VIVAIO - 2 - ANNA FRANK

VITTORIO MESSORI - http://www.vittoriomessori.it LUGLIO 2015

Visto che siamo, più o meno, in tema. E tanto per confermare che  le mode culturali vanno e vengono. Anna Frank (quella del famossimo Diario , morta nel 1944 nel campo di concentramento di Bergen Belsen) aveva una spiccata propensione omosessuale.


Una quasi coetanea,  Jacqueline,  era per lei davvero l”amica del cuore“ : c’era intimità tra le due ragazzine , spesso dormirono nella stessa camera, Anna le propose di far sesso ma  l’altra le permise soltanto di baciarla  sulla bocca.


Scrive Anna, fra l’altro che, vedendo immagini di donne nude nei libri d’arte, trovava questa vista << così meravigliosa e bella>> dal doversi forzare per << non cominciare a  urlare >>.


Pensando al rifiuto di  Jacqueline di andare oltre ai baci,      questa martire della ferocia nazionalsocialista appunta sul Diario:  << Ah, se solo avessi un’amica !>>. Un’amica, cioè, da amare non soltanto in senso spirituale ma anche carnale . Nel Diario vi sono qua e là altre tracce esplicite del desiderio lesbico, di cui Anna parla con spontaneità, ben lontana dall’immaginare che quelle pagine che credeva solo sue sarebbero state non solo stampate ma diffuse in milioni di copie.


Ebbene, quando – nel 1947 – il padre di Anna fece pubblicare quegli  appunti personali della figlia, censurò il testo, togliendo alcuni brani che sembravano allora intollerabili e dando un nome maschile, Peter, all’amica  Jacqueline . I tempi erano ancora quelli in cui l’omosessualità era cosa di cui non parlare e, se proprio necessario, da deprecare come il “vizio inconfessabile“, come “l’amore che non osa dire il suo nome“ . Dunque,  i turbamenti  di una  ragazza non potevano avere come oggetto altro che un ragazzo,  ui si diede il nome di Peter. Anna Frank lesbica? Chi l’avesse anche solo prudentemente ipotizzato rischiava la galera per diffamazione e in più  la persecuzione da parte di folle di lettori indignati.


Il vento, lo sappiamo bene, è talmente cambiato  a partire dall’inizio degli anni Settanta che ciò che era considerato (esagerando impietosamente) una vergogna, si è trasformato se non in una gloria in una sorta di privilegio (ancora una volta sbagliando per esagerazione). I reietti di un tempo sono divenute le persone che il politicamente corretto coccola , onora, blandisce. Per usare il linguaggio giullaresco di  quel cantante , Adriano Celentano, ormai omo è rock, etero è lento….


Perché, allora, si sono chiesti gli editori di Anna Frank, perché non seguire questo vento tanto imprevisto quanto favorevole?  Così, i brani censurati sono stati non soltanto rimessi nel Diario  ma su di essi si sono appoggiati coloro che di quella sventurata, ammirevole ragazzina, hanno cercato di fare una icona gay. Non c’è, oggi, lesbica militante che non cerchi occasione di parlare non della Frank che davvero conta ma di quella attratta sessualmente da altre femmine.


E’ l’ennesima conferma: nulla è più instabile delle ideologie. Egemoni e apparentemente inattaccabili per un certo periodo storico e poi non solo abbandonate ma rovesciate addirittura nel contrario. E’ successo e succederà sempre. Ne siano avvertiti – repetita iuvant – coloro, anche tra i cattolici, che prendono sul serio il “mondo che gira“ e rischiano di dimenticare che “stat crux “.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext