Forse dovremo infine ringraziarlo, Schauble…

Maurizio Blondet 11 luglio 2015

AGGIORNAMENTO


“Assistiamo alla terza autodistruzione d’Europa sotto  la  direzione tedesca” (Emmanuel Todd)


Forse alla fine di tutto ciò, dovremo dire grazie al ministro delle finanze: ha spaccato l’eurozona e ci ha restituito la fredda aria della libertà. Quelli di noi che sopravviveranno, dico.



(Nel  disegno, l’intreccio di  interconnessioni che mostra come mai un disastro greco si ripercuoterà sul mondo intero. E’ la globalizzazione, bellezza!)



(Qui sopra, il cartellino del prezzo  della “costruzione europea” gonfiata fino ai Baltici)


Messo con le spalle al muro dalle rivelazioni di Blanchard e Varoufakis, Schauble ha scelto la prova di forza: fuori la Grecia dall’euro per cinque anni, ha proposto (con che moneta sopravviverà?),   durante i quali la Grecia si ristrutturerà il debito da sé con la vendita di attivi per 50 miliardi ad una fiduciaria, mentre Berlino fornirà aiuto umanitario.


E’ un diktat assurdo, demenziale, non previsto dalle regole di Maastricht che Berlino ingiunge a tutti noi di rispettare come il Vangelo. Però questa non è più la fase in cui vige il diritto; è la forza a dettare la sua legge. Bisognerà vedere quanti nell’Eurogruppo si accoderanno, magari passivamente, a questa riscrittura delle regole. Con Schauble, ossia per cacciare la Grecia, si sono  subito schierate – udite udite – Finlandia, Estonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia ed Olanda. La Troika, ovviamente, ha detto che il programma di riforme presentato da Tsipras (ed elaborato dai francesi) “Non è sufficiente”: il solito gioco al rialzo.


Con questo, Berlino dichiara: sull’Unione, comando io. E voi obbedite. E’ difficile a caldo vedere tutte le conseguenze. Fra le prime, sembra di riconoscere il fatto che Berlino non ascolta più i “consigli” di Washington, né del FMI.

La seconda, sembra la decisione di spaccare la zona euro, col riconoscimento della sua insostenibilit, e l’accettazione delle responsabilità politiche che ne derivano. Il piano Schauble può essere l’attuazione del progetto di Otmar Issing, ex di Goldman Sachs, nonché capo economista della BCE: nel 2012 costui ha scritto un libro per propugnare la cacciata dall’euro non solo della Grecia, ma  anche di Portogallo, Italia, Irlanda e Spagna. Insomma tutti i Piigs. E naturalmente, mettere paura alla Francia.


In questa foto i protagonisti: Wolfgang Schauble, il ministro delle finanze, ferocemente anti-Mosca, sostenitore della guerra in Irak (filo-americano, fino a ieri). Poi Angela Merkel, la ex responsabile della propaganda nella Repubblica Democratica, pugnalatrice alla schiena di Kohl per prenderli la poltrona, sottto costante ascolto della Cia. Infine a destra, Otmar Issing, quello del progetto di espulsione di tutti i cinque Piigs dall’euro.

(Poco decifrabile il silenzio della Markel in queste ore cruciali).


Consiglierei di ritirare dalle banche quanti più depositi possibile, da lunedì…anzi meglio dal bancomat, al più presto. 

Jacques Sapir, l’economista che caldeggia l’uscita dall’euro della Grecia (e della Francia),  commenta a caldo


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