La legge CirinnÓ e il desiderio di estinzione

di Camillo Langone | 25 Agosto 2015 il foglio

C’è un vescovo a Ferrara. Si chiama Luigi Negri e pubblicamente ha dichiarato:


“La Chiesa non può non giudicare, così come nessun uomo può vivere senza giudizio. La fonte del giudizio della Chiesa è la fede”.


Io, che della Chiesa faccio parte, giudico la protervia omosessualista sulla base della mia fede in Genesi 19, Matteo 19, Romani 1.


Nemmeno volendo potrei astenermi dal condividere il giudizio di Dio.



Nemmeno volendo potrei astenermi dal giudicare Giorgio Tonini, senatore democratico e sedicente cattolico che briga per “un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale”, una sanguisuga sul corpo piagato di Cristo.


Verrà approvato il disegno di legge Cirinnà?


E’ probabile, gli italiani sono ansiosi di estinguersi e pronti ad applaudire il trasferimento di soldi e attenzioni dalle coppie prolifiche alle coppie sterili.


Ma, come dice appunto il vescovo di Ferrara, “una stupidaggine resta tale anche se è votata dalla maggioranza. La soggezione a un certo modo di concepire la democrazia è lontanissima dalla Chiesa”.


Dio ce lo conservi, Luigi Negri.


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