In difesa di don Emiliano De Mitri

di Camillo Langone | 30 Giugno 2015 IL FOGLIO

Non posso chiederti di perdonare loro, primo perché non sono sicuro che non sappiano quello che fanno, secondo perché ti mentirei: io vorrei chiederti di condannarli, gli arcobalenati, i tenutari di foto multicolori su Facebook significanti entusiasmo per le nozze monosesso, ma dubito spetti a me farlo.

Voglio dirti piuttosto il mio stato d’animo quando ho visto amici a dozzine multicolorare la propria foto profilo: artisti, cattolici…

Gli artisti li ho compatiti: ho capito, meglio tardi che mai, che le opere sono infinitamente più interessanti degli artefici.

I cattolici invece mi hanno fatto molto male, mi sono sentito tradito e ho sentito che tradivano un’altra volta te.

Ogni foto multicolorata è uno sputo, uno schiaffo, una spina, un chiodo nella carne di chi è venuto per salvare “il suo popolo dai suoi peccati”.



Come ha compreso il prete leccese che su Facebook ha avvisato:

“Tutti i parrocchiani che coloreranno le foto arcobaleno non avranno da me:

1) nulla osta per fare padrini-madrine;
2) incarichi come educatore-catechista. Perché in netto contrasto con il Santo Vangelo”.

Non posso chiederti di perdonare loro.
Non posso chiederti di condannare loro.
Posso chiederti di proteggere don Emiliano De Mitri.

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