'APOCALYPSE MURDOCH' 35° PUNTATA

12/7/2012 DI GLAUCO BENIGNI dagospia.com

 - LA SFIDA DI ‘STAR TV' ALL'INFORMAZIONE "CHIUSA" DEI PAESI ASIATICI - L'AZZARDO DELLO SQUALO: "LE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE SONO UNA MINACCIA DIRETTA AI REGIMI TOTALITARI" - E LA CINA FA RIMUOVERE IL BBC WORLD SERVICE, ELIMINANDO IL PRIMO CONCORRENTE A "STAR TV" - INIZIA L'IDILLIO MURDOCH-PECHINO: LA PROPAGANDA E IL MISTERIOSO INCIDENTE AL SATELLITE CONCORRENTE - IL "CASO GHANDI"...


LA SFIDA AL CONTROLLO DI STATO...
Con l'arrivo di Murdoch l'offerta si arricchisce e si organizza. Da Star Tv piovono 5 canali al giorno per 24 ore: Mtv Asia, Bbc World Service, Prime Time Sports, Star Plus (intrattenimento e cultura) e un canale in cinese mandarino. In seguito Mtv viene sostituita con Channel 5. Sin dall'inizio dunque Star Tv appare come una sfida molto diretta alle politiche d'informazione praticate da diverse nazioni, ovviamente soprattutto da quelle che tendono a imporre restrizioni al flusso di informazioni.

Birmania, Singapore, Arabia Saudita e Malesia considerano la ricezione di Star Tv essenzialmente illegale. La Cina richiede una licenza specifica a chi vuole ricevere, nonostante tolleri nei fatti che molti individui e reti via cavo ricevano. Anche India e Taiwan prevedono licenze specifiche, ma chiudono un occhio. La maggior parte delle altre nazioni, pur controllando la ricezione facendola transitare dalle reti via cavo e dalle antenne collettive, appaiono fondamentalmente aperte sia a Star Tv che agli altri satelliti.


Nel 1994, in un famoso discorso che gli provocò diversi problemi, Murdoch al riguardo afferma: «I progressi nelle tecnologie di comunicazione hanno dimostrato di essere una minaccia diretta ai regimi totalitari. I fax autorizzano i dissidenti a evitare il controllo di Stato sulla stampa [allude al  dopo Tien An Men e alla situazione in Tibet, nda], le telefonate internazionali rendono difficile il controllo di Stato sulle comunicazioni interpersonali, la Tv da satellite rende possibile agli (information-hungry) affamati di informazioni, che abitano in società chiuse, di evitare il controllo di Stato».

I cinesi in particolare ascoltano queste parole e sembrano non reagire, fin quando, di lì a poco, chiedono a Murdoch di rimuovere il Bbc World Service dalla parte Nord del bacino di copertura, in modo che non si possa più ricevere in Cina. In difetto oscureranno tutti i segnali da Star tv. Nonostante si sollevi un putiferio planetario Murdoch rimuove la Bbc, eliminando in tal modo anche il suo maggior concorrente nel mercato delle news su quel territorio. Con la vicenda Bbc World inizia una serie di "scambi e cortesie" a favore dei  vertici del Governo Cinese. Una pratica che, nel corso del tempo, darà i suoi frutti.


Secondo www.sprint.net.au , un sito australiano ben informato, nel febbraio 1995, Murdoch organizza una sontuosa conferenza stampa a NewYork, per presentare al pubblico il nuovo Autore della sua casa editrice Harper Collins. Si tratta della signora Deng "Maomao" Rong. "Maomao", il soprannome con il quale la chiamavano da piccola, e' stato ripescato proprio per il lancio del libro : 472 pagine sulla vita del suo papa' , intitolate "Mio padre Deng Xiaoping".
 

Il libro e' gia' apparso in Cina nell'anno precedente e la signora Maomao ha ricevuto quale anticipo sui diritti una bella somma. Ufficialmente non e' mai stata resa nota, ma, secondo la Columbia Journalism Review, sarebbe 1 milione di dollari. Ora si tratta di lanciare il libro  in Usa e in Australia, e Murdoch sostiene personalmente l'iniziativa. La figlia di Deng Xiaoping  passa dunque 11 giorni in Usa  e si prepara ad un viaggio in Australia, dove sara' raggiunta da una delegazione di 40 connazionali, tutti invitati da Murdoch.

Che dire del libro ? "E' dolorosamente noioso -  scrive Linda Jaivi, esperta di politica asiatica - sembra assemblato da un comitato di scribacchini piuttosto che da qualcuno che conosca intimamente il soggetto". "E' pura propaganda - commenta - la Columbia Journalism Review" "Un turgido, illetterato pezzo di propaganda" conferma il New Yorker.

Nel libro infatti non si menzionano alcune parti buie della vita di Deng Xiaoping, quali, ad esempio, la Campagna del 1958, in cui vennero uccisi centinaia di migliaia di oppositori, ne' tantomeno il massacro di piazza Tien-an-men del 1989.


