STRANO VESCOVO.

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STRANO VESCOVO. PERCHE' BERGOGLIO NON MENZIONA MAI IL PECCATO ?


La vera rovina dell’umanità https://bergoglionate.wordpress.com


Il peccato “inquina” le nostre anime.


Il Papa ha incontrato una settantina di sindaci ed ha fatto loro un discorso (vedi qui) che in sé riga, è fatto bene, nulla da eccepire se non che per un fatto strano: il Papa non menziona mai che fra le prime cause dei mali che affliggono il mondo c’è IL PECCATO degli uomini.


Tutti i mali, qui denunciati nel suo discorso, sono di natura esclusivamente ECOLOGICA.


Ora, se è vero che UNA PARTE di questi mali deriva ANCHE da come maltrattiamo la natura, la parte più grave e minacciosa non sta nella deforestazione ma nei peccati dei Dieci Comandamenti i quali, se rispettati includono senza dubbio anche il rispetto per la natura con le sue conseguenze.


Ora, dice il Papa in questo passo:


“Dall’altro lato, è in gioco la salute. La quantità di “malattie rare”, così si chiamano, che provengono da molti elementi usati per fertilizzare i campi – o chissà, ancora non si sa bene la causa – ma comunque da un eccesso di tecnicizzazione” ????


se “ancora -chissà – non si sa ancora bene”, non si può concludere con “comunque da un eccesso di tecnicizzazione”….


se si  ammette che non si sanno ancora le cause, allora non si da colpa ad una causa sola come conclusione del discorso, specialmente se a concludere il discorso è un Pontefice.


Il Papa ha sposato la linea ideologica ambientalista, non si scappa, lui crede in una interpretazione dei fatti dal momento che esistono diverse interpretazioni scientifiche e nessuna, attualmente – compresa quella sposata dal Papa – nessuna è provatamente l’unica e la definitiva, si va ancora per tentativi.


NOI invece delle risposte le abbiamo, attenzione, non sono risposte uniche o definitive, ma rispondono a buona parte di quella “causa” che cerchiamo.


Per esempio dalle Apparizioni approvate dalla Chiesa: LA SALETTE….


La Madonna afferma e profetizza che se non ci sarà la conversione AUMENTERANNO LE MALATTIE, Padre Serafino Tognetti – vedi qui – (monaco e primo successore di Don Divo Barsotti nella Famiglia della Comunità dei Figli di Dio da lui fondata e approvata, riconosciuta dal Papa), lo spiega molto bene.


Ed anzi, pare proprio che la Madonna a La Salette, abbia previsto anche l’AIDS quando parla di una malattia mortale misteriosa e prolungata nel tempo per la quale l’uomo, a causa del suo peccare, NON TROVERA’ LA CURA.


Ora, è certo che se io ad una riunione di sindaci vado a dire queste cose diventerei forse ridicola, ma se non le dice IL PAPA chi deve dirlo?


Di ben altra opinione è San Paolo che dice e ammonisce:


“Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore.  Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice;  perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.  È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti” (1Cor. 11,27-30).


Certo, ci si ammala anche, ANCHE… trattando male la natura, ma la causa principale è il peccare contro Dio dal quale è ovvio che – trattando male Dio – arriveremo a trattare male anche la sua creazione con tutto quel che ne consegue.


Il Papa, ai sindaci, fa giustamente questa osservazione:


“…di fronte ad una domanda che mi hanno fatto ho risposto: “No, non è un’enciclica “verde”, è un’enciclica sociale”. Perché nella società, nella vita sociale dell’uomo, non possiamo prescindere dalla cura dell’ambiente. In più, la cura dell’ambiente è un atteggiamento sociale, che ci socializza, in un senso o nell’altro – ognuno può dargli il valore che vuole – dall’altro lato, ci fa ricevere – mi piace l’espressione italiana, quando parlano dell’ambiente-, del Creato, di quello che ci è stato dato come dono, ossia l’ambiente…”


giustissimo e verissimo ma….


ma se il Papa in primis NON specifica che la DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA MIRA ALLA CONVERSIONE DEGLI UOMINI A DIO, si toglie “la dottrina” e si resta nel sociale!


il “Creato” diventa ne più ne meno una sorta di paradiso terrestre da ricreare attraverso la “conversione all’ecologia” (termine usato da Radio Vaticana per presentare il Discorso del Papa ai sindaci, ma il Papa NON ha pronunciato questa frase), e rischiamo di cadere nel PANTEISMO, o in un dio astratto, aleatorio.


Nei Vangeli non esiste la “conversione all’ecologia”, Gesù ha mandato i Suoi per convertire i popoli al Cristo e battezzare le persone: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.  Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato».(Mc.16,16);


«Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc.1,15);


«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mc.2,17).

