IL DECALOGO dell'AMORE

MARCELLO VENEZIANI

IL DECALOGO dell'AMORE



I - Amare è prendersi gioco della vita, della morte e dell'immortalità. 
II - La più forte alterazione che l'amore produce è far entrare l'Universale nel Particolare, il Cosmo in una casa, il Cielo in una bocca.
III - A volte l'amore è essere egoisti con l'io di un altro. Ma a volte è il suo contrario, è uno specchio per amare se stessi tramite un altro.
IV - Ci sono amori in cui è insopportabile l'assenza, e altri in cui si ama più in assenza che in presenza. 
V - L'amore parte dalla testa, mai dal corpo. E la testa parte con lui. 
VI – L'amore vive e muore della sua irriproducibilità. Non è distributivo, non può essere spalmato sull'umanità, non può essere commutato in filantropia. 
VII - L'amore è la grazia dannata di un istante, scambiato per l'eternità. L'amore mal sopporta la durata, viaggia tra l'attimo e la perennità senza mai fermarsi nella lungodegenza. L'amore è una prigione ma non prevede l'ergastolo. 
VIII - L'amore patisce l'asimmetria di tempi e di modi. Se non combacia, ferisce. Se stride, uccide. L'armonia in amore è delicata, labile, impossibile e necessaria.
IX - L'amore è il rifugio dei miscredenti che innalzano un Assoluto fittizio per ripararsi da ogni altro assoluto.
X - Chi ama resiste alla morte, in forma di elusione, evasione, dilazione, raggiro. L'amore sospende la morte. Sine die.


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