L'operazione viene dunque etichettata come facente parte dell'approccio diplomatico di Murdoch nei confronti dell'Elite Cinese. Ma forse c'e' di piu'. Secondo Stephen Hutcheon, corrispondente di The Age's China, nello stesso giorno in cui viene annunciato il lancio del libro in occidente, succede un fatto rilevante : Star Tv diventa la fortunata beneficiaria di un incidente spaziale. "Un altro razzo esploso" scrive Hutcheon. Stavolta si tratta del Lunga Marcia 2, che stava portando in orbita Apstar II, un satellite  pensato per fornire alla Cina e alla sua Tv di Stato la distribuzione dei propri segnali tv e la capacita' di trasmettere piu' di 100 canali. L'incidente lascia il satellite di Murdoch l'unico ad operare nei cieli cinesi.


"Asiasat - commenta ancora Hutcheon - consentira' a Star Tv di trasformarsi in un sistema di pay tv e servira' a scopi culturali e politici al posto di Apstar II". Il guaio non coinvolge solo la Tv Pubblica Cinese, che non disporra' di un proprio satellite, ma anche una serie di societa' occidentali , quali:  NBC , Turner Broadcasting , ESPN, Disney e Reuters che avevano affittato i ripetitori di Apstar II e ora sono costretti a rimandare a tempo indeterminato i progetti di trasmissione sulla Cina.
Per Murdoch invece e' un vero e proprio "colpo di fortuna", una strana coincidenza, grazie alla quale resta solo nel mercato asiatico.

A quel punto, evidentemente convinto che Star Tv è un buon affare, Murdoch rileva il rimanente 36,4% di HutchVision dalle mani di Richard Li, per 347 milioni di dollari. Dopo la fase iniziale a 5 canali, Star si dedica sempre più all'individuazione di pubblici specifici. Si differenzia Channel 5, se ne traggono diverse versioni per le diverse regioni d'Asia e si acquisce il 50% di un sesto canale, Zee Tv, che offre programmi in hindi, prodotti in India. Zee va bene, raggiunge il 25% del totale di case indiane ed è visto anche negli Emirati Arabi, in Oman, Kuwait, Arabia Saudita, e Pakistan.


La sera del 4 maggio 1995 sugli schermi che ricevono il canale accade però un serio inconveniente. Va in onda Nikki Tonight, un talk-show nel quale sono ospiti personaggi maggiori e minori di Bollywood (come è soprannominata l'industria cinematografica di Bombay), i quali raccontano, con toni frizzanti e sarcastici, i pettegolezzi e gli aneddoti che si svolgono sui diversi set. A condurre c'è Nikki Bedi, una ex-attrice un po' svampita.

Quella sera è di scena Ashok Row Kavi, un attivista del movimento gay, noto in tutta l'India per le sue provocazioni e la sua irriverenza. Fin qui tutto bene. L'atmosfera è quella tipica di alcuni programmi che hanno fatto la fortuna delle Tv di Murdoch in Usa. A un certo punto però Nikki Bedi sollecita Kavi a riassumere uno scandalo nel quale era rimasto coinvolto anni prima, cioe' quando, a mezzo stampa aveva definito il Mahatma Gandhi «a bastard bania». Un bania è un hindu nato nella casta dei mercanti, come in effetti era Gandhi, ma il termine può avere anche altre interpretazioni, tra cui ‘misero trafficante'.


E la conduttrice, invece di precisare, si era abbandonata a compiacenti risatine. Questo il fatto. Senonché, trattandosi del padre della moderna India, amato e riverito in ogni angolo del subcontinente dalla quasi totalità dei suoi 900 milioni di abitanti, l'episodio non era passato inosservato. In particolare, quella sera, Tushar Gandhi, uno dei nipoti del Mahatma, stava facendo zapping sul suo televisore quando si è imbattuto nelle rudi definizioni di Kavi a proposito del nonno, e ha deciso che non sarebbe finita lì.


E infatti, qualche giorno dopo, il caso è approdato addirittura al Parlamento Indiano e ne è seguita una denuncia, non solo contro la conduttrice Nikki Bedi, ma anche contro Star Tv e, conseguentemente, contro Rupert Murdoch in persona quale legale rappresentante della società. Gli effetti: una modesta multa da 100 sterline e un mandato di arresto per Murdoch, al quale sono seguite anche le proteste di alcuni partiti che chiedevano l'oscuramento di Star Tv sull'India.

Le cronache narrano che il programma è stato prontamente cancellato dal palinsesto con le scuse del management di Star Tv, e che sia il conduttore sia il suo ospite sono fuggiti in gran fretta dalla nazione. Murdoch in quell'occasione non rilasciò alcuna dichiarazione. Un suo portavoce si limitò a dire: «La questione è stata discussa ai livelli più alti della società».


Purtroppo tutto è strumentale in questi scenari e forse il prezzo più caro che Murdoch fu costretto a pagare in quell'occasione fu l'atteggiamento assunto dalla Tv pubblica indiana che, probabilmente sollecitata dai politici esasperati, prendendo a pretesto lo scandalo, concesse a Mtv e Cnn International di utilizzare le proprie frequenze e di essere ripetuti da un satellite nazionale, facendo in tal modo triplicare la loro penetrazione nell'audience.

Nonostante le difficoltà, all'inizio del 1996 Star Tv arriva a 14 canali, emessi soprattutto in due lingue: hindi e cinese mandarino, dedicati a generi diversi. La previsione è arrivare a 30 canali alla fine dell'anno, molti dei quali pensati per il Giappone, l'Indonesia e i piccoli mercati finora tralasciati.

 
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