Udo Ufkotte: la Germania si consegna all'Islam PARTE 2

DA MAURIZIOBLONDET.IT

Udo Ufkotte: la Germania si consegna all’Islam PARTE 2


  1. L’ISLAM COME POTERE ECONOMICO

A quanto pare, se si vogliono fare grossi affari senza correre il rischio di “offendere i musulmani”, è sufficiente pagare il pizzo a un’organizzazione che rilasci il certificato Halal. Con 1,8 miliardi di musulmani sparsi per il mondo, la certificazione halal è diventata un bel business.


D’altra parte, sempre più supermercati prevedono delle scansie con prodotti halal. In Germania la maggior parte della carne proveniente dall’estero è automaticamente halal (anche quando non indicato espressamente), in modo da facilitare l’allargamento del mercato verso i consumatori musulmani. Questa tendenza è visibile anche in altre nazioni e copre una gamma sempre più vasta di prodotti.


Addirittura il pecorino toscano viene prodotto seguendo le normative islamiche


Gli stati islamici dispongono in generale di enormi riserve finanziarie. Ad esempio lo sceicco Tamim Bin Hamad Al Thani, oltre a sovvenzionare l’ISIS in Siria e in Irak, finanzia anche la costruzione di nuove moschee in Germania. Analogamente, con i soldi provenienti dal Qatar si costruiscono innumerevoli edifici in tutta Europa.


Swatch, Tissot, Victorinox propongono i loro prodotti, su suggerimento del Qatar, senza la croce Svizzera, troppo cristiana. I maggiori azionisti di Credit Suisse parlano oramai arabo. Per il 16,5% appartiene alla Qatar Holding mentre per l’8% all’Olayan Group.

Al Jazeera ha la sede nel Qatar, con varie ramificazioni nel mondo intero.


  1. LA DECADENZA DELL’OCCIDENTE

Secondo alcuni studiosi attorno al 2050 la popolazione musulmana in Germania potrebbe già essere maggioritaria. Nel 2015 in Germania esistono parecchie migliaia di moschee. Il loro numero è destinato a salire. Nel marzo 2015 è sorta a Stoccarda la prima moschea con minareto, poi una con il grido del Muezzin. E tutti (a parte i musulmani) fingono di ignorare il vero significato del minareto, ossia un simbolo di conquista.


L’altro lato della medaglia ci presenta invece l’abbandono, la distruzione o l’impiego delle chiese a mo’ di toilette 


Nel 2012 alcuni cittadini di Eschweiler si sono lamentati circa le campane della chiesa di S. Bonifacio, che hanno quindi dovuto essere zittite dalle 22 alle 6 del mattino. Tra l’altro, l’edificio ecclesiastico è situato in periferia. Ben altro discorso nel 2013, da quando le urla del Muezzin riecheggiano nel bel centro della città! Nessuno ha osato lamentarsi.


I conflitti coi musulmani sembrano doversi estendere anche nell’oltretomba. Mentre i cimiteri cristiani vengono ridotti, si trovano sempre nuovi spazi per cimiteri musulmani. Tuttavia, la differenza non finisce qui. Mentre i cimiteri per non musulmani vengono concessi solo per 20 – 40 anni, quelli per musulmani fondamentalmente restano tali fino alla fine dei tempi. I funzionari che oggi prendono certe decisioni alla leggera, non si rendono conto delle conseguenze a lungo termine. Inoltre, in Germania occorre attendere 48 ore tra la morte attestata e il funerale (per scoprire ev. casi di morte apparente).


Per i musulmani vige invece il termine delle 24 ore massime! Ciò non facilita di certo la pianificazione delle cerimonie funebri in caso di utilizzo di un cimitero comune. Come se non bastasse, un altro termine di conflitto è dato dalla richiesta di nascondere tutte le croci cristiane durante i funerali, per non offendere i musulmani.


Il nuovo messaggio musulmano: “affancXXX il tuo Dio!”. Membri di grosse famiglie di immigrati hanno ad es. assalito i fedeli praticanti a Duisburg. Le finestre delle chiese vengono rotte, viene urinato sull’altare o nel contenitore dell’acqua santa. Il tutto nel silenzio dei mass media


L’autore riporta diversi casi di furti di reliquie operati nelle chiese da musulmani, i quali vengono praticamente subito rimessi a piede libero, senza la minima reazione dei media. Immaginiamoci quello che invece accadrebbe sei dei cristiani armati di bomboletta spray scrivessero sulle porte di una moschea “W il cristianesimo! Lottate contro l’islam!”.


Quando il 6 dicembre 2013 un Giordano scrisse sulla porta della chiesa di S. Michele a Monaco “Allah è grande! Guerra santa!”, un giornale locale si è limitato a riportare i fatti di cronaca, come se niente di particolare fosse successo.


Dal 2015 alcuni media hanno introdotto nel loro palinsesto una serie di letture coraniche. 


Sempre più chiese vengono aperte ai musulmani affinché vi possano pregare, previa copertura delle immagini dei santi nonché preparazione dei tappeti di rito. C’è addirittura un cardinale francese che si vanta di aver recitato il credo islamico nella sua chiesa. Per fortuna che in Cina il numero dei cristiani sale velocemente, tant’è che si stima che nel 2025 saranno di più che negli USA.


In Germania molte chiese vengono chiuse o vendute a causa di problemi finanziari. Quando però di tratta di mettere mano al portafoglio per sovvenzionare la costruzione di una nuova moschea, ecco che le comunità cristiane primeggiano addirittura rispetto a enti musulmani. Ecco un esempio: http://www.zentralmoschee-koeln.de/default1.php?id=10&sid=6&land=de (si veda alla voce “St. Theodor Kirchengemeinde aus Köln Vingst, 5000 EUR”).


