9 luglio 2012 Preghiera

9/7/2012 Di camillo Langone per il Foglio

Appurato che nemmeno il governo Monti (tremebondo come un qualsiasi governo democristiano o berlusconiano) è in grado di sopprimere le province, che almeno si sopprimano i trattini. Per sfoltire questi enti divenuti inutili già nel lontano 1970, quando vennero istituite le regioni, non si deve guardare alla popolazione (altrimenti Roma andrebbe divisa in cinque province almeno) né all'estensione (altrimenti anche Cuneo e Foggia dovrebbero suddividersi) ma alla funzione. Una provincia senza capoluogo è un corpo senza testa o con tre voracissime teste come il mostro Barletta-Andria-Trani, che va decapitato e ricondotto a Bari.


 Il trattino di Massa-Carrara eccita l'ignoranza di milioni di italiani che dicono e pure scrivono "a Massa-Carrara", convinti che sia un'unica città. Ci si decida per Massa o per Carrara, in caso contrario si passi tutto a Lucca. Togliendo i trattini a Forlì-Cesena e a Pesaro-Urbino si risparmierà poco, giusto qualche ufficio decentrato, sempre meglio che niente. I trattini più assurdi appartengono alla provincia Verbano-Cusio-Ossola che al posto del capoluogo ha una valle e due laghi dove bisognerebbe buttare chi ha escogitato una simile insensatezza territoriale. Il trattino è il segno dell'incapacità di decidere, dello sbriciolarsi dell'autorità, della rassegnazione all'entropia. Via il trattino!


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