La profezia di Civitavecchia- PARTE 2

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PARTE 2


La profezia di Civitavecchia: intervista a Fabio Gregori – di Riccardo Caniato



Mi sembra un passaggio importante da chiarire.
In un messaggio dato a Civitavecchia si dice che «la Madonna piange il sangue di suo Figlio». Già così si comprende la profonda partecipazione della Madre alla via della croce percorsa da Gesù. Su altro fronte, i test effettuati dagli istituti di Medicina legale dell’università La Sapienza, del Gemelli e dalla Criminalpol hanno rilevato che il sangue della Madonnina è sì maschile, ma con forti connaturazioni proprie di un sangue femminile.

E questo fa ricordare che Gesù, concepito per opera dello Spirito Santo, ha ricevuto le caratteristiche del sangue come di tutto il suo patrimonio genetico umano unicamente da sua madre Maria.

Il sangue di Cristo, da un punto di vista biologico, coinciderebbe dunque con il sangue della Vergine, come a rimarcare, su un piano fortemente simbolico, che il suo essere venuto al mondo per salvarci, la sua stessa vita la si deve a Maria, all’accoglienza libera dell’immenso piano di Dio per la salvezza del mondo da parte di questa piccola donna della Palestina.

Ciò nonostante quel sangue maschile è stato causa di calunnie e sospetti nei confronti suoi e degli altri maschi di casa. Perché non avete accettato di sottoporvi alla prova del Dna?
Sia io, a nome anche di mio figlio Davide, sia i miei fratelli ci siamo dimostrati subito disponibili al test del Dna.

Ma l’avvocato e il vescovo si sono opposti. La prima perizia sulla Madonnina fu eseguita in assenza mia, dei miei famigliari e del legale rappresentante, ragione per cui l’avvocato Forestieri paventava che ci potessero essere state manipolazioni o contaminazioni sui campioni. Il vescovo invece riteneva che la Magistratura stesse invadendo un campo non suo; e dal momento che nei messaggi dati a Civitavecchia ce n’è uno in cui si dice che «la via della verità è la via della Chiesa», decisi di ascoltare mons. Grillo che mi chiedeva di rinunciare all’esame.

In seguito si venne a sapere che nel 1995 si potevano isolare solamente alcuni polimorfismi del Dna, così che il sangue sulla Madonnina poteva risultare compatibile con quello della stragrande maggioranza della popolazione.

In altre parole, se io e i miei famigliari ci fossimo sottoposti al test, qualcuno non ben disposto verso questi fatti avrebbe potuto facilmente equivocare tra «coincidenza» e «compatibilità» del sangue. E nel ’96 la Corte Costituzionale sancì la piena legittimità del nostro agire.

Tuttavia, per diverso tempo, ha pesato su di voi l’accusa di truffa e di associazione per delinquere.
Benché le indagini siano state chiuse nel 1995, l’archiviazione è arrivata solamente il 16 ottobre del 2000. Con un’assoluzione in formula piena, però, che suona davvero inusuale per uno Stato laico.

Infatti, escludendo manipolazioni esterne e interne alla statua e sulla base delle deposizioni dei testimoni oculari (fra l’altro di dieci agenti delle forze dell’ordine che avevano piantonato la Madonnina dal 2 al 7 febbraio del ’95, testimoniando poi di aver veduto formarsi e muoversi nuove lacrime, con la statua cementata alla grotta e irraggiungibile perché protetta da una lastra trasparente…), i giudici hanno sentenziato di trovarsi di fronte a un fenomeno inspiegabile per la scienza su cui solo la Chiesa potrà pronunciarsi. La Corte ha anche riconosciuto che la mia famiglia non ha mai tratto profitto da questi eventi.

È vero che il vescovo Grillo faticò a credere anche agli altri fatti straordinari avvenuti presso di voi?
Sì, ma su ogni singolo evento fu chiamato a testimone.

Può raccontare?
Mons. Grillo, molto turbato per le lacrime, rimandava di venire a constatare le essudazioni della seconda statua.

Un giorno mandò da noi le suore della sua casa e il fenomeno si ripeté. Così si decise a muoversi di persona e, durante una Via Crucis, volle sostare alla grotta per meditare una stazione. Proprio in quel momento, non solo la Madonnina, ma la natura intorno iniziò a essudare e tutti videro il nostro grande liburno «piangere» olio.

Successivamente mons. Grillo raccolse personalmente la sostanza durante le essudazioni e la fece analizzare al Gemelli di Roma. Le analisi hanno dimostrato che questo liquido è l’insieme di una molteplicità di elementi vegetali presenti in natura, ma ovviamente non nella composizione con cui fuoriesce dalla statua e, in alcune circostanze, anche dai sassi della grotta e dall’edera e dagli alberi che la circondano.

La notizia fu riportata anche sul Giornale. Ma rispetto alle apparizioni, come si comportò mons. Grillo?
Un giorno, eravamo a settembre 1995, la Madonna chiese a mia figlia di informare il vescovo sulle apparizioni.

Obbedimmo, ma mons. Grillo cacciò Jessica con l’accusa di raccontare delle bugie. Quindi rimproverò me e Anna Maria dicendo che la stavamo condizionando. Ma il giorno successivo Jessica tornò alla carica: «La Madonna vuole che io parli col Vescovo».

Io ero combattuto – mi sentivo ferito, arrabbiato perfino, per come eravamo stati trattati – ma poi capitolai per la risoluzione di mia figlia che all’epoca aveva solo 6 anni e 5 mesi. Nella dimora del vescovo si ripeté la scena del giorno precedente, ma questi rimase sconvolto dal congedo di Jessica: «La Madonna mi ha detto che hai un cuore di pietra». Allora mons. Grillo mise alla prova la Vergine, chiedendole di rivelare a mia figlia un segreto noto a lui solo.

E come andò a finire?
Che Jessica gli riferì in seguito a nome della Madonna non uno ma diversi fatti che riguardavano la sua persona. Mons. Grillo ne rimase talmente sconvolto che fu preso da un malore, come già era accaduto a seguito della lacrimazione nelle sue mani.

Ma da quel momento ha creduto anche alle apparizioni, come ha rivelato nel suo memoriale pubblicato nel 2011, e chiese udienza a Giovanni Paolo II per riferire ogni cosa.
 
Giovanni Paolo II e la «Madonnina»

Veniamo quindi al rapporto tra Wojtyla e la Madonnina?
Un rapporto di fede profondo. Il Papa credette subito al segno delle lacrime. Volle venerare la Madonnina in Vaticano nella sua cappella privata, le mise la corona d’oro e le donò il Rosario oggi custoditi nella teca del santuario accanto alla statua. Esortò mons. Grillo a essere più aperto ai segni del Cielo: «Voi vescovi italiani», disse, «avete la testa dura».

Poi vi donò la seconda Madonnina, quella che essuda l’olio, non è così?
Dopo che la prima statua lacrimò nelle mani del vescovo, la Magistratura italiana ne dispose il sequestro. Il Papa, ci fu riferito, vide in quel gesto un’ingerenza in un fatto che riguardava solamente la Chiesa e mandò il suo amico forse più caro, il cardinale Deskur, a Civitavecchia per presenziare una veglia in cattedrale.

Deskur si presentò con la copia identica della Madonnina, che aveva fatto reperire a Medjugog’e dal medesimo artigiano che aveva realizzato la prima statua. Disse pubblicamente di essere venuto «a nome del Papa per favorire il culto della Madonna» e, al termine della funzione, ci donò la statua benedicendola a nome del Pontefice.

È vero che Wojtyla è poi venuto a Civitavecchia e che il rapporto con voi è durato fino alla morte?
Giovanni Paolo II ha ricambiato la visita venendo in segreto fino a Pantano a pregare la Madonnina delle lacrime, che nel frattempo, dal 17 giugno 1995, era stata ricondotta nella parrocchia di Sant’Agostino, oggi santuario.

Ed è vero che, durante il ricovero del Papa al Gemelli di fine febbraio 2005, Jessica gli ha fatto recapitare una lettera molto personale in cui faceva riferimento al suo ministero petrino in relazione alle apparizioni, accompagnandola con delle foglie della grotta da cui era essudato l’olio.

E questa missiva ebbe un seguito?
Ci fu, tramite il nostro vescovo, una risposta ufficiale della Santa Sede indirizzata a tutta la famiglia, con il saluto e la benedizione del Papa. La conserviamo gelosamente insieme con una reliquia del sangue di Giovanni Paolo II versato nel giorno dell’attentato del 13 maggio 1981.

Tutti questi fatti e i documenti sono fedelmente riportati nel volume di padre Ubodi, ma l’espressione più profonda del rapporto tra il Papa e la Madonnina si è avuta l’8 ottobre del 2000, nel giorno del Giubileo dei Vescovi. In quell’occasione il Papa ha fatto un Atto di Affidamento di tutta la Chiesa alla Madonna in risposta all’Atto di Consacrazione ripetutamente richiesto nei suoi messaggi, a noi consegnati a Civitavecchia.

E questo gesto del santo Papa non è stato sufficiente a cambiare le attuali sorti del mondo?
La Madonna punta alla conversione autentica dei cuori, di cui ogni singola persona dispone liberamente. Un atto di affidamento, poi, non ha la stessa forza di una consacrazione, e a suo tempo la Madonna ha anche avanzato alcune altre richieste sia al vescovo diocesano sia al Santo Padre, che oggi competono a mons. Marrucci e a Papa Francesco.

Tali richieste comprendono il segreto che – si dice – ancora oggi Jessica si aspetta di poter consegnare direttamente al Papa?
Sì.

È vero che suor Lucia dos Santos, l’ultima veggente di Fatima, ha avuto un lungo colloquio privato con sua figlia Jessica?
Sì. E poi suor Lucia ha partecipato con noi alla Messa celebrata dal nostro direttore spirituale, padre Manuel Hernandez Jerez, nel monastero di Coimbra.

È vero che il segreto per il Papa è collegato al segreto di Fatima?
Sì.

Alcuni sostengono che lei non ama associare i fatti che investono la sua famiglia con quelli di Medjugorje…
La mia preoccupazione è che la mariofania di Civitavecchia sia conosciuta in sé stessa per la sua specificità. Mi spiego. Sia la statua che ha lacrimato sangue, custodita al santuario, sia la statua che abbiamo in casa che essuda olio sono state fabbricate a Medjugorje e ne riportano il nome sul basamento. Il legame è evidente e ne ho profondo rispetto.

Ma in questi vent’anni ho provato dispiacere nel vedere che molti si sono fermati a sottolineare unicamente la provenienza delle due immagini, senza approfondire l’iniziativa della Vergine a Civitavecchia. A me e alla mia famiglia la Madonna ha chiesto di vivere e testimoniare il messaggio che ha dato qui. E nelle sue apparizioni ella ha fatto riferimento a Fatima: «Ho scelto Fatima per l’inizio del secolo ventesimo», ha detto, «Civitavecchia sul suo finire».

Ma i media fanno solo spettacolo

Un’ultima curiosità. Perché di fronte a un evento tanto grande, ha accettato fino a oggi rarissime interviste come questa?
Innanzitutto perché ho rispettato le disposizioni dei vescovi che si sono succeduti dal 1995 a Civitavecchia, dando la mia testimonianza nei tempi e nelle forme in cui me lo hanno permesso. In secondo luogo perché molte volte sui media prevalgono altri fattori sulla verità da comunicare.

Può farmi un esempio?
Recentemente un’importante rete nazionale ha trasmesso uno speciale sulla Madonna di Civitavecchia. In fase di preparazione il programma ha inviato da noi una troupe. Ebbene, appena queste persone si sono accostate alla Madonnina che custodiamo in casa si è verificata una forte e prolungata essudazione della statua. La giornalista e i cameraman hanno potuto riprendere tutto e si capiva che sono rimasti felici e turbati insieme. E noi con loro. Ma c’è dell’altro. Padre Flavio Ubodi ha loro mostrato anche un video molto particolare: si vede questa stessa statua piangere lacrime umane nei giorni della morte di san Giovanni Paolo II. Le riprese furono girate a memoria dell’autorità della Chiesa, alla presenza, fra gli altri, del vescovo della diocesi – lo si sente piangere e pregare -, del suo segretario, del rettore del santuario.

Uno scoop incredibile.
Non saprei giudicare. In ogni caso, con stupore della squadra che ci ha fatto visita, durante la trasmissione questo video è stato utilizzato, ma senza alcuna spiegazione. Ma non solo: mentre in studio si dibatteva sulla possibilità o meno che una statua pianga per intervento divino, e un chimico in camice bianco spruzzava del liquido rosso in faccia a una riproduzione della Vergine… nessuno ha pensato di mandare in onda le immagini dell’essudazione di cui gli inviati del programma sono stati diretti e credibili testimoni.

La tv ha esigenze di audience, che comportano spettacolarizzazione, contrapposizioni fra punti di vista e una dilatazione esasperata del senso di mistero a beneficio della suspence; e può arrivare perfino a negare l’evidenza e la realtà. Alla Madonna, invece, preme unicamente la verità di ogni uomo e la sua sorte.

Intervista di Riccardo Caniato http://ares.mi.it/


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