Il pentimento di Fiorucci

di Camillo Langone | 23 Luglio 2015 IL FOGLIO

Don Antonio Mazzi che hai celebrato i funerali di Elio Fiorucci nella chiesa milanese di San Carlo al Corso, sei sicuro che il noto stilista poco prima di morire si sia pentito?

Può darsi che sia andata così perché le mie informazioni sono un po’ vecchie, risalgono a quando il defunto stava bene e stando bene pensava di potersi impunemente dire vegetariano ossia anticristiano.

Fu, diversamente da tanti che privi di cognizione immaginano di poter servire al contempo Dio e Gea, molto esplicito: “La colpa principale ce l’ha la religione, che ci ha insegnato che siamo superiori e diversi dagli animali”.



Don Antonio, siccome hai trasformato l’omelia in eulogia (“Vorrei che gli angeli delle sue magliette si staccassero per volare e ridipingere questa città diventata artificiale”), devo immaginare che Fiorucci prima di morire si sia pentito delle sue antiumane affermazioni.

Perché altrimenti dalle fioruccine magliette altro che angeli, si saranno staccati i diavoli, per ghermire lui e poi per ghermire te.

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