  1. LE CONSEGUENZE DELLA “CULTURA DELL’ACCOGLIENZA”

Il vuoto lasciato dalla decadenza delle “vecchie strutture” viene velocemente colmato dall’Islam. Fachbach è un esempio di luogo dove la convivenza tra musulmani e non-musulmani non risulta così facile. I primi sono causa di angherie e chiamano i secondi “Tedeschi di merda”, “Figli di puttana”, “Aborti”.


A un certo punto anche il sindaco ha perso la pazienza e ha scritto una lettera ai politici. Non è cambiato niente, dal momento che non si vuole offendere l’Islam.


Anche in altre città sempre più gente ha paura della crescente islamizzazione (nascita di scuole coraniche, costruzione di nuove moschee, …, il tutto nel segno dell’intolleranza/non integrabilità da parte musulmana), ma nessuno osa parlarne.


Gli abitanti di Dinslaken, allorquando è stata fondata una scuola coranica in tedesco, si sono fatti l’illusione che, attraverso questa scelta linguistica, sarebbe perlomeno nato un islam tollerante. La realtà: fino al febbraio 2015 sono partiti da Dinslaken per la Siria 22 giovani nonché violenti musulmani, con lo scopo di dar man forte all’ISIS.


Questa ondata “culturale” ha inoltre fatto sì che dei giovani tedeschi si convertissero all’islam, per poi aggregarsi agli estremisti. Ma non finisce qui. Quando i jihadisti ritornano in Germania dopo aver imparato ad ammazzare gli infedeli, devono essere presi in consegna 24h su 24 dai servizi sociali.


Le insegnanti tedesche sono puttane? Secondo alcuni sembrerebbe di sì. Dalla fine del 2013 la popolazione di Duisburg-Bruckhausen ha per l’80% un background legato all’immigrazione. Più del 50% ha radici musulmane. Dal 2011 nelle scuole dell’obbligo di questa regione i musulmani formano de facto la più grande comunità religiosa. Nelle mense non si serve più carne di maiale e nelle scuole per insegnanti si è ritirato il divieto di coprirsi il capo 


In altre istituzioni tedesche per la formazione degli insegnanti non si sa come affrontare il seguente problema: le donne insegnanti non vengono accettate dai musulmani in quanto viste come puttane. La situazione viene aggravata dal fatto che gli studenti vengono supportati dalle relative famiglie.


L’islam e i musulmani vengono visti grazie al politicamente corretto come “arricchimento”. In realtà, ad es. nella Nordrhein-Westfalia, i musulmani, benché attualmente rappresentino solo il 7% della popolazione, sono per il 30%ca. i beneficiari degli aiuti sociali 


Il citato 7% rappresenta nel 2015 il 18% dei carcerati della regione: http://www1.wdr.de/themen/politik/jva-muslime-100.html


In Germania, un musulmano su quattro nella fascia di età dai 14 ai 32 anni è pronto alla violenza


A discapito degli sforzi decennali dell’industria della migrazione e dell’integrazione, un musulmano su quattro risulta propenso all’uso della violenza nei confronti dei credenti in altre religioni 


Se i musulmani oggigiorno invitano alla guerra santa, non vengono più puniti. Vedi ad es. la decisione dei tribunale di Karlsruhe 


La libertà d’opinione di fatto in Germania non esiste più. I media e i politici combattono il pluralismo, facendo credere da un lato che l’Islam appartenga alla Germania e, dall’altro, screditando e ridicolizzando coloro i quali dissentono. La cancellieri Merkel è tra i primi


Agli aspetti già citati sulla diffusione quotidiana dell’Islam possiamo aggiungere che in alcuni Länder (Amburgo e Berlino) esistono già dei giorni festivi islamici. Oltre alle piscine separate per musulmani esistono anche delle fasce orarie riservate in spazi protetti (ad es. a Niedersachsen), costruiti con i soldi pubblici. Nel tribunale supremo di Saarland già nell’ottobre 2014 è stato eliminato l’ultimo crocifisso


Nei musei europei vengono quatti quatti eliminati sistematicamente opere d’arte che potrebbero offendere i musulmani.


Criticare l’Islam non è concesso, nemmeno sotto forma di satira. Nessun canale televisivo o radiofonico nonché nessun giornalista potrà mai tentare di dare una risposta alle seguenti domande:


– perché in tutte le nazioni del mondo dove l’islam è religione stato regna una dittatura?

– perché a un musulmano è concesso di sposare una non musulmana, ma a una musulmana non è concesso il corrispettivo?

– perché l’islam gode della fama di “religione della pace” sebbene che nel Corano non sia contenuta nemmeno una Sura sulla pace, bensì 75 versi sulla divisione del bottino di guerra?


Non è permesso porre queste e altre 1000 domande pertinenti né nel mondo islamico né a nessun musulmano. Non è possibile nemmeno dare una risposta personale, altrimenti si viene considerato un malato (islamofobo). A un giornalista che non rispetta queste regole viene come minimo negato il visto di entrata nelle nazioni toccate, oppure potrebbe anche subire delle conseguenza fisiche.


La Germania non accoglie solo immigrati musulmani. Ci sono ad esempio i Sikh e gli indù, che godono pure di una buona accoglienza. Eppure nessuno finora ha ad es. mai sentito i 7000 indù di Amburgo rivendicare maggior attenzioni nei confronti dei loro sentimenti religiosi e nemmeno dimostrare per strada contro le presunte offese nei confronti della loro religione.


I musulmani fondano dei partiti politici. Il loro attuale obiettivo è quello di ottenere dei rappresentanti entro il 2020 


QUest’anno, sui cartelli durante le elezioni di cittadinanza ad Amburgo c’erano delle scritte in turco e in arabo. Si tratta ancora di elezioni tedesche?



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