La Comunione? Il Cielo la vuole in ginocchio e sulla bocca

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La Comunione? Il Cielo la vuole in ginocchio e sulla bocca



Carissima Streghetta,


perdona a un brontolone tardo come me di disturbarti per raccontarti cosa mi è accaduto ieri sera alla Messa prefestiva.


Solitamente, quando posso, cerco di andare con mio nipote, adolescente, alla Messa e perciò mi tocca quella serale, la prefestiva, dato che la domenica giustamente il ragazzo sta con i genitori.


Devo riconoscere una grazia speciale che, quando sta con me, il ragazzo si mostra interessato alle mie visite in Chiesa, al rosario, alla Messa e fa molte domande alle quali cerco di rispondere sfogliando delle volte con lui il catechismo, così da far pensare anche che ho bisogno del suo acume per capire io stesso certi testi.


Ieri andiamo alla Messa, dunque, e al momento della comunione – lui lo sa – sono tra quelli (ce ne sono altri) che ha il compito di sorvegliare a che l’Ostia Santa data alle mani, non finisca nelle tasche di qualcuno come, purtroppo spesso avviene, ma questa di ieri sera te la devo raccontare.


Fatta la nostra comunione e tornati al banco, mentre eravamo in ginocchio, l’occhio oramai invecchiato ma per questo anche esperto, nota un gesto e un movimento strano della donna che accompagnata da un giovanetto, aveva appena preso la comunione alla mano.


È questione di pochi secondi, anche la catechista che distribuiva la comunione si accorge, ci muoviamo entrambi: la donna aveva preso l’Ostia Santa e l’aveva passata al giovanetto e con una pacca sulla spalla lo ha spinto a correre verso l’uscita che purtroppo era molto vicina.


Il sacerdote che distribuiva la comunione all’altra fila non si accorge di nulla quando, io e la catechista, ci sentiamo mossi da un moto improvviso a correre dietro alla donna e al giovanetto, ma inutilmente, sono stati dei razzi.


Rientrando il sacerdote ha chiesto cosa fosse accaduto, spiegati i fatti, ed è ciò che più mi ha ferito, ha fatto un gesto come di alzare le spallucce, come a dire: “pazienza!” ed ha terminato la Messa senza dire nulla.


Mio nipote c’è rimasto male nel vedermi avvilito e ha detto di aver capito perché mi sta tanto a cuore, in queste Messe, vigilare che nessuno porti via Gesù nel modo che non si deve fare e che la profanazione dell’Ostia Santa è per me un dolore immenso.


Al termine della Messa ho chiesto a mio nipote se gli dispiaceva di rimanere una quindicina di minuti per fare un atto di riparazione davanti al Tabernacolo, non so come l’ha presa, ma c’è stato andando ad accendere una candela mentre io in ginocchio chiedevo al Signore di far finire bene quella profanazione, Lui che solo avrebbe potuto compiere il miracolo e convertire anche il cuore del sacerdote che ha chiuso il fatto con un gesto di resa ingiustificabile.


Una Preghiera non la si nega a nessuno, a maggior ragione non la si nega al Datore della vita in atto di riparazione ad una profanazione vista da tutta la comunità.


Ciao da Anticlericale, di cui conosci nome e cognome e dove abita.



Carissimo Anticlericale,


proprio domenica mattina, durante la Santa Messa, anch’io ho assistito a qualcosa che mi ha fatto molto soffrire, benché non sia grave come il furto sacrilego di una Santissima Particola consacrata.


Questo sarebbe un modo devoto e rispettoso per ricevere il Corpo del Signore per la prima volta?
Al momento della Santa Comunione, una donna ha preso la Particola consacrata con le proprie dita – da quelle del parroco, anziché porgere il palmo della mano destra – e l’ha messa in bocca.


In precedenza ho raccontato come i primi cristiani ricevevano il Corpo del Signore, aggiungendo la motivazione di Benedetto XVI di distribuire, durante la Sante Messe pontificie, la Santa Comunione solamente in bocca e in ginocchio.


A me è stato insegnato, negli anni ’90, solamente un modo di ricevere l’Ostia consacrata, quello sulle mani, nonostante la maniera ordinaria, secondo la prescrizione della Chiesa, sia quello sulla bocca.


Per circa un anno o due, ho ricevuto il Signore sulle mani, pur con la massima riverenza, devozione e adorazione.


Ma una mattina capitò un fatto che mi fece comprendere che il modo migliore di ricevere il Santissimo Sacramento è quello sulla bocca, meglio se in ginocchio.


Mentre mi stavo recando alla Santa Messa, toccai qualcosa che sporcò le mie mani. Cercai di pulirle come potevo con un fazzoletto, ma ovviamente non erano disinfettate. Quel giorno ricevetti, per la prima volta, il Signore sulla bocca (scoprii che si poteva fare anche in quel modo vedendo altri fedeli).


La Prima Comunione dei pastorelli di Fatima: in ginocchio e in bocca.
Tornando a casa, cominciai a riflettere. Quando abbiamo le mani veramente degne di toccare il Santo dei Santi? Mai. Possiamo lavarle e disinfettarle quanto vogliamo, ma non saranno mai abbastanza pure per toccare il Re dei re.


Il sacerdote, prima della consacrazione eucaristica, si lava le mani – il lavacro – pregando: “Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato”. Ma la grazia speciale di toccare il Corpus Christi che hanno i vescovi, i presbiteri e i diaconi, a differenza di tutti gli altri battezzati, è concessa in virtù del sacramento dell’Ordine sacro.


