Corna informatiche e moralismo suicida

di Rino Cammilleri 28/8/2015 LANUOVABQ.IT

E’ il Peccato Originale, bellezza: girala come ti pare, non c’è dogma cattolico più scientificamente provato di questo.


Quando inventarono la fotografia, la seconda (se non la prima) cosa che immortalarono fu una donna nuda. Le foto porno seguirono a ruota.


Lo stesso accadde con il cinematografo, e certi hard-core muti portano addirittura la firma di D’Annunzio.


Internet ha fatto fallire l’industria delle riviste pornografiche, che prima dell’avvento del web gli appassionati dovevano comprare nelle edicole notturne, guardinghi, insieme a un quotidiano nel quale avvolgerle. Oggi l’onanismo è a portata di clic e nessuno ti vede. A meno che tu non finisca coinvolto in qualche fattaccio di cronaca; in questo caso la polizia postale ti setaccia il computer e i giornalisti fanno il resto divulgando nell’universo mondo quali  siano i tuoi siti preferiti. Ma questo è un altro discorso.


Torniamo al Peccato Originale. Avete presente l’ultimo grido del drone alla portata di tutte le tasche? Bene, ecco che c’è già chi lo usa per recapitare droga e materiale –uffa!- porno ai galeotti del Maryland. I filantropi lo adoperano per paracadutare «pillole del giorno dopo» alle polacche, a cui retrivi governanti le interdicono.


Ma chi di internet ferisce di internet perisce, come quei tre americani che si sono sparati perché i loro tentativi di adulterio erano finiti in rete. Solo tre, per fortuna (si fa per dire), sui quasi quaranta milioni (39 e rotti, per l’esattezza) di abbonati al sito «Ashley Madison», specializzato nel fare incontrare la domanda e l’offerta di corna. La schermata di benvenuto è tutta un programma: una bella bionda in lingerie, di cui si vede solo la metà inferiore del viso, fa il segno del silenzio con la mano sinistra, quella in cui si porta l’anello nuziale.


Per forza di cose il sito garantiva il massimo dell’anonimato e, ovviamente, la blindatura a prova di hacker. Ma nulla è sicuro a questo mondo, a parte la morte. E, come dice il Mago Merlino nel film Excalibur di John Boorman, «c’è sempre qualcuno più furbo di te». E nel pianeta informatico c’è sempre un hacker più hacker degli altri.


Morale (si fa per dire): tutti gli utenti di «Ashley Madison» sono finiti in rete con nome, cognome e indirizzo. Così, per sapere se sei cornuto non devi fare altro che avere la pazienza di scorrere l’elenco alfabetico messo a disposizione dall’hacker moralizzatore. Dal quale elenco, intanto, emerge un dato curioso: il 90% degli iscritti al sito sono uomini. Basta incrociare questo dato con quelli riguardanti  la prostituzione (anche qui, tutti i clienti sono maschi) e la fesseria del «gender» torna al mittente.


Eh, il progresso tecnologico! Claudia Mori in Buonasera dottore doveva cantare in codice quando di telefoni c’era solo quello fisso. Il cellulare ha, sì, facilitato l’adulterio ma ha complicato l’esistenza dell’adultero: a) può squillare in ogni momento, b) guai se ti scordi di cancellare la chiamata o l’sms, c) se lo spegni, la tradita poi ti chiede perché l’hai spento, d) eccetera.


Ma il caso «Ashley Madison» pone altri inquietanti interrogativi. Uno riguarda la famiglia: se ti vien voglia di fedifragare, vuol dire che il tuo matrimonio ti ha deluso. Il che, dal punto di vista cattolico (che è il solo che qui ci interessa) implica che la disinformazione regna e le «pastorali» dovrebbero puntare a spiegare che cosa davvero è il matrimonio.


Ormai, complici secoli di romanticismo, tutti sono convinti che sposarsi sia come al cinema: i due si piacciono, stanno bene insieme, convolano. E qui finisce il film in un tripudio di musica sui titoli di coda. La realtà è che hai scelto il tuo coniuge con minor criterio di quello usato dai contadini per comprare un mulo. Così, finito l’idillio (che dura fino all’ennesima volta che non trovi i calzini), la prima cosa che ti viene in mente è sfasciare tutto.


O, se troppo scomodo, procurarti una «stampella» (e qui interviene Ashley, non a caso il nome del terzo incomodo tra Scarlett e Rhett in Via col vento). Il matrimonio è un sacramento mica per niente. Uno dei sette. E forse è quello più difficile da praticare (vedi san Paolo, che consigliava di non sposarsi per non avere «afflizioni nella carne»). Ma non c’è spazio qui per approfondire: ci pensi il Sinodo. Resta la domanda sul perché quei tre si siano suicidati. Infatti, l’adulterio non è punito dalla legge e rischi, tutt’al più, il lastrico per gli alimenti.


Ma forse stiamo guardando la cosa con occhi italiani (cioè, ex cattolici). Malgrado le apparenze, gli americani sono moralisti, non a caso sono stati loro ad inventare il politicamente corretto, che è moralismo allo stato di delirio. Niente, aspettiamo che qualche hacker scopra l’identità dell’hacker moralista (che dovrà scappare sulla Luna) e ricordiamoci che il moralismo sta alla morale come il veleno sta al farmaco.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext