Farinetti è padre della reticenza

di Camillo Langone | 02 Giugno 2015 IL FOLGIO


Oscar Farinetti non so se è padre della menzogna (solo un esorcista potrebbe confermarlo), mi sembra più che altro padre della reticenza.

Nella sua ultima pubblicità compara i prezzi di Eataly con i prezzi, molto più bassi, di un’altra catena non esplicitamente citata (chissà perché mi è venuta in mente Esselunga). Dice che i prezzi differiscono essendo alcuni suoi prodotti “Ogm free”.

Spiegare che la differenza di prezzo serve a finanziare le campagne elettorali di Matteo Renzi o la scuola di scrittura di Alessandro Baricco o la bella vita del titolare sarebbe stato simpatico. In effetti nemmeno io, che compro da Esselunga mentre da Eataly nemmeno una cipolla, vorrei cenare con Caprotti: vorrei essere invitato da Farinetti che è senz’altro meno austero, più conviviale.



Ma tirare in ballo gli ogm, cibi ottenuti grazie a una tecnica pensata per produrre di più a costi inferiori, consentendo quindi anche ai poveretti di mangiare, è antipatico per non dire maramaldesco (verso i poveretti che senza Ogm non saprebbero cosa portare in tavola). Avrei preferito dichiarasse che le sue braciole di maiale e i suoi petti di pollo sono “Antibiotic free”, visto che di Ogm non è mai morto nessuno mentre di persone il cui organismo non ha risposto agli antibiotici sono piene le fosse (nel mondo 700 mila l’anno)

. Come mai in due pagine pubblicitarie Farinetti non ha trovato lo spazio per rassicurare la clientela su un aspetto così fondamentale? Che sia diventato religioso e fatalista come me, consapevole che di qualcosa bisogna pur morire?

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