Predicare il Vangelo, la buona novella che è quella della redenzione, dell’essere stati salvati dal peccato, salvati dall’essere perduti, e non dice di andare a predicare l’ecologia!


Certo si deve fare l’una e l’altra catechesi, ci si educa a comportarci bene e a trattare bene la terra che ci è stata consegnata per farla fruttare, ma insieme non separatamente o disgiuntamente alla conversione al Cristo e non ad un dio generico.


Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco? ” (Lc.23,28-31),


qui Gesù non sta parlando di ecologia!


Leggiamo la risposta che ci viene proprio dal cardinale Ratzinger prima di diventare Papa, nelle famose riflessioni del Venerdì Santo 2005 – vedi qui l’ottava stazione


” Sentire Gesù, mentre rimprovera le donne di Gerusalemme che lo seguono e piangono su di lui, ci fa riflettere. Come intenderlo? Non è forse un rimprovero rivolto ad una pietà puramente sentimentale, che non diventa conversione e fede vissuta? Non serve compiangere a parole, e sentimentalmente, le sofferenze di questo mondo, mentre la nostra vita continua come sempre. Per questo il Signore ci avverte del pericolo in cui noi stessi siamo.


Ci mostra la serietà del peccato e la serietà del giudizio. Non siamo forse, nonostante tutte le nostre parole di sgomento di fronte al male e alle sofferenze degli innocenti, troppo inclini a banalizzare il mistero del male? Dell’immagine di Dio e di Gesù, alla fine, non ammettiamo forse soltanto l’aspetto dolce e amorevole, mentre abbiamo tranquillamente cancellato l’aspetto del giudizio? Come potrà Dio fare un dramma della nostra debolezza? – pensiamo. Siamo pur sempre solo degli uomini! Ma guardando alle sofferenze del Figlio vediamo tutta la serietà del peccato, vediamo come debba essere espiato fino alla fine per poter essere superato.


Il male non può continuare a essere banalizzato di fronte all’immagine del Signore che soffre. Anche a noi egli dice: Non piangete su di me, piangete su voi stessi… perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”


In conclusione


«Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). A questo proposito c’è una frase del gesuita tedesco Alfred Delp, messo a morte dai nazisti: «Il pane è importante, la libertà è più importante, ma la cosa più importante di tutte è la costante fedeltà e l’adorazione mai tradita».


Laddove questo ordine dei beni non viene rispettato, ma rovesciato, non ne consegue più la giustizia, non si bada più all’uomo che soffre, ma si creano dissesto e distruzione anche nell’ambito dei beni materiali. Laddove Dio è considerato una grandezza secondaria, che si può temporaneamente o stabilmente mettere da parte in nome di cose più importanti, allora falliscono proprio queste presunte cose più importanti. Non lo dimostra soltanto l’esito negativo dell’esperienza marxista.


Gli aiuti dell’Occidente ai Paesi in via di sviluppo, basati su princìpi puramente tecnico-materiali, che non solo hanno lasciato da parte Dio, ma hanno anche allontanato gli uomini da Lui con l’orgoglio della loro saccenteria, hanno fatto del Terzo Mondo il Terzo Mondo in senso moderno. Tali aiuti hanno messo da parte le strutture religiose, morali e sociali esistenti e introdotto la loro mentalità tecnicistica nel vuoto. Credevano di poter trasformare le pietre in pane, ma hanno dato pietre al posto del pane. È in gioco il primato di Dio.


Si tratta di riconoscerlo come realtà, una realtà senza la quale nient’altro può essere buono. Non si può governare la storia con mere strutture materiali, prescindendo da Dio. Se il cuore dell’uomo non è buono, allora nessuna altra cosa può diventare buona. E la bontà di cuore può venire solo da Colui che è Egli stesso la Bontà, il Bene.


Naturalmente si può chiedere perché Dio non abbia creato un mondo in cui la sua presenza fosse più manifesta; perché Cristo non abbia lasciato dietro di sé un ben altro splendore della sua presenza, che colpisse chiunque in modo irresistibile. Questo è il mistero di Dio e dell’uomo, che non possiamo penetrare. Noi viviamo in questo mondo nel quale appunto Dio non ha l’evidenza di una cosa che si possa toccare con mano, ma può essere cercato e trovato solo attraverso lo slancio del cuore, l’«esodo» dall’«Egitto». In questo mondo dobbiamo opporci alle illusioni di false filosofie e riconoscere che non viviamo di solo pane, ma anzitutto dell’obbedienza alla parola di Dio.


E solo dove si vive questa obbedienza nascono e crescono quei sentimenti che permettono di procurare anche pane per tutti. (Gesù di Nazaret, Tomo I, Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, Rizzoli, 2007.


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