La creazione, nuovi pianeti e l'uomo diventato 'satellite'

di Camillo Langone | 25 Luglio 2015

Papa Benedetto scrisse che “nel mondo antico i corpi celesti erano guardati come potenze divine che decidevano del destino degli uomini”.


Anche nel mondo moderno, siccome la storia sta chiudendo il suo cerchio.


Ci sono quelli che leggono gli oroscopi e quelli, spesso gli stessi, che credono agli annunci della Nasa, non molto più scientifici. Ovviamente penso alla fantasia della Terra gemella: un pianeta che il telescopio non ha visto (quindi tutte le fotografie pubblicate dappertutto sono false), dove forse c'è acqua oppure no, dove la temperatura è gradevole o invece è un forno o una ghiacciaia, dove una qualche forma di vita (amebe? Giraffe? Omini verdi?) forse si è sviluppata, forse si svilupperà, forse si è estinta, forse non è mai nata.




Il tutto a 1.400 anni luce di distanza, quindi perfino un conduttore radiofonico, se prima di parlare per una volta ragionasse, capirebbe che l'intera faccenda ha meno importanza di uno starnuto del vicino di casa.


Sempre Papa Benedetto, sempre nel libro succitato, definì la demitizzazione del cosmo operata dal cristianesimo “una svolta antropologica”.


Eccoci invece al rattrappimento antropologico: l'uomo che era il centro della Creazione è diventato un satellite della sua stessa tecnica.


Gente così piccola da non riuscire più a seguire Cristo può benissimo seguire Samantha Cristoforetti.


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