi delle società multinazionali che al popolo che l´ha votata. In parti­colare la Coca-Cola Company si vedrà fortemente coinvolta in lotte politiche e reazioni della società. Nel 1968 gli arabi boicottarono la Coca-Cola per aver permesso l´imbottigliamento della bibita in Israele. Un giornalista aprì gli occhi alla compagnia, illustrandole come avrebbe trovato una nuova oasi tra il Marocco ed il Pakistan. Fu un duro colpo per la compa­gnia, rappresentando il mondo arabo un importante mercato.


Verso il 1969 gli introiti lordi della Coca-Cola Company furono di milletrecento milioni di dollari con profitti di oltre 121 milioni di dollari, di cui 100 milioni investiti in pubbli­cità, ossia, l´equivalente dell´ 82,6 per cento dei profitti. Un anno do­po, nel 1970, la Coca-Cola è il prodotto mondiale presente in più paesi: centotrenta nazioni. Ciononostante negli anni set­tanta c´è la grande crisi mondiale del debito estero dei paesi “periferici”, “sottosviluppati” o del cosiddetto “Terzo Mon­do”. Tutti si trovano indebitati con la Banca mondiale (Bm) e con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Con il solo pagamento degli intéressi questi paesi avevano già restituito più volte il capitale originale. Alcuni governi si rifiutavano di pagare, co­sì il sistema di Bretton Woods comincia a stringere la morsa obbligando quei paesi ad aprire i loro mercati alle compagnie multinazionali. Inizia l´era del modello neoliberista e, con esso, l´applicazione delle politiche dell´adeguamento strutturale. Ogni governo che i qualche modo si opponeva veniva spazzato via da un golpe militare appoggiato dagli Usa.


Le dittature mili­tari si incaricano così di aprire le porte del proprio paese ai grandi capitali. Si intensifica la rivalità delle multinazionali ver­so le imprese pubbliche e la lotta per la privatizzazione delle materie prime necessarie all´aumento dei loro profitti. Si acuiscono i problemi coi lavoratori iscritti ai sindacati, con gli stabilimenti d´imbottigliamento e con i fornitori. A partire da questo momento vedremo la Coca-Cola Company vicina alle forze militari e paramilitari di altri paesi; e, nel contem­po, avremo un aumento della violazione dei diritti umani.


Richard Nixon diventa presidente degli Usa (1969-1974). Fortemente vincolato agli interessi della Pepsi-Cola, firma un contratto con l´Urss per imbottigliarvi la bibita per la prima volta. La Coca-Cola fa una campagna pubblicitaria più ag­gressiva e crea, nel contesto della guerra contro il Vietnam e del rifiuto dei cittadini americani verso le politiche del loro governo, lo spot migliore di tutta la storia della pubblicità. Sulla cima di una collina in Italia, la Coca-Cola riunisce due­cento giovani di ogni angolo della terra appositamente vestiti con gli abiti caratteristici della propria nazione, con una bottiglia di Coca-Cola in mano, cantando insieme: “Vorrei cantare insieme a voi in magica armonia”.


Questo spot appa­re per la prima volta in televisione nel 1971 facendo sensa­zione in tutto il mondo. Si diceva che nessun altro spot televi­sivo era riuscito, in un minuto, a cogliere tanti valori e im­pressioni. Il gruppo musicale inglese New Sekkers incise la canzone su un disco che vendette più di un milione di copie. Per molti anni questo è stato considerato il miglior spot pub­blicitario mai realizzato sui mezzi di comunicazione. Passeranno ancora dieci anni prima che, malgrado l´esclusiva della Pepsi con l´Urss, la Coca-Cola ottenga un contratto in esclu­siva per patrocinare le Olimpiadi di Mosca del 1980, per le quali pagò 10 milioni di dollari.


Nel 1972 esce la prima guida illustrata dei gadget della Coca-Cola. Nascono i collezionisti. Nel 1975 nasce il Clan Coca-Cola che unisce tutti i club di collezionisti. All´improv­viso i vecchi oggetti pubblicitari – vassoi da ristorante, alma­nacchi o qualsiasi oggetto recante il logo della Coca-Cola – acquistano grande valore. Secondo una delle nostre fonti, il numero degli oggetti collezionati e censiti dalla compagnia nel 1992 corrisponde a più di 3 milioni. Nello stesso anno nasce il G7, il gruppo dei sette paesi più sviluppati e industrializzati del mondo che controlla il sistema di Bretton Woods col quale il mondo era fortemente indebitato. Giappone, Germania, Fran­cia, Italia, Inghilterra, Canada e Stati Uniti, cominciano ad imporre le proprie condizioni per capovolgere il mondo. Le multinazionali erano già pronte per divorare il mercato, le imprese statali e le risorse naturali dei propri debitori.


