Ma Messori sta con la lobby gay? Mini-processo alle intenzioni

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E lo scrittore cattolico osò, e disse: “Credo che certe reazioni particolarmente accese contro i gay possano talvolta essere segno di un’omosessualità nascosta o repressa”. Polemicheee… Ma cosa voleva dire veramente Messori?


“Vaglielo a dire… al tuo caro Messori!”


È difficile capire perché se Messori scrive una cosa che a qualcuno può risultare sgradita, o discutibile (e ultimamente è successo più di qualche volta), poi parecchi di questi si sentano in dovere di venire a protestare da me, persino a domandarmene ragioni e, finanche, “spiegazioni”.


Anzi, mi dicono chiaramente: “Vaglielo a dire”, come ne fossi il segretario. Naturalmente non glielo vado a dire.


Ma un’ultima uscita di Messori, che fatta da altri mi avrebbe indignato, ma fatta da lui mi fa sorridere (perché ne individuo  rettamente, credo, le dinamiche di fondo… e perché so che – come egli stesso spesso mi ha scritto, quando facevo lo scandalizzato per qualcosa – “ogni tanto mi piace sparigliare le carte del gioco”), di un’ultima sua uscita, dicevo, vale la pena parlarne un attimo.


Siamo in pieno marasma rivoluzionario liberal, il pensiero unico dominante di questo tempo; e uno dei punti fondamentali dell’agenda liberal-radicale è appunto l’omosessualismo, i sedicenti “matrimoni gay”, una mannaia ideologica. In tutto questo, nell’irrilevanza sociale e politica assunta ultimamente dalle gerarchie cattoliche – quando non sono direttamente conniventi, come per esempio molti curiali che fanno riferimento alla lobby gay vaticana, in genere sporcaccioni patentati – , i pochi cattolici veramente fedeli al magistero, quasi tutti laici, si danno da fare, come possono, andando senz’olio e controvento su una scialuppa di salvataggio tentando l’impossibile traversata di questo oceano ideologico e procelloso assai che ha inondato tutto l’Occidente. Ebbene, mentre tutti ‘sti poveracci se fanno tanto de culo, derisi e aggrediti da ogni versante, all’improvviso si rendono conto che un “amico importante”, un loro ispiratore sulla cui collaborazione o almeno benevola neutralità contavano, ebbene, costui sembra quasi fare cecchinaggio, fuoco amico, a tutto vantaggio della controparte.


Ma forse…  le apparenze ingannano.


Così è successo col Messori, uno dei primi, un antesignano, un pioniere della lotta per mezzo dell’arma impropria dell’ironia (quell’ironia che distrugge la seriosità tetra dell’ideologo) contro il “politicamente corretto” e tutti i suoi feticci e sacramenti, un nemico giurato degli ipocriti moralismi e buonismi dei liberals, “cattolici” anche. Il quale ha detto però, stavolta, una cosa strana, che ha allarmato e indignato molta brava gente che, per le ragioni succitate, a me inspiegabilmente ha chiesto conto… o che almeno io glielo andassi “a dire”, a Messori, “quello stronzo”, ha aggiunto qualcuno.


E c’era anche una parola non detta (anzi, no, è stata pure detta apertis verbis) fra le righe: “leccaculo!”… che sarei io… Così è se vi pare!


Mini-processo alle intenzioni… di Messori


“Il selvaggio ragazzo del Sud” recita la scritta del magazine cattolico tedesco. Francesco Colafemmina, il polemista cattolico di “Fides et Forma” e la lingua più velenosa dell’Orbe cattolico :)
Cosa è successo, dunque? È presto detto. Lo lascio dire al polemicissimo (ma in modo proporzionale alla sua dannata intelligenza) Francesco Colafemmina, il controverso dominus del blog Fides et Forma. Il quale d’improvviso mi scrive testuale, direttamente sulla mia home facebook il giorno del mio onomastico: «Caro Antonio, nell’augurarti buon onomastico, vorrei che mi commentassi questo duetto fra il tuo amato Messori e Tornielli:


Tornielli: “Eppure molti ecclesiastici, in Vaticano come nella Chiesa, si mostrano intransigenti verso l’omosessualità…

Messori: “Rispondo a questa considerazione con una battuta intrisa di saggezza popolare: se vuoi sapere qual è il problema di una persona, vedi che cosa gli dà più fastidio negli altri. Ovviamente non è una regola sempre valida e mi guardo bene dal giudicare in questo modo chi interviene su questi temi. Ma credo che certe reazioni particolarmente accese contro i gay possano talvolta essere segno di un’omosessualità nascosta o repressa.”»


