La Corte di Strasburgo, il grande diavolo nero

di Camillo Langone | 22 Luglio 2015 IL FOGLIO

Paul Claudel definì la Cattedrale di Strasburgo “il grande angelo rosa”.

Non serve un poeta per definire la Corte di Strasburgo il grande diavolo nero. George Weigel scrisse che “il cuore della cultura è il culto”

. Non serve uno psicanalista per sospettare che quando il cuore della cultura diventa il culo, quando lo zelo dei più prestigiosi magistrati nazionali e internazionali è diretto a imporre a tutti l’osculum infame, l’ossequio a Sodoma, come società stiamo vivendo qualcosa che abusando di Freud si potrebbe chiamare fissazione anale



. E secondo lo studioso dell’inconscio uno dei tratti più caratteristici del soggetto anale è il conformismo. René Girard scrisse che “l’abilità politica quasi sempre consiste nel lasciarsi andare al mimetismo collettivo”, quindi proprio al conformismo.

Non serve un politologo per capire che le unioni contronatura saranno presto benedette e promosse ovunque.

Non serve un biblista per sentire fortissima la voce di quell’angelo di Genesi 19: “Fuggi sulle montagne, per non essere travolto!”.

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