Nel 1974, in piena campagna elettorale per la presidenza degli Usa, Jimmy Carter ingaggia lo specialista in pubblicità della Coca-Cola Company per rafforzare la sua immagine in dirittura d´arrivo. Il presidente messicano amico della Coca­Cola, Vicente Fox, arriverà più di venti anni dopo a maneggiare tecniche di mercato in politica per comprare la presidenza, ma ci occuperemo di questo personaggio più avanti. Torniamo al 1974, quando Jimmy Carter disse vantandosi: “Abbiamo la rappresentanza del Dipartimento di Stato all´interno della Coca-Cola Company. Loro mi forniscono in anticipo le relazioni su un determinato paese, quali sono i suoi problemi, chi sono i suoi dirigenti e quando potrò recarmi lì, oltre a pre­sentarmi ai capi di queste nazioni”.


Durante la campagna pre­sidenziale del 1976, ad un banchetto presieduto da Paul Au­stin, Carter confessò agli imprenditori preoccupati, che i suoi discorsi sulle atroci e continue alleanze fra capitalismo e pol­itica non dovevano essere presi su serio. “Io sarò ancora un alleato delle imprese”. Carter nominò un gruppo di uomini della Coca-Cola: Chàrles Duncan divenne sottosegretario della Difesa (prima di passare alla segreteria dell´energia); Joseph Califano ottenne, fra gli altri, il ministero della salute, dell´istruzione e del welfare. Gli imprenditori della Coca-Co­la vanno all´assalto del potere così come anni dopo faranno gli imprenditori dell´industria bellica e farmaceutica.


Nel 1977 il governo indiano chiede alla compagnia di mo­strargli la formula come condizione per distribuire la bibita nel paese. La Coca-Cola si rifiuta e si ritira perdendo 400 mi­lioni di possibili consumatori. Solo grazie a Rajiv Gandhi la Coca-Cola ritorna in India molti anni dopo, ma questo avviene nello stesso anno in cui il prezzo dello zucchero precipita. La Coca-Cola utilizzava un milione di tonnellate di zucchero all´anno (era il maggior consumatore mondiale). La Coca-Cola Com­pany fece pressioni su Carter perché approvasse una legge che permettesse alle imprese locali in Georgia di pagare un chilo di zucchero quattro centesimi, sovvenzionando così l´impresa coi fondi pubblici. Alcuni congressisti chiamarono questa proposta di legge “progetto Coca-Cola”. Secondo al­cune fonti Paul Austin, l´allora presidente della Coca-Cola, andò a Cuba col fine di intavolare dei negoziati con Fidel Ca­stro, dato che la Coca-Cola aveva una causa pendente col go­verno cubano per 27 milioni di dollari.


L´anno successivo, il 1978, la Coca-Cola ottiene un con­tratto con la Cina comunista per imbottigliare la bevanda alcuni giorni prima che gli Usa normalizzassero le relazioni di­plomatiche con questo paese. Curiosamente Mao Tse-Tung, nel suo Libretto rosso, definisce la Coca-Cola “il narcotico degli straccioni del capitalismo revanscista”. La Cina si ag­giunge così agli oltre 1.200 stabilimenti d´imbottigliamento sparsi in 135 paesi. Anche il governo bulgaro, da parte sua, firma un contratto per imbottigliare la Coca-Cola, e così altri paesi comunisti come la Iugoslavia, la Cecoslovacchia e la Romania. Durante la guerra del Vietnam la Coca-Cola costruì stabilimenti d´imbottigliamento a Danang e a Saigon.


Le politiche dell´adeguamento strutturale iniziarono a far­si sentire sulla vita del lavoratori. La diminuzione dei salari; la cancellazione del controllo dei prezzi dei prodotti di prima necessità e, in generale, il progressivo peggioramento dei di­ritti dei lavoratori fanno registrare i primi danni. Due anni dopo in Guatemala c´è il primo morto a causa della Coca­-Cola: il 2 gennaio del 1980 l´Uita comunicò che il sindacali­sta della Coca-Cola Pedro Quevedo era stato assassinato. Pochi mesi dopo, a maggio, furono assassinati altri quattro membri del sindacato. In molti paesi latinoamericani i manif­estanti, in preda all´indignazione, demolirono le insegne dei punti vendita e cambiarono i cartelli pubblicitari dell´impresa con la frase “Coca-Cola: La chispa de la muerte” (Coca-Co­la: il mandante della morte). Inizia così l´ondata di terrore della compagnia contro i suoi lavoratori iscritti al sindacato.