Così l’amico Colafemmina. Eh! Una bella e ingenerosa e improvvida rogna, anche se mentre leggo un po’ me la rido sotto il baffo. Riesco a capire che ci ha nella testa Messori, e allora rido… sorrido va. Però ciò non toglie che sia pure io un po’ indignato. Ma resto sul chi va là… difendo d’ufficio, per affetto, Messori, il quale consapevolissimo se l’è andata a cercare di certo. Ne segue una breve discussione, alla quale cerco di sottrarmi, scaricando generosamente la patata bollente nelle mani esperte del buon cireneo Sebastiano Mallia, che con Messori ha più pratica e confidenza e del quale gestisce il sito. Antonio Margheriti Mastino: «Se dovessi basarmi sulle mail di Messori, dovrei dedurre che ha una qualche forma di omofilia».


Fides Et Forma:  «Dunque nell’intervista manifesta invece della stronzofilia? Perché se è così chiunque aderisca al magistero finirà per essere un omosessuale represso. Dillo al caro Messori… Intanto Luxuria vive una crisi spirituale…»


Antonio Margheriti Mastino:  «Sebastiano Mallia, libera nos a malo!»

Fides Et Forma, non desiste:  «Antonio, volevo ricordarti – se puoi ricordalo a Messori – che Aldo Busi per aver detto in sostanza la stessa cosa nel 2010 fu radiato dalla RAI. “Se anche il Papa si scaglia contro gli omosessuali… è ormai risaputo: l’omofobo è un omosessuale represso”


. Il che concorderebbe con certi pettegolezzi vaticani e vaticanistici. Da Aldo Busi posso aspettarmi questo giudizio, da Messori francamente!» Claudio V., risponde: «Non voglio fare l’avvocato delle cause perse, ma mi sembra un modo sottile per dire che il Vaticano è pieno di cardinalesse…» Mastino, cercando di gettare acqua su tutti i fronti: «E’ modo sottile per dire tutto e il suo contrario e niente».

Francesco M., nostro collaboratore e pubblicista barese: «Vabbè, questa cosa che chi si azzarda a criticare i gay è un gay represso è l’argomento preferito dagli omosessualisti da sempre. Al che io puntualmente rispondo: il vostro odio verso i fascisti dimostra che siete dei fascisti repressi».


Mastino: «Il che spesso è vero: più fascisti di quelli ‘ndo li trovi?» Fides Et Forma: «A questo punto potrebbe valere il contrario: tipo a Berlusconi piace solo la figa quindi è in realtà un omosessuale represso?»


Luca M., liquida questo luogo comune: «Concordo nel dire che é argomento inflazionato e decisamente adolescenziale…». Sebastiano Mallia finalmente arriva a risollevare le sorti dei messoristi: «Cosa volete che dica. L’ha già detto Messori: ‘Ovviamente non è una regola sempre valida e mi guardo bene dal giudicare in questo modo chi interviene su questi temi’.


Andiamo… Vogliamo inserire Messori fra quelli che non sanno distinguere fra la persona ed i suoi comportamenti? O vogliamo inserirci noi stessi in questa categoria? In ogni caso, mi sembra la classica battuta di Messori per divincolare dai temi etici che lo hanno sempre infastidito».


Mastino, per evitare si apra un altro vespaio: «Non è che gli stanno sulle palle i temi etici, sia chiaro: è una allergia a certi effetti collaterali di chi di morale s’occupa per vocazione o professione: tipo il moralismo…». Fides Et Forma: «La domanda è mal posta. In Vaticano sono intransigenti in merito al matrimonio omosessuale, non in merito all’omosessualità»


. Sebastiano Mallia: «Ecco, appunto. E l’ha fatta Tornielli di cui Vittorio si fida (al contrario di altri, che spesso hanno riportato male cosa dette da Messori)!». Bene, siamo dunque tutti arrivati a una conclusione condivisa: è tutta colpa di Tornielli. Messori non c’entra. O semmai è colpa delle solite domande “mal poste” e tutti sono mandati assolti, non potendosi stavolta accusare i “soliti giornalisti”, stante il fatto che chi più chi meno, all’incirca tutti lo sono.


