IL GIORNO DEL SINODO....

Antonio Socci e Sandro Magister

IL GIORNO DEL SINODO....


CARO MAGISTER, IL 4 OTTOBRE, IL GIORNO D'INIZIO DEL SINODO, NON C'E' SOLO QUELLA STREPITOSA LETTURA DEL VANGELO NELLA LITURGIA... C'E' ANCHE LA PRIMA LETTURA (vedi qua sotto)...LO SPIRITO SANTO HA PROPRIO DECISO DI FARSI SENTIRE ALLA CHIESA DI DIO!IL "PARTITO DI BERGOGLIO" FARA' FINTA DI NON AVER CAPITO?

Prima Lettura
Gn 2, 18-24
Dal libro della Genesi.
Il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda". Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: "Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall'uomo è stata tolta". Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne.


FANTASTICA NOTIZIA !!!AL SINODO, IL PRIMO GIORNO, PRENDERA' LA PAROLA LO SPIRITO SANTO CONTRO IL "PARTITO DI BERGOGLIO" (CIOE' CONTRO LO SPIRITO DEI TEMPI). LEGGETE COME....


Anteprima del sinodo. Il testo integrale del primo intervento - Sandro Magister

A chi ha programmato i tempi e l’agenda del sinodo sulla famiglia la cosa dev’essere sfuggita. Ma ormai è fatta. Il 4 ottobre, giorno d’apertura della prossima sessione, il primo a parlare sarà lo Spirito Santo, con la voce – anzi, il ruggito – del Vangelo di Marco.

Proprio così. Il 4 ottobre sarà la festa di san Francesco d’Assisi, ma sarà anche la ventisettesima domenica del tempo ordinario, nell’anno B del lezionario, e in tutte le chiese cattoliche del mondo, a messa, il brano del Vangelo che si proclamerà e si ascolterà sarà quello di Marco 10, 2-12 che recita testuale:

“Avvicinatisi dei farisei [a Gesù], per metterlo alla prova gli domandarono: ‘È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?’. Ma egli rispose loro: ‘Che cosa vi ha ordinato Mosè?’. Dissero: ‘Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla’. Gesù disse loro: ‘Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto’. Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: ‘Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio’”.

I paladini della comunione ai divorziati risposati – che è in realtà la breccia per la legittimazione del divorzio – avranno quindi da subito qualche difficoltà ad accantonare queste parole di Gesù così nette, così inequivocabili, e dal loro punto di vista così poco misericordiose per i “duri di cuore”.

Il Vangelo di Marco manca persino di quella sibillina “eccezione” al divieto del ripudio – “eccetto in caso di ‘porneia’” – che c’è nel parallelo brano del Vangelo di Matteo ma che in ogni caso la Chiesa cattolica non ha mai interpretato come un’ammissione sia pur parziale del divorzio.

Certo non mancano gli esegeti che leggono nelle parole di Gesù non una revoca ma un mantenimento della facoltà di ripudio concessa dalla legge mosaica. Come ad esempio ha fatto nei mesi scorsi – in due testi suggestivi rilanciati da www.chiesa – il monaco camaldolese Guido Innocenzo Gargano, stimato biblista e patrologo:

> Sinodo. La domanda chiave: Gesù ammette o no il divorzio?

Ma sarà pur sempre difficile per i padri sinodali sottoscrivere una rilettura del Vangelo così radicalmente opposta a quella fatta unanimemente per duemila anni dai Padri e dai Dottori della Chiesa, dai papi e dai concili ecumenici.

Né sarà facilmente vendibile la tesi di chi sostiene che un allentamento nella “pastorale” non intaccherà comunque il dogma dell’indissolubilità.

A rinfrescare la memoria di tutti risuonerà il primo giorno del sinodo, in tutte le chiese del mondo, il ruggito dell’evangelico leone.


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