LA RIVIERA ROMAGNOLA RIDOTTA A UN GIGANTESCO SUK

Paolo Sensini 29 giugno 2015 MAURIZIOBLONDET.IT

La riviera romagnola è ormai ridotta a un gigantesco suk senza più alcuna soluzione di continuità dai Lidi ravennati a Gabicce Mare.

Un trionfo per i corifei dell'”integrazione”, che forse vedono in tale andazzo il chiaro segno dell’i-taglianizzazione come piace a loro dei “migranti”.

Merce contraffatta, venditori di cibi e bevande di dubbia provenienza, massaggiatori improvvisati e mariuoli a go go distribuiti su oltre 100 chilometri di battigia.

In questo caso, tuttavia, i concettI di “legalità”, “controlli” o “evasione fiscale”, parole sempre brandite a mo’ di clava quando fa comodo loro dai cul-tori del politicamente corretto, sono letteralmente sparite dai radar.

Chissà come mai?

Un po’ meno contenti lo sono forse tutti quegli esercenti costretti dalle “istituzioni” a essere “congrui” e “regolari”, i quali vengono sistematicamente taglieggiati da Vigili, Polizia e Guardia di Finanza e per uno scontrino non emesso rischiano multe salattissime o addirittura la chiusura dell’attività.

I soliti due pesi e due misure, di cui a farne le spese sono sempre gli stessi tartassati.

Ormai siamo alla passività e al masochismo più completi.

Una situazione che, se vogliamo provare a darcene ragione, più che alla sociologia economica deve riferirsi alla psichiatria.


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