OGGI DAL FRUTTAROLO ?

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OGGI DAL FRUTTAROLO ?
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Oggi, venerdì, cosa si escogiterà nei pensatoi di Santa Marta per avere un titolo sui siti d'informazione e sui giornali che illustri il papa tanto umile e tanto vicino alla gggente?
Il nostro simpatico e popolare papa Bergoglio andrà dal fruttatolo a sentire quanto vengono stamani le zucchine, cosicché si potrà dire "quant'è bono! com'è alla mano, proprio uno di noi"?
O forse andrà dal macellaro a cerca' 'a trippa pe' 'r gatto e poi, prendendo il 64, di corsa alle Poste a pagare le bollette per far vedere quant'è semplice e umano il Papa?



"E' bono, è uno che 'un vole sembra' er papa", dice la sora Cesira. In effetti non sembra... E in ogni caso chi glielo fa fare quel terribile mestiere se davvero lui non lo vorrebbe fare? 
Caro papa Bergoglio, a parte gli scherzi (che spero la faranno sorridere), capisco che lei voglia dimostrare - come ha dichiarato - che un papa può fare una vita normale. E' un'idea interessante, anche simpatica.



Però da chi viene eletto canonicamente papa ci si aspetta anzitutto che governi bene la Chiesa. E' oggi un compito immane, da far tremare, per il quale ha tutto il sostegno della nostra preghiera.
Ma il dovere principale (quasi esclusivo) che deve assolvere un papa è questo, non far vedere quanto è umile (che poi è cosa difficile, che si rovescia facilmente nel contrario).
Dunque va bene andare dall'ottico di via del Babuino (quando si dice le periferie....), un posto notoriamente fuori mano, dove si passa inosservati.
Ma intanto i cristiani continuano a crepare in mezzo mondo e nell'altro mezzo sono disprezzati e quasi imbavagliati: cosa si può fare? Se non ci aiuta lei chi potrà farlo?
Si faccia sentire lei da tutti i governanti e dall'Onu, visto che tanto la osannano. Ci difenda!
Pure l'Anno Santo che lei ha indetto (e gliene siamo grati) è nel più totale caos.



Infatti oltre ai problemi organizzativi e a quelli che io stesso ho segnalato, relativi alle Indulgenze, ci sono altre gravi questioni canonistiche provocate dall'assurda forma scelta da lei, papa Bergoglio (la Lettera a mons. Fisichella, anziché un atto giuridico): problemi da chiarire sulla questione delle scomuniche relative ad alcuni casi di aborto (che quel testo ha lasciato del tutto nel vago) e poi problemi canonistici relativi ai preti lefebvriani su cui lo scritto bergogliano ha aumentato la confusione.
Entrambe queste grosse questioni canonistiche sono sollevate e spiegate da questo intelligente articolo di un giornale americano (la stampa italiana invece non se n'è accorta).


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