Udo Ufkotte: la Germania si consegna all'Islam - PARTE 1

DA MAURIZIOBLONDET.I

Udo Ufkotte: la Germania si consegna all’Islam PARTE 1


Udo Ufkotte, per anni giornalista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, è diventato celebre per aver rivelato come   molti giornalisti europei siano a libro-paga della Cia, della finanza e dei politici, confessando di essere lui stesso a servizio dei servizi americani: Gekaufte Journalisten, Giornalisti Comprati, si intitolava il suo saggio. Adesso esce con un altro: Mekka Deutschland (sottotitolo: La silenziosa islamizzazione), Kopp Verlag (2015).  


Una miniera di informazioni politicamente scorrette sulla Germania islamizzata,   di cui un amico ci ha fornito un ampio riassunto. L’impressione che se ne ricava è agghiacciante: non è tanto che le masse musulmane stanno influendo a forza sulla Germania,   ma che il governo tedesco abbandona deliberatamente la civiltà europea, la sua cultura ed istruzione, i suoi principii giuridici, il suo diritto di famiglia, e non parliamo della radici cristiane – per adeguarsi agli immigrati islamici.  Un suicidio di una civiltà stanca di esistere.


Basterà aggiungere che Ufkotte sa di cosa parla: islamologo, per 17 anni ha vissuto in vari paesi musulmani, imparando l’arabo e lavorando come giornalista; si è convertito all’Islam,   ma oggi è tornato al cristianesimo.


E’ lo stesso tipo di denuncia che eleva Michel Houellebecq, uno dei maggiori scrittori francesi contemporanei, nel suo romanzo distopico Soumission (Sottomissione) dove immagina una Francia governata da un governo islamico, democraticamente eletto, nel 2022. Non   lo anima una polemica anti-islamica; è piuttosto la descrizione di una società occidentale che, non avendo più il suo Dio, si scioglie nel vuoto di sè perché non ha più niente da difendere. 


Di questo spegnersi di cui Hoeullebecq (tragicamante, è un cristiano privato di fede)  è il cantore disperato, Ufkotte è il cronista preciso e freddo, ancorché indignato. La realtà supera la fantasia.

(M.B.)

 

Ed ecco il riassunto di Flavio Casanova:


  1. BENVENUTI IN EURABIA

L’Europa sta diventando in modo strisciante una colonia islamica. In ogni grossa città europea coesiste una seconda città. Una città nascosta, simile a uno stato nello stato, una città retta dal Corano. Parlare di questa realtà è un tabù.


  1. ISLAMIZZAZIONE – I FATTI

In Germania dovrebbe valere il diritto tedesco e non la sharia. Eppure è successo e accade regolarmente che la seconda abbia il sopravvento sulla prima. Alcuni casi.


Una 76enne di Monaco, sposata con un iraniano, rimane vedova. Lei eredita solo un’infima parte del patrimonio familiare. Il resto finisce nelle mani della Repubblica Islamica Iraniana.


In effetti, quando uno dei coniugi non è in possesso della nazionalità tedesca, allora viene applicato il diritto del suo stato natale, ignorando un eventuale testamento. Dunque, in pratica, sul suolo tedesco viene applicato il diritto iraniano.


Altro esempio: se un uomo sposa fino a quattro mogli nel suo paese natale e poi emigra in Germania può contare su un eventuale pagamento di più rendite vedovili in caso di decesso.


Infine: nel 2009 una giovane iraniana sposa un suo connazionale in Iran. I due emigrano in Germania e, nel 2011, si divorziano. Un tribunale di Essen concede il divorzio alla donna nel 2012, ma il marito si appella contro questa decisione. Il tribunale di appello di Hamm dà ragione alla donna.


Tuttavia, la motivazione si basa sul fatto che, al momento del matrimonio, i coniugi avevano deciso di seguire la sharia. Dunque il caso avrebbe dovuto essere giudicato secondo la sharia, indipendentemente dal fatto che ora la coppia vive in Germania.


Ulteriori indici di islamizzazione della Germania: esiste una sharia-Mastercard  nonché assicurazioni per gli autoveicoli conformi alla sharia 


Dal 2012 esiste a Berlino presso il Ministero di giustizia un ufficio permanente per il diritto associato alla sharia: http://www.focus.de/politik/deutschland/focussiert-planstelle-fuer-sharia-recht_aid_733685.html


In Germania la poligamia è illegale. Se uno sposa una seconda moglie, rischia tre anni di galera. Il presidente Joachim Gauck è dal 2013 padrino d’onore di una famiglia musulmana bigama. Con questo si vuole mostrare le particolari attenzioni che lo Stato mostra nei confronti delle famiglie ricche di figli. Nel caso concreto di tratta del marito (disoccupato), delle sue due moglie, degli otto figli oltre ad alcuni parenti; in totale 14 persone. Vivono in un appartamento di 220 mq pagato dai servizi sociali (1280 EUR mensili).


Un giornale di Berlino ha invece pubblicato un articolo nel quale si denuncia che esistono delle donne musulmane bigame che abusano degli aiuti sociali, facendosi passare per single.


L’aiuto familiare libanese Abed Chaaban a Neukölln stima che il 30% degli uomini di Berlino con origini musulmane sia sposato con due mogli.

Un servizio di RTL ha mostrato che esistono dei musulmani che invitato due o tre donne ciascuno dai paesi arabi, per poi maritarle davanti all’Imam. Una volta in Germania le donne possono ricevere le prestazioni sociali usuali.


In un matrimonio su quattro contratto da cittadini turchi la sposa è minorenne. In Turchia sembra essere una lunga tradizione. Tuttavia, nel loro paese d’origine viene richiesto un attestato che comprovi l’attitudine psichica delle giovani. Invece la Germania ha scelto la più politicamente corretta tolleranza.


In Germania vengono progettati e costruiti nuovi bagni pubblici in modo che sia facilitato l’impiego dei costumi balneari islamici (burkini).

Sta pure nascendo un commercio parallelo di medicamenti per musulmani, visto che a questi ultimi non è permesso l’assunzione di ingredienti provenienti da animali “impuri”, oltre all’alcool.


I mercatini di Natale vengono ribattezzati “Festa d’inverno”. Così pure delle città come Solingen hanno deciso di vietare le illuminazioni natalizie per non offendere i musulmani.


Dall’altra parte si costruiscono dovunque moschee, mentre le chiese vengono distrutte, quando non direttamente trasformate in moschee.


Nell’esercito (Bundeswehr) oramai esistono due mense separate: una “normale” e l’altra “halal”.


Sempre nella Bundeswehr accade a volte che dei musulmani imparino l’uso delle armi, per poi mettere in pratica le competenze acquisite servendo l’ISIS.


Per non parlare dei finanziamenti


Per islamizzare le scolaresche vengono organizzati dei pellegrinaggi alla Mecca, spacciandoli per viaggi culturali. Inoltre, nelle stesse scuole si cominciano a creare delle aule separate di preghiera per maschi e femmine, e ciò in barba al divieto di preghiera emanato per salvaguardare la pace nelle scuole.


L’arte viene censurata. Il ridicolo è che ad es. un’artista come Sabine Reyer si è vista censurare una sua opera in Germania (col pretesto che potesse offendere i musulmani), quando invece la stessa era già stata esposta senza problemi in alcune nazioni islamiche.


Non passa giorno senza che dei musulmani non abbiano di che lamentarsi asserendo di sentirsi offesi da un qualche aspetto della nostra cultura o tradizione.


Ad esempio, un famoso carnevale, che normalmente vedeva l’afflusso di 250. 000 persone nel nord della Germania, è stato vietato per non disturbare i musulmani.


A quanto pare la legge tedesca non è uguale per i musulmani e per gli infedeli. Un esempio tra i tanti: un afghano 24 enne uccide la sua compagna di 22 anni poiché, incinta da lui, non vuole abortire. Il tribunale di Wiesbaden ha ritenuto che l’uomo, in virtù delle sue origini religiose e culturali, si è trovato in una “situazione difficile”. Pensando a quello che succederebbe se un tedesco dovesse ingravidare una turca, … Forse i tedeschi sono da ritenere esseri di seconda categoria?


