Crisi, io ci scommetto! (Lottomatica)

28 luglio 2012 Di fedetrade per rischiocalcolato.it

Standard &Poor's ha usato la mano pesante con l' Italia nell'ultimo periodo, declassando i suoi Titolo di Stato e le sue banche. Eppure, nonostante un quadro di certo non roseo, ha riservato un outlook positivo per un'impresa. Lottomatica. Basta guardare un paio di indicatori di bilancio e il P&l 2011 per capire come mai:

Nasce a Roma alla fine del 1990 dal consorzio di più imprese:BNL, Sogei (gruppo IRI-Finsiel), Olivetti, Alenia, Mael, Federazione italiana tabaccai e Cni. È concessionaria dello Stato per la gestione del concorso del Lotto, ed ora anche il famoso 10 e Lotto, oltre ad alcune lotterie istantanee e differite (Gratta e vinci). Viene quotata in Borsa Italiana nel 2001 di cui oggi è una delle maggiori bluechips. Oltre alla parte immessa sul mercato, i principali azionisti sono: De Agostini (59,8%), Mediobanca (5,2%), Assicurazioni Generali (3,2%), azioni proprie (2%).


Quando l'italiano gioca al Lotto, chi guadagna? Vediamo come viene ripartito mediamente l'incasso di una giocata:

8% è trattenuto dal punto vendita,
3,73% va al concessionario
34,648% costituisce il montepremi e, come dicevamo, il
53,6% (e in Sicilia il 41,1%) va allo Stato Italiano.


Le vincite sotto i 500€ non sono tassate, tutto il resto ha un'aliquota del 6%. Vale 1 Mld di Euro per lo Stato.


Non solo giochi di Stato, Lottomatica segue anche scommesse sportive, tramite i punti Better, e soprattutto il mercato online in continua espansione che ha generato in Italia nel 2011 un giro d'affari di 8,4Mld contro i 3,1 del 2010.
Anno 2006, Lottomatica acquisisce Gtech, societá attraverso la quale si sta ora espandendo nei mercati online esteri, principalmente gli Usa. Gtech ha aumentato nell'ultimo anno i suoi ricavi del 12% ed ora è tra le principali candidate per aggiudicarsi la gestione dei concorsi online in New Jersey e Pennsylvania. Gli Usa contribuiscono per il 15% al Mol di Lottomatica ma questa cifra sarà destinata a crescere. La debolezza dell'Euro rappresenta anche un vantaggio in termini d'investimento. Il budget 2013 del gruppo ha fissato un tasso di cambio pari a 1,35; ogni centesimo in meno rappresenterà 1 Mil di Euro di Mol aggiuntivo. Sempre in termini d'investimento, Lottomatica presenta un' esposizione di 2,65 Mld di Euro, destinati a scendere a 2,5 a fine anno. Cifra che sarà ancora inferiore nel 2016, anno in cui scadrà la concessione per il Lotto, poichè fino a quella data non sono previsti ulteriori investimenti. Se l'Italia è un mercato considerato ormai saturo su cui operare solo con un miglioramento dell'offerta, ad esempio inserendo prodotti per bilanciare il calo di ricavi di Gratta e Vinci, sono i mercati esteri il principali obiettivi del gruppo. È il Sudamerica uno dei principali obiettivi, essendo Lottomatica già operativa in Argentina, Cile e Colombia. E poi la Cina, con Pechino in cui è già presente, e l'Europa con la Polonia. Restano sotto la lente le possibili privatizzazioni in Irlanda e Grecia, anche se ad Atene la situazione è più complessa, dato che non ci si attende a breve una gara che miri ad attrarre capitali stranieri. Il mercato delle scommesse è uno dei pochi che rimane in piedi persino in questa terra: benché Opap, la Lottomatica greca, risenta del della sfiducia verso la grecia, registrando il 20,9% di utile in meno rispetto all'esercizio precedente, ha decrementato i ricavi di un solo 5% e gli utili per azione (EPS) sono a 1,43€; segno che la società goda comunque di buona salute e conti in ordine; rarità nel mercato ellenico.
Questo dato ci invita ad una riflessione: perchè i mercati in cui la crisi è più sentita sono in realtà la migliore occasione d'investimento per questo genere di imprese?

Semplice: lo sconforto e la preoccupazione inducono a tentare la fortuna per risolvere la propria situazione. Cerchiamo di capire il profilo dello scommettitore medio italiano; la fonte è proprio il bilancio d'esercizio di Lottomatica.
Ha generalmente un'istruzione medio bassa,

 

È pensionato, operaio o casalinga, quindi le fasce più facili da "abbindolare",

E vive tendenzialmente al Sud.

È chiaro a tutti che il gioco colpisca il ceto medio basso e poco istruito della popolazione e, proprio per questo, più incline a soluzioni facili ma economicamente irrazionali per risolvere i suoi problemi. Proprio per questo l'attuale crisi economica sta acuendo questo effetto, rappresentando un "asset exploiting" più che un problema.
Credo che investirò a brevissimo in Lottomatica, e quindi sulla crisi, e voi?


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