Eppure ho accennato alle ripetute allusioni al tema all’ordine di questi giorni che Messori ha fatto nelle mail, che dovrebbero chiarire parecchi equivoci. Ne ho diverse sull’argomento di queste mail, ma ne ho scelto una soltanto, per la quale gli chiesi se per caso potevo usarla come base per un mio articolo e mi disse che in tal caso, “siccome spesso rispondo di fretta… è meglio, nell’eventualità volesse davvero scriverne, le spieghi con precisione al telefono, per evitare fraintendimenti”… da parte dei lettori. Poi non ne ho più scritto… salvo adesso ritrovarci qui a dirne, ma in modo informale ed en passant, nei termini “veloci” in cui lo scambio di pareri si è svolto via mail col Messori… e spero vivamente di non fargli un danno.


“Il Grande Vecchio non esiste ma lo Zeitgeist sì”, dice Messori


Andrea Tornielli, vaticanista e amico di Messori
Un bel giorno, corrucciato, prendo e mando questa mail interrogativa al Nostro: «Lei, almeno lei con la sua esperienza, me lo deve spiegare, perché io ormai fatico a capire. Ora, sono stato da sempre, pure quando ero di sinistra, lontanissimo da qualsiasi tesi complottista… da regia occulta:  teoremi che suscitavano il mio disprezzo, oltre che il sarcasmo. Ma ora mi guardo in giro e vedo che un mese in Francia si scatena improvviso l’inferno: per promuovere i matrimoni gay, ed è tutta una operazione di palazzo, di vertice, a porte blindate che si abbevera solo di una precisa campagna mediatica, ma esclude con ogni mezzo di consultare i cittadini.


Poi si scatena alla stessa maniera la stessa cosa in Inghilterra, Portogallo, Germania, Usa, ovunque. Tutti i capi di stato hanno questa inderogabile esigenza: cascasse il mondo, prima possibile, a qualsiasi costo approvare le nozze gay. Ma di chi è questa “urgenza”? Ma soprattutto, che è questa sincronia perfetta? Cos’è questa violentissima intimidazione ovunque per chi così non la pensa?


«Era rimasta l’Italia, il boccone più ambito, sede del papato. È appena arrivata pure qui questa “emergenza”. Non si parla d’altro. La palla la tira Galan del Pdl, il giorno dopo Bondi del PdL, il giorno successivo Cicchitto del PdL, dopo la Brambilla del PdL. Di alcuni di questi è ufficiale l’appartenenza alle Logge. Così tutti gli altri a seguire. Ma secondo chi si muovono? Chi muove i fili di questi? Cosa c’è in palio?


«E allora mi chiedo: 1 Ma esistesse davvero un “Grande Vecchio” che muove i fili di tutte le nazioni d’Occidente? Ma chi è… chi può essere? 2 Ma questa “emergenza” basata sul nulla… che arma di distrazione di massa è? Da cosa ci vuol distogliere l’attenzione facendoci passare i giorni a discutere pro o contro i pederasti? (che fra l’altro, fra quelli che conosco io, nessuno è favorevole alle nozze gay né sono minimamente interessati, e chiedono soltanto di continuare a scopare in santa pace senza che nessuno gli rompa le scatole con sacramenti civili). Almeno questa risposta, da Lei, me la aspetto proprio. Devo capire».


Questo quel giorno chiesi al Messori. Il quale così mi rispose: «Chi tira i fili? Beh, l’ideologia egemone in quel periodo storico. Lo “spirito del tempo”.  Quando ero giovane, era un marxismo più o meno immaginario. Ora il politically correct del quale, come sa, l’ideologia omosessuale è una componente importante. Come mi disse Del Noce: “Vedrà, il Pci diverrà un partito radicale di massa”. Il ché è avvenuto. I politici “democratici” si adeguano, non hanno un pensiero proprio ma cercano di intercettare lo Zeitgeist.


«Con Massimo Introvigne abbiamo talvolta discusso sul mito del Grande Vecchio. Ci siamo trovati d’accordo sul fatto che non esistono  i “macrocomplotti”… tipo la Rivoluzione francese preparata con pazienza e precisione dalle Logge: queste, semmai, hanno contribuito  a creare un clima per l’ideologia egemone che poi si impose, ma senza un Gran Maestro come burattinaio, anzi spesso i “fratelli” salirono i cinque gradini del “rasoir national”, dove li attendeva il boia Sanson. Possono esistere, invece, ed esistono, dei  medio o microcomplotti, quelli ad esempio per organizzare un colpo di Stato in un Paese.


