I batteristi sono spesso buzzurri muscolari o pesi morti, non Giancarlo Golzi

di Camillo Langone | 14 Agosto 2015 IL FOLGIO

A parte gli intimi nessuno conosceva i dati anagrafici di Giancarlo Golzi, batterista ignoto dei famosi Matia Bazar.


Nemmeno io che sono un maniaco mi ricordavo il suo cognome e figuriamoci il nome: Gianluca? Gianluigi? I batteristi sono spesso buzzurri muscolari o pesi morti (ovviamente penso a Ringo Starr), mentre Golzi era Matia Bazar quanto la venerata e bramata Antonella Ruggiero.



Suo non soltanto, com’è ovvio, l’assolo di batteria di “Cavallo bianco”, suo anche, e di ovvio non c’era nulla, il testo di “Il video sono io”, manifesto di un’incredibile new wave italiana.


Ligure di ponente, diede il ritmo a “Per un’ora d’amore” e quindi ad anni di amplessi balneari.


E’ morto a Bordighera dove morì anche Fausto Papetti, un altro musicista che ha fatto del bene alla demografia. Potessi anch’io morire dopo avere sollecitato tanta vita.


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