Le curiosità

  • La prima volta che la Coca-Cola attraversò l´Atlantico con scopi commerciali fu con il dirigibile tedesco Graf Zeppelin. Nel 1955 Richard Woodruff si ritira dalla compagnia. Nel 1963 fa il suo ingresso nel mercato TAB, la prima bibita senza zucchero.
  • In Svizzera la Coca-Cola fu proibita perché conteneva acido fosforico.
  • In Brasile si diceva che la Coca-Cola causava il cancro e l´im­potenza nei giovani, mentre in Giappone la sterilità nelle don­ne. Nelle Filippine girava voce che facesse cadere i denti e che un impiegato del birrificio San Miguel era caduto dentro una delle cisterne di sciroppo di Coca-Cola cambiandone il sapore.
  • In Marocco gli aficionados della Pepsi accusavano i consuma­tori della Coca-Cola di essere “indipendentisti”. A Chamula, in Chiapas, i fanatici di entrambe le bibite si uccidevano a vicen­da. Ma ci sono altre storie. Alle Barbados dicevano che la Coca­Cola trasforma il rame in oro; ad Haiti un´anziana resuscitò grazie al nipote che gli fece bere una Coca-Cola; in Russia le donne utilizzavano la bevanda di contrabbando per combattere le rughe e scambiarla con dei calzini.
  • Nel 1945 l´Egitto non sapeva cos´era una Coca-Cola. verso il 1950 imbottigliava nelle sue sei fabbriche più di 350 milioni di bottiglie all´anno. La popolazione affermava che il liquido si preparava con sangue di maiale.
  • L´avvocato incaricato dei casi per “ingredienti sospetti” era il biologo Perry Wilbur Fatting, che studiò gli effetti prodotti dal­l´ingestione di insetti “marinati” nella Coca-Cola. Studiò tutti gli insetti velenosi e i piccoli animali che potevano “entrare per sbaglio” nelle bottiglie di Coca-Cola, compresa la vedova nera.
  • Ridicolaggini: sono stati creati dei gruppi in difesa della Co­ca-Cola. Il Coca-Cola Collector´s Club fu fondato in Spagna nel 1990 e oggi conta un centinaio di associati. I fondatori furo­no Albert Molina, Joan Bonet, Xavier Prats e Jordi H, Rubí. Durante i primi tempi Tanga World organizzava due riunioni al­l´anno per vendere all´asta e scambiare oggetti legati alla Coca­Cola. Albert Molina ha girato più di cento paesi per comprare oggetti per la sua collezione. Il suo museo consta di oltre 7 mi­la pezzi diversi. Il club di collezionisti di Coca-Cola negli Usa conta attualmente seimila soci. L´assemblea del club interna­zionale dei collezionisti della Coca-Cola festeggiata ad Atlanta nel 1991 riunì una tale quantità di persone che non bastò un ho­tel intero per ospitare tutta la convention.
  • Assurdità: la grande insegna luminosa della Coca-Cola nel museo omonimo di Atlanta si compone di 1.407 lampadine e 580 tubi al neon. È alta nove metri e larga ottanta e pesa 12.500 chili. La sfera esterna gira su un asse inclinato di ventidue gra­di come quello della terra. È tra i musei più visitati al mondo.
  • Il primo distributore di Coca-Cola nella vecchia Unione So­vietica si trova nella hall dell´Hotel Mezhdunarodnaja
  • L´unico mezzo per trasportare la Coca-Cola fino sulle cosid­dette “Alpi Giapponesi”, a quasi tremila metri di altura, è l´elicottero. I forti venti e l´inclinazione delle scarpate non permet­tono l´atterraggio dell´elicottero che deve rimanere sospeso in aria e scaricare le scorte con le reti.
  • Lo stabilimento d´imbottigliamento di Shatin a Hong-Kong è, con i suoi venticinque piani, il più alto del mondo.
  • Il paese più a nord in cui s´imbottiglia Coca-Cola è la Norve­gia, dove le vendite superano il Circolo Polare Artico. Il paese più a sud è invece l´Argentina, dove le vendite nell´Antartico partono dallo stabilimento nella Terra del Fuoco.
  • Sono 66 milioni le persone che, in un giorno normale negli Usa, bevono Coca-Cola. Il cliente col maggior volume di ven­dite di Coca-Cola è il Varsity Restaurant di Atlanta, nello Stato della Georgia. Conta 3 milioni di consumazioni all´anno.
  • Si conta che molti politici furono o sono grandi consumatori di Coca-Cola: re Faruk d´Egitto, re Hussein di Giordania, Ike Eisenhower, Richard Nixon, Lyndon Johnson, re Faisal d´Iraq, le principesse d´Olanda, il ditattore cubano Batista, Fidel Ca­stro, John F. Kennedy, il sultano del Marocco e il presidente messicano Vincente Fox. Chi altri conosci oltre a te stesso?

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