Saper riordinare i calzini per conservare l'umano

di Camillo Langone | 24 Luglio 2015

Tutti coloro che non sono di sinistra ovvero progressisti ovvero nichilisti (equivalenze definitivamente fissate da Emanuele Severino) leggano “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo (Vallardi), anche se non troppo interessati alla sistemazione dei cassetti.


Perché la bestsellerista giapponese è una fantastica donna d'ordine il cui metodo si adatta ai calzini come alla politica.


“Riordinando si mette in ordine il passato; di conseguenza si prende coscienza di ciò che conta davvero e di ciò che invece non serve”.


Spesso anche chi non è di sinistra ha gli armadi pieni di idee ricevute e vecchiume inutile, mentre il vero conservatore getta la zavorra per meglio dedicarsi all'essenziale.




Esempio: la proibizione di canne e casini, su cui si attardano tanti amici della cosiddetta destra, è roba che nella Bibbia non si trova, nei Padri della Chiesa non si trova, nei maestri del pensiero liberale non si trova, nei campioni del pensiero reazionario non si trova, si trova solo nel Novecento più scaduto.


E il conservatorismo non può essere modernariato, le sue battaglie sono le più urgenti. “Terminate in fretta le vostre mansioni di riordino, potrete così spostare l'attenzione sulle cose veramente importanti per voi”.


Ossia la conservazione dell'umano, della realtà, della verità, della libertà.


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