Altro caso simile:


Ciò, dal momento che ai musulmani vengono in generale ridotte le pene, può servire a dimostrare che, per la giustizia, esiste uno “sconto” per gli islamici:


I media evitano volentieri di citare i colpevoli, qualora questi siano dei musulmani. Un esempio: Maria P., una 19enne berlinese, fidanzata con un turco suo coetaneo, messa incinta da lui e rifiutatasi di abortire, viene dapprima pugnalata e poi, ancora viva (come dimostrato dall’autopsia), cosparsa di benzina e bruciata fino a farla morire. I giornali si guardano bene dal citare l’origine del criminale.


Tra l’altro, i delitti d’onore (che in ultima analisi affondano le radici nelle Sure 4,33 e 2,228) sono parecchio diffusi tra i musulmani.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la vendetta di sangue. Nel gennaio 2015 un pluricriminale libanese cadde da una finestra al settimo piano durante un tentativo di fuga. I parenti inferociti hanno lanciato delle schegge di vetro contro i poliziotti e i soccorritori. Dieci giorni dopo, nel corso di una perquisizione in sei appartamenti del clan sono state trovate delle armi: si stavano verosimilmente preparando a esercitare la annunciata vendetta di sangue.


Da noi esistono dei casi di tentativi di conversione forzata all’islam. I media non ne parlano minimamente. Anzi, la propaganda parla solamente dell’Islam quale “religione della pace”.


Tra l’altro, in parecchie nazioni europee le assicurazioni di malattia pagano delle operazioni di chirurgia vaginale, in modo da ripristinare le sembianze verginali alle giovani spose. In caso contrario, andrebbero incontro a un delitto d’onore. Per i non musulmani evidentemente non esistono queste facilitazioni finanziarie.


In Austria un musulmano può tranquillamente lodare Adolf Hitler per avere massicciamente sacrificato degli ebrei senza essere perseguito. Un tribunale di Linz, infatti, nel 2015 ha sancito che la lode a Hitler per la morte degli ebrei era legittima per un imputato turco e che le sue esternazioni su Facebook erano legittime.


Lo stesso capita quando durante una manifestazione antisemitica dei musulmani gridano “Gli ebrei nella camera a gas”. I tribunali si piegano all’andazzo generale. Una volta ciò veniva chiamato “deviazione” della giustizia, oggigiorno invece è la normalità

Nel gennaio 2015 un pastore protestante di Brema ha dichiarato che l’Islam di per sé non appartiene alla Germania. I media hanno esposto questo fatto caricaturandolo. In altre parole, la libertà d’opinione nei confronti dell’Islam viene sempre più ridotta

Nel marzo 2015 un pensionato tedesco di 82 anni (che, da bambino, è sopravvissuto alla seconda guerra mondiale) è stato imprigionato per 6 mesi perché non aveva pagato una tassa di 50 EUR.


Contemporaneamente dei giudici tedeschi hanno concesso la libertà vigilata a un giovane bulgaro che aveva messo in circolazione 65’000 EUR in valuta falsa.


Seguono ulteriori esempi che illustrano i favoritismi nei confronti dei criminali musulmani. I tedeschi sono forse uomini di seconda classe?

Ci sono anche casi di inversione di ruolo: quando nell’ottobre 2014 un anziano pensionato, invalido, è stato aggredito nella sua abitazione da tre giovani immigrati e, nel corso della loro fuga, è riuscito a sparare con la sua pistola a uno di loro, uccidendolo, la giustizia e i media tedeschi l’hanno trasformato da vittima a imputato. La famiglia-clan del giovane ucciso ha continuato a perseguitare l’anziano, con la benedizione delle forze dell’ordine locali.


Qualcosa di simile è capitato in Inghilterra nel 2014, allorquando attorno al british musulmano “Jihadi John” (decapitatore presso l’ISIS) si è creata un’associazione per i diritti umani di nome Cage, la quale ha preso il criminale sotto la sua protezione, asserendo che il poverino era stato traumatizzato dai “British”, poiché lo avevano discriminato in quanto musulmano. Ecco che, alla fine, i colpevoli diventano gli inglesi, con la complicità dei loro mass-media.


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