Ma poiché su ogni progetto umano grava quella che Vico chiamava “l’eterogenesi dei fini” ( intenzioni, attese, obiettivi che, messi in pratica, si rovesciano nel loro contrario) questi macrocomplotti ottengono nei fatti l’opposto che si proponevano. Esempio massimo il nazionalsocialismo: intenzionato a finirla con il “problema ebraico”, ha reso l’ebreo intoccabile, il solo cui si guarda come non avesse il peccato originale. Ma sta alla pari come risultato anche il marxismo: voleva creare una società di eguali e di liberi ed ha creato la più diseguale, ingiusta, schiavistica delle società. Il fascismo che voleva dare prestigio e potenza all’Italia ha portato alle vergogne dell’8 settembre, agli sciuscià, alle segnorine per i soldati Usa, all’ignominia e al disprezzo nel mondo  per il Paese  che si voleva esaltare». Così il Messori.


“Serviamoci delle ideologie, invece di servirle”


Una risposta affascinante, non v’è dubbio. Sento che posso trarne ancora altro, e gli porgo un’altra domanda, quasi desiderosa di rassicurazioni infantili:


«Quindi… possiamo sperare che tutto questo finisca o si rovesci nel contrario? Ma bisogna vedere chi poi è destinato a subire questo contrario. Io ho la sensazione… anzi la certezza, che pian piano non si possa più parlare di tante cose, in nome della “libertà”; che stia venendo su un clima razzista contro le maggioranze in nome “dell’antirazzismo” a protezione di alcune categorie umane o sociologiche; la violenza in nome della “non violenza”; la dittatura imposta in nome della “democrazia” dall’alto di infime minoranze contro tutte le maggioranze. Ormai pare che pure sposare una donna significa essere un assassino… oggi non a caso c’era una vignetta su Repubblica dove un pupazzo diceva all’incirca: “Non sono normali le nozze gay”, e l’altro rispondeva “E infatti, la famiglia normale è quella che pratica il femminicidio”. Gesù che mondo alla rovescia… che ribrezzo. E che nervi!»


Termina il Messori, riportandomi queste riflessioni, consolatorie: «Credo che alla fine (che di certo  io,  ma probabilmente  anche Lei , non vedremo) l’eterogenesi dei fini darà compimento alla  grande profezia del Curato d’Ars : “Verrà un tempo in cui gli uomini saranno così stanchi degli uomini che basterà far loro il nome di Dio e di Cristo per vederli piangere”. “Stanchi degli uomini…”: espressione potente di quel santo illetterato…


«Certo, l’ideologia è sempre dogmatica, censoria, inquisitoriale: ma ogni ideologia egemone è così. De Tocqueville, uno dei miei autori di culto, fu un grande profeta: “Non si combatte mai una religione se non per sostituirla con un’altra, come è avvenuto a partire dalla Rivoluzione francese”. Così, negli anni Settanta, per rompere il ghetto cattolico e aver accesso anche alle librerie non cattoliche, dovetti premettere a un libro con l’Imprimatur come Ipotesi su Gesù la prefazione di un membro, seppur dialogante e prestigioso, del CC del Paci, Lombardo Radice. Una mossa di mero realismo, con un pizzico di cinismo (nulla mi fregava di ciò che un vecchio comunista pensasse del libro).


Nel mio pragmatismo, nato dall’esperienza nei quotidiani, sapevo che una brutta  brossura stampata dai Salesiani ed dalla ortodossia comprovata dal censore ecclesiastico non poteva superare la censura ideologica e sarebbe stato tenuto nel ghetto della  stampa devozionale. Successe invece che persino nella libreria del Pci, nel palazzo della Botteghe Oscure, vendette migliaia di copie e Rinascita, il settimanale ideologico, lo recensì con ponderata serietà. E la classifica rigorosamente “laica” della neonata Repubblica ogni settimana, per oltre un anno, lo ebbe primo nella saggistica. lo diede Il Cavallo di Troia chiamato Lombardo Radice: il farsi astuti di cui parla Gesù significa anche servirsi delle ideologie invece di servirle…». Una parabola edificante, quest’ultima, sulla quale molti zelanti dall’armiamoci e partiamo facile, dovrebbero religiosamente meditare.


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