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PENSIERI

MARCELLO VENEZIANI

PENSIERI




"Dolce declino orientale di un'estate perduta. Settembre soave di luci che scendono colme alla sera. Congedi di sole appena accennati, ebbrezze donate dal vento che canta stagioni ormai rubate dal tempo. Si spegne l'estate. Auree serene, uccelli residui, litanie delle foglie, palme vibrate arieggiano gli addii e alludono ai ritorni".
M.V. - La Sposa Invisibile



DIFFERENZE: CULTURA e CIVILTÀ
A semplificare potremmo dire che la cultura è la mente e la civiltà è l'anima dei popoli. La cultura può anche sposarsi con la solitudine, la civiltà è un orizzonte comune. La cultura è sintesi di culto e coltivazione, apertura al cielo e coltivazione della terra. La civiltà è la trasmissione di idee, stili, patrimoni, memorie tra generazioni. Se la cultura non si riduce a erudizione e la civiltà non si riduce a rispetto civico, alla fine coincidono e l'anello di congiunzione è la tradizione. - M.V.


"Rivedo mia madre nella mia aiuto, accanto a sua sorella, nell’ultima gita al mare, esplodere in una tetra euforia ridendo dei loro spasimanti tutti defunti. Rivedo dallo specchietto quell’allegria di naufraghi come il vano esorcismo di una paura a lungo covata, la conversione ridente di un pianto a lungo represso o sfuggito nelle sere di solitudine. Sono tutti morti, e loro ridevano da piangere di quella disfatta, accingendosi a seguirli a ruota e sentendosi prossime alla chiamata. Guidavo in silenzio e rubavo dallo specchietto retrovisore i loro volti ridenti e distanti, quasi postumi, prefigurando quell’immagine nell’aura del ricordo.

Mia madre e le mie zie giravano tre volte intorno all’auto prima di entrare; non so per quale strano rituale, ognuna cedeva il posto avanti all’altra ma tutte volevano entrare dalla stessa portella, come se fosse un portone… Dall’interno dell’auto aprivo le portelle nel vano tentativo di catturarle una alla volta, mentre passavano, e invece tentavano di entrare tutte insieme o riprendevano a orbitare. Intanto le osservavo, sorridevo e già pensavo con nostalgia preventiva cosa sarebbe rimasto di quell’immagine vivente, così tenera e ridicola. «Sa’ ci se n’è sciute? (Sai chi se n’è andato?)» diceva mia zia accompagnando la ferale notizia con l’indice e il medio che ruotavano uniti. Mia madre non voleva sentire quel bollettino dei morti e diceva: «Cambiamo discorso»." M.V. - Ritorno al sud


CENTAURA I
Vivere è una perdita di tempo.
Morire è una perdita di spazio


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