Com’è potuto succedere questa deriva – perché è una deriva – della ricezione sulle mani? Perché non si crede più nella presenza reale del Signore nell’Eucarestia.


Molti fedeli si accostano al Sacrificio Eucaristico come se fosse semplicemente un banchetto comunitario, in cui Gesù è presente in un modo, diciamo, spirituale, ma non carnale. Vanno a mangiare qualcosa di speciale, non a nutrirsi delle Carni del Figlio del Dio, Seconda Persona della SS. Trinità.


Cristo viene trattato come “uno di noi”, non viene più adorato, in quanto Dio. Sì, Dio si è fatto come noi, ma non è “uno di noi”. Da questa de-sacralizzazione e secolarizzazione della figura del Cristo nascono tutte le derive dottrinali e liturgiche a cui assistiamo oggi.


I satanisti, ahimè, ci credono più della maggioranza dei cattolici alla Presenza Reale, poiché investono milioni di euro nel furto di Ostie consacrate, che poi utilizzano per le orribili “messe nere”.


Ma quando un battezzato, fedele alla Chiesa, sa che Gesù non è solo vero uomo, ma prima di tutto vero Dio, arriva a comprendere – con l’aiuto dal Cielo – che deve adorarlo in ginocchio e riceverlo in bocca.


Per esempio, una donna che credeva nella Presenza Reale, la beata Madre Teresa di Calcutta, disse che la sua più grande tristezza era «guardare la gente ricevere la Comunione sulla mano».


A Fatima, nel 1916, fu l’Angelo della Pace a dare la Prima Comunione ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, futuri veggenti delle apparizioni mariane. Li fece prostrare a terra e adorare la Santissima Eucarestia, dopo pose le Particole consacrate sulle rispettive lingue dei tre bambini; le loro ginocchia rimasero sempre piegate.


Com’è riuscito il diavolo a far diventare un abuso la norma?


Ce lo racconta una mistica austriaca, Maria Agata Simma (1915-2004), la quale ebbe il dono di vedere le anime sante del Purgatorio. Durante una conferenza, Maria spiegò che le anime purganti le raccontarono che la pratica della Comunione sulle mani non è stata voluta da nessun concilio, né da nessun pontefice, ma fu introdotta a tavolino dai cardinali massoni.


Maria Simma
La mistica austriaca, inoltre, racconta che l’anima di un sacerdote andò da lei a chiedere suffragi, poiché in Purgatorio doveva soffrire molto per aver tolto la balaustra e costretto i suoi parrocchiani a ricevere il Corpo di Cristo in piedi e sulle mani.


La Simma concluse affermando che le anime del Purgatorio chiedono di essere aiutate da noi non solo con la preghiera, in particolare il Rosario, e la Santa Messa, ma anche ricevendo il Corpo del Signore nel modo corretto, cioè in ginocchio e sulla bocca, con devozione e in adorazione.


Maria Simma non fece i nomi di quei cardinali massoni, ma la Strega sospetta – sia consentito fare i nomi, perché i cattivi maestri e i falsi profeti debbono essere “stanati” – che si tratti di tre cardinali in particolare: Léon-Joseph Suenens (1904-1996), primate belga dal 1961 al 1979, che durante il Vaticano II chiese la “legalizzazione” della contraccezione; Julius August Döpfner (1913-1976), arcivescovo metropolita di Monaco e Frisinga dal 1961 al 1976, anch’egli favorevole alla contraccezione, nonché sostenitore dell’ecumenismo selvaggio; Franz König (1905-2004), arcivescovo metropolita di Vienna dal 1956 al 1985, il quale volle come perito conciliare nientemeno che Karl Rahner.


Perché la Strega sospetta proprio di loro?


Perché non solo si batterono come dei leoni per l’introduzione della “pratica” della Comunione sulle mani, nelle rispettive conferenze episcopali, ma domandavano insistentemente che il Romano Pontefice ritirasse le scomuniche ai massoni e dichiarasse che non c’è incompatibilità fra la Chiesa cattolica e le logge massoniche.


Il card. König (a sinistra), a colloquio con Kurt Baresch, Gran Maestro Delegato della Massoneria austriaca.
Suenens, Döpfner e König frequentavano volentieri i “gran maestri”.

König, in particolare, ebbe frequenti incontri con uno dei più importanti massoni austriaci, Kurt Baresch, ghost-writer di moltissimi disegni di legge che hanno introdotto, in Austria, il divorzio e l’aborto.


Caro Anticlericale,

ti saluto, prima di tutto, ringraziandoti per la tue e-mail, nonostante lasci un’infinita tristezza; un dolore da offrire al Signore in riparazione ai peccati contro la Santissima Eucarestia.


In secondo luogo, ti riporto una frase di un degno sacerdote anglosassone, il padre John Hardon (grande amico di Madre Teresa), il quale, davanti ad un sacrilegio come quello a cui hai assistito, non avrebbe assolutamente esclamato: “Pazienza!”, ma si sarebbe prodigato per riparare e consolare il Signore.


«Qualunque cosa potete fare per fermare la Comunione sulla mano sarete benedetti da Dio» (Whatever you can do to stop Communion in the hand will be blessed by God).


Damose da fa’. Diamoci da fare, come dicono a Roma.

Cordialmente in Gesù e Maria, la Strega cacciatrice


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