Dalla tragedia greca alla FARSA.

Di Joe Black , il 21 agosto 2015

Vaselina Tsipras, dopo averlo messo nel kulos (famosa isola greca) al suo popolo si dimette per tornare. E il Fmi è con lui.

Senza parole


Come la Grecia ha inventato la demos-crazia, cosi l’ha distrutta, incrinando quell’onda emotiva partita con l’elezione di Tsiriza e che è culminata nella settimana precedente al referendum dove tutti gli organi di informazione (pochi) e di disinformazione (molti) DIBATTEVANO comunque sul potere effettivo dei popoli europei e su quello del potere finanziario che ha segnato un punto netto e limpido a suo favore. Affondare il Governo greco? Fatto.


Il Parlamento Greco… ? è questione di giorni, forse di ore. Il Governo è troppo importante per lasciarlo al popolo ignorante.



Si che la mossa servirà forse a tornare in sella,



ma con questo atto si conclude davvero, distruggendolo, un anelito alla ricerca di un alternativa.


L’ennesimo leader eletto dal popolo che finisce per tradirlo



Il futuro dell’Europa si gioca sul dominio del più forte  e sulla dittatura dei NOn eletti sui popoli, tramite governi fantoccio e memorandum da applicare e l’unica morale che è quella di “pagare i debiti perchè è giusto” …



senza nulla obiettare su chi e perchè li abbia contratti, chi lo abbia deliberatamente voluto e chi ci abbia (e ancora ci guadagni) moltissimo



Il mondo intero è avvolto in una spirale di debiti che frutta ai pochi creditori puri, i veri padroni del mondo , UN QUINTO di quanto viene da tutti prodotto.

Assai interessante un recente book dal titolo “Creditocrazia” di Andrew Ross – ed. ombre corte – che divide il mondo …



tra chi ha dei debiti (meglio se revolving) e chi ha di crediti, pochi ed unici veramente liberi



Quello che è riuscito (di male) a fare Tsipras per il “suo” popolo è MOLTO di più di quello che avrebbe potuto fare un Governo Fantoccio, La Troika e la linea tedesca di Shauble hanno stravinto. Sulla Grecia e (per ora) sull’intera Europa. Grillo è volato in Grecia per sostenere il referendum. Ora non ne vuole più giustamente sentir nemmeno parlare di Tsipras.



Solo che trasforma la tragedia greca (e il referendum) i una vera e propria farsa



Aprendo scenari anche inquietanti.



Anche i poteri forti sono meno coesi di come sembrano:



In ogni caso Nulla sarà più come prima….



Riprendo un recente interessante articolo:

Tragedia greca, la capitolazione di Tsipras ha un perché 14 luglio 2015, Luca Lippi
Tragedia greca, la capitolazione di Tsipras ha un perchéOggi saranno alle stampe i vari “coccodrilli” di Tsipras, articoli scritti perché già si sapeva tutto; la mossa di Varoufakis è stata illuminante, anche lo sgomento di Tsipras alla vittoria “insperata” è stato un segno, ma soprattutto quel “comunque vada troviamo un accordo”.


Qualche collega particolarmente intraprendente ha già consegnato “alle stampe” un articolo scritto prima del referendum che sarà pubblicato a settembre; un “vecchio” mangiatore di pane e Borsa. Anche la “Civetta”, velatamente, aveva previsto tutto.

I fatti: un documento datato 8 luglio (ma in circolo già dal 6 luglio, quindi “vecchio”) è già nelle mani dei “Negoziatori Finanziari” e nelle Tesorerie delle banche prima del referendum, è un “pdf” in lingua greca. La pagina numero 7 del pdf è la lettera nella quale il governo greco fa richiesta di un prestito al “fondo salva stati”, nelle ultime tredici pagine sono indicati in dieci punti tutti i provvedimenti che il governo greco è disposto ad adottare e che attestano inoppugnabilmente la resa del governo greco ai creditori.


In alto a destra del documento si legge “Draft” che significa “bozza” (elemento necessario e sufficiente per non incorrere in problemi legali seri). E’ del tutto inconciliabile la circolazione di documenti “ufficiali”, soprattutto così importanti per il futuro dell’UE e dello stesso euro, che sia riportata la dicitura chiara e leggibile “Draft”. E’ prassi consolidata fra gli operatori di mercato, è come per i falsari che non riproducono mai banconote “identiche” all’originale perché se scoperti la pena sarebbe assai più pesante.


