Così Monti e Barroso prendono le distanze dagli 'amici' Usa

10/7/2012 Massimo Fini da Il gazzettino

 

Per la prima volta un premier ha trovato il coraggio di parlare netto e chiaro agli americani, anzi di cantargliele sode. Chi è stato? Mario Monti al G20 di Los Cabos in Messico. Ha detto il presidente del Consiglio italiano: "La crisi non è nata in Europa e nessuno può pensare che l'Ue sia l'unica fonte dei problemi che stiamo affrontando. Problemi che hanno invece origine dagli squilibri di altri Paesi, come gli Stati Uniti. Ognuno faccia i compiti di casa in casa propria!". Di rincalzo è intervenuto il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso: "Non accettiamo lezioni da nessuno". Era ora.


Sono mesi che Barack Obama striglia la Ue e i paesi europei perché si diano da fare, perché facciano di più, perché modifichino questo o quell'aspetto economico e istituzionale, dimenticando disinvoltamente che la crisi è partita proprio dall'America, nel 2008 con la vicenda dei "subprime" e il tracollo della Lehman & Brothers e solo dopo è rimbalzata in Europa. Gli americani, che non sono abituati a essere trattati in questo modo, hanno reagito annullando un incontro che avrebbero dovuto avere a Los Cabos con il consenso dei Paesi europei. Intendiamoci l'Europa è impegolata quanto gli Stati Uniti nel Modello di sviluppo paranoico, basato sulle crescite esponenziali, che rischia di portarci tutti al fosso. Ma gli americani hanno reagito alla crisi in modo dissennato, cercando di farla pagare agli altri.


Nel 2008, dopo la crisi dei "subprime" hanno immesso nel sistema la sbalorditiva cifra di tre trilioni di dollari che non corrispondono a nulla se non, secondo il loro perennemente ottimistico dna, ad una colossale scommessa sul futuro, ma un futuro così sideralmente lontano, proprio a causa dell'enormità della cifra, da essere di fatto inesistente (e questo futuro onirico, cioè i tre trilioni di dollari, ci ricadrà presto sulla testa, agli americani e a noi, come drammatico presente). Gli europei, sotto la guida tedesca, stanno reagendo col rigore, con gli inevitabili sacrifici, cercando di ridurre e non di ampliare l'enorme debito che grava su tutto il mondo industrializzato e nello stesso tempo di salvare il salvabile nel nostro "welfare" che ci distingue dal modello degli Stati Uniti dove ci sono 36 milioni di poveri (circa un quinto della popolazione) e chi non ha denaro non può avere alcuna assistenza sanitaria.


Ma la cosa più interessante dell'uscita di Monti e Barroso è che l'Europa, sia pur con grande e grave ritardo (il movimento doveva già cominciare cioè nel 1989 col crollo dell'Urss) sta cercando di prendere le distanze dall'"amico americano", che amico non è affatto. È un padrone che sfruttando la vittoria nella prima guerra mondiale, da quasi settant'anni tiene l'Europa in stato di minorità. Se l'Europa non ha potuto unirsi politicamente prima che economicamente (che è uno dei nostri problemi attuali) è anche perché Adenauer, De Gasperi, Spaak sapevano benissimo che gli Usa non ce lo avrebbero permesso. Quando a metà degli anni '80 francesi e tedeschi cercarono di costituire un primo nucleo di esercito europeo, gli americani dissero niet. E ora cercano di dividerci e di distruggerci economicamente, usando tutti i mezzi, dalla speculazione alle agenzie di rating. Ci hanno salvato dal nazismo? Grazie. Ma il mutuo è ormai scaduto. Da tempo.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext