LA PROFANAZIONE DI CUBA: CHE GUEVARA AL POSTO DI CRISTO NELLA MESSA DI BERGOGLIO

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LA PROFANAZIONE DI CUBA: CHE GUEVARA AL POSTO DI CRISTO NELLA MESSA DI BERGOGLIO


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Dall'articolo di Fausto Carioti su "Libero" di oggi:
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C’è Francesco e Che Guevara. Lo scannatore argentino (216 esecuzioni e ammazzamenti vari certificati dal progetto Cuba Archive) dall’alto guarda e protegge il papa che dice messa. È l’iconografia che il regime cubano, sempre attento ai simboli, ha deciso per la Plaza de la Revolución che si prepara a ospitare il pontefice connazionale del “Che”.


Il palco su cui è collocato l’altare - una struttura prefabbricata bianca, bassa, una semplice croce in legno, in piena armonia con l’estetica bergogliana - sorge proprio sotto l’enorme ritratto ispirato alla solita foto di Alberto Korda che copre la facciata del ministero dell’Interno. Impossibile inquadrare Francesco senza vedere sopra di lui, torreggiante, il compagno di guerra di Fidel Castro. Impossibile ascoltare il Vangelo senza leggere la solita frase, scolpita sul palazzo: «Hasta la victoria siempre».


(...) Francesco partirà stamattina e alle 22, ora italiana, atterrerà all’Avana. Domani celebrerà la messa, poi incontrerà il presidente Raùl Castro e suo fratello Fidel. Un altro spot per la Cuba che vuole cambiare lasciando quasi tutto com’è: i Castro al potere, i prigionieri politici in galera, tanti dollari americani in più per tirare avanti. Il papa che ha ricevuto dal leader boliviano Evo Morales il crocifisso con falce e martello servirà anche a questo (...).


Francesco è il terzo papa che sbarca sull’isola e anche i suoi due predecessori tennero messa in quella piazza destinata alle immense adunate. Ma la collocazione e l’iconografia furono davvero molto diverse. Il palco che il 28 marzo del 2012 ospitò la funzione di Ratzinger davanti a trecentomila cubani era stato innalzato nella parte diametralmente opposta della piazza, lontano centinaia di metri da Che Guevara, al quale i fedeli davano le spalle


. Distantissimo dal rivoluzionario col grilletto facile anche Giovanni Paolo II il 25 gennaio del 1998: accanto a lui, anziché il “Che” con «Hasta la victoria siempre», campeggiava un’enorme tela dipinta raffigurante Cristo e la scritta «En ti confido», messa lì coprire la facciata della Biblioteca Nacional (...)".

FAUSTO CARIOTI


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