La capitolazione di Tsipras è addirittura clamorosa, visto che prima ha indetto un referendum per dare la parola al popolo greco e “poi” ha presentato delle proposte che, in buona sostanza, sono asimmetriche rispetto al risultato referendario.


Torniamo ad oggi: il Mes ha messo nel sacco Tsipras, sempre che lo stesso Tsipras non sia stato d’accordo egli stesso per uscire dal “cul-de-sac” nel quale si è cacciato col referendum. Il parlamento si spaccherà e il Fmi internazionale chiederà un governo tecnico per negoziare. In buona sostanza un governo eletto democraticamente sarà dichiarato illegittimo dal sistema bancario internazionale; film già visto!


A questo punto la sceneggiatura del copione si conclude, senza vincitori e vinti si procede speditamente verso la NON democrazia europea.



In tutto questo Varoufakis sembra quasi dire “ve lo avevo detto!”. In realtà dichiara ufficialmente: “lui (Tsipras) ha voluto cedere, io avevo un piano!”. Vediamolo!

Il piano di Varoufakis: è un documento piuttosto complesso, ci limiteremo a pubblicare la sostanza che si riassume in sette punti:


Primo punto, l’istituzione di un ‘Consiglio fiscale’. Si trattava di un’autorità di vigilanza indipendente, prevista gia’ da una legge del giugno 2014, che avrebbe monitorato la politica fiscale del governo, fornito previsioni economiche e redatto ‘spending review’ periodiche.

Secondo punto, la stesura della legge di Bilancio sarebbe stata lineare, con l’introduzione di tetti di spesa e meccanismi correttivi per i vari comparti della pubblica amministrazione, sottoposti a piani pluriennali di riduzione della spesa.

Terzo punto, la lotta all’evasione con particolare attenzione all’Iva, sarebbero stati istituiti “agenti delle tasse provvisori” con contratti di due mesi al massimo che sarebbero stati reclutati tra gli studenti, le casalinghe e persino tra i turisti.

Quarto punto, si parla di crediti fiscali non riscossi dal governo che, secondo Varoufakis, ammonterebbero a 76 miliardi di euro, solo 8,9 dei quali sarebbero stati però riscuotibili. Il ministro proponeva la creazione di uno schema di incentivi che avrebbe consentito di recuperare il più rapidamente possibile quanto dovuto all’erario dai cittadini greci.


Quinto punto, era dedicato ai servizi di scommesse e giochi d’azzardo online. Da questi servizi, secondo Varoufakis, sarebbe stato possibile ricavare mezzo miliardo di euro all’anno attraverso un’imposta fissa dall’importo minimo di un milione di euro per operatore da pagare il primo trimestre di ogni anno fiscale.


Sesto punto, “sburocratizzazione” accelerando la digitalizzazione della pubblica amministrazione e introducendo norme che, ad esempio, impediscano a un’amministrazione di chiedere ai cittadini documentazioni delle quali sono già in possesso.

Settimo punto, adozione di misure urgenti di carattere umanitario. Ai più poveri Varoufakis avrebbe voluto offrire buoni pasto, elettricità gratis per chi si è visto tagliare i fili per morosità e agevolazioni per gli affitti.


Varoufakis avrebbe presentato il conto di queste misure stimandone il costo totale in 200 milioni di euro, che il governo avrebbe recuperato interamente attraverso tagli alla spesa pubblica per rendere i provvedimenti “fiscalmente neutri” come chiesto dall’Eurogruppo.

La conclusione: è troppo facile, la Grecia e Tsipras è il classico caso di “momento sbagliato al posto sbagliato”. Tutto questo è il monito alla Spagna e agli elettori spagnoli (e forse anche a Francesi, Italiani e Portoghesi)

Nessuna reazione ufficiale dai politici ed istituzione elette o plutocratiche del mondo.



Divagazione: Loro (I Greci) almeno ci hanno provato per 6 mesi…



In Italia…



siamo messi anche peggio:



#stateserenichestiamoperabbassareletasse#… mmmh, anche se sembra che mi manchino 10.000.000.000… e che farò una manovra da 27.000.000 a settembre… mmmmh


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