Sic transeunt desideria mundi - PARTE 2

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PARTE 2

Due chiacchiere con Vittorio Messori

Per carità, non voglio perdere ore preziose tolte al sonno, ai miei pensieri peripatetici andando per Roma, né ai miei solitari studi che si faranno saggi, né ai cazzeggi su fb, né alla poesia che cerco nelle cose per raccontare storie, non le voglio perdere queste ore nell’analizzare la situazione di quel rognone estratto dal corpaccione flaccido dall’Inghilterra puritana e corrotta – come per ogni paese protestante che si rispetti – che è l’Irlanda. Sarebbe più esatto dire il fegato cirrotico dell’Inghilterra, ne avesse ancora uno sia pure conservato sott’alcol. Ma qualcosa va detta.


Saputo dell’esito referendario in Irlanda, mando una mail a Vittorio Messori. E gli dico, linkandogli l’articolo su  John Waters:IO:In questo articolo c’è tutto, c’è anche quell’idea che fu sua, reiteratamente ripetuta e sempre presa sottogamba, dell’implicita debolezza delle cristianità, dei cattolicesimi “imperiali” e “patriottici”, che si sono vigorosamente tenuti in piedi aggrappati all’idea di nazionalità, di una certa idea di nazione, dove il nazionalismo si confondeva con la fede.


E inoltre, aggiungo io, il cattolicesimo irlandese altro non è stato che una strenua opposizione al dominio politico inglese e dunque anglicano, all’anglicanesimo non perché non romano ma perché inglese, resistenza dunque allo straniero barbaro e invasore che assumeva le sembianze stesse del Male. Venuto meno questo conflitto, è venuto meno anche il cattolicesimo irlandese. Ma soprattutto: gli irlandesi, beoni e sessuomani cronici (basti pensare ai Kennedy), mai furono veramente cattolici, sempre rimasero dei calvinisti, e questo fu l’andazzo nei suoi istituti religiosi ed educativi, la peggiore specie di puritani: doppi, bigotti, spietati. Ossessionati dalla stessa idea dei loro vizi endemici, il sesso e l’alcol in primis.


Per il resto, il silenzio totale della Chiesa irlandese durante i referendum, la dice lunga a cosa servono le campagne mediatiche sui preti “pedofili”: a condannarli alla morte sociale, a distruggerne le difese immunitarie, la capacità di reazioni, intimiditi dal complesso della vergogna. Che per giunta, nel caso irlandese, è del tutto giustificato, o quasi tutto.


MESSORI:

Sin da tempi non sospetti ho sempre guardato, e scritto, con diffidenza dei “Paesi cattolicissmi “: Spagna, Polonia, Irlanda, Québec canadese. Ci metta magari anche il Lussemburgo, primo al mondo ad avere un premier che ha sposato un altro maschietto. Il fatto è che conosco la storia e so come è andata.


Per stare all’Irlanda: quando giunsero i primi missionari (i benedettini mandati da Roma da Gregorio) non ci fu neanche bisogno di predicare, meno che mai di convincere il popolo. Il sistema sociopolitico era basato su un mosaico granitico di clan dove il Capo era onnipotente. Bastò convincere a battezzarsi  quello che stava a capo della piramide e tutti gli altri seguirono a cascata. La gente non fu mai interpellata e poco o niente catechizzata, nei secoli: bapteme pour tous…


Prenda i polacchi : cattolicissimi? Certo, perché stretti tra Prussia luterana e Russia ortodossa. La religione ci entrava così poco che i più fedeli, sempre, a Napoleone furono proprio i volontari della legione polacca, pronti spesso e volentieri al saccheggio delle chiese e all’espulsione dei religiosi in tutta Europa.  Il tutto in nome della promessa del Bonaparte di concedere, chissà quando, l’indipendenza alla Polonia.


Non parliamo poi della Spagna, per carità non di patria ma di Chiesa: ne avrei da dirne, a cominciare dalla  leggenda della  Reconquista, una sòla come dite voi a Roma pari solo a quella della nostra Resistenza.


 IO:

Sto scrivendo un veloce articolo per il mio sito (ormai mi disturba interrompere il lavoro saggistico per dedicarmi agli articoli, il quotidiano al posto della storia… perché la vittoria cattolica la si vede solo “nella” storia, al presente è sempre una sconfitta), sto scrivendo, dicevo, un articolo sull’Irlanda, ha altro da dichiarare?


MESSORI:

A pensarci bene… ci metta questo, visto che mi cita il puritanesimo e le ossessioni sessuomani degli irlandesi e dei calvinisti in genere. I tèutoni alla Kasper, e alla Lutero, non hanno capito che la formula che ha permesso la durata e la grandezza della Chiesa – e che le ha permesso di diventare davvero cattolica – così suona: Saldi, anzi irremovibili, sui princìpi; tolleranti, comprensivi per l’uomo concreto. Proclamare sempre e comunque l’ideale ma non dimenticare mai le ferite che ci rendono infermi e spesso incapaci di seguire la Virtù. Solo la contraddizione è umana, la coerenza sempre e comunque è disumana e utopica.


IO:

Come sembra pensare il papa.


MESSORI:

In realtà non so se pensi questo, forse no. E stupisce che non l’abbia capito l’italo-sudamericano, per giunta gesuita, cioè formato al compromesso, all’inciucio, all’accomodamento.  Ma probabilmente lo ha ben capito però… almeno in certi discorsi, preferisce aggregarsi all’ondata egemone ossessionata dall’eticismo, della quale però si è già impossessato il Pensiero Unico con tutte le ipocrisie del caso…


IO:

Quindi il papa cerca funghi in un bosco dove già sono passati tutti i santoni del Pensiero Unico Dominante, non cavalca l’onda, semplicemente s’aggrega…


MESSORI:

Siamo comunque a dei paradossi. Nel sito di Repubblica, accanto agli esaltanti, per loro, risultati irlandesi, c’è l’omelia domenicale di Scalfari tutta tesa a dimostrare che oggi non c’è al mondo un uomo cui guardare con maggiore fiducia e da imitare per tutti come il papa. Un panegirico imbarazzante. Forse perché  papa Bergoglio sembra dargli ragione dicendo “buon pranzo” e “buongiorno”? Non del tutto, il problema è più complesso, direbbe un vecchio sessantottino.


IO:

Ma stiamo vivendo una rivoluzione, e il primo nemico della rivoluzione è la Chiesa: si può attaccarla oppure farsela amica.


MESSORI:

Quanto a questo, beh, ci vorrebbero libri. E alcuni li ho già scritti… Tenga presente che, nella storia, una sola rivoluzione ha avuto successo duraturo e crescente: quella sessuale. Che è anche questa. È chiaro: le altre fanno appello alle virtù, la rivoluzione sessuale al desiderio che diventa presto vizio. Per questo non poteva non vincere e passerà di trionfo in trionfo.


Termina lo scambio di vedute con Messori che mi dà delle “curiosità” sulla croce celtica degli irlandesi, che alla fine dopo tante ipotesi le più mistiche ed esoteriche, altro non risulta essere che una sintesi degli strumenti di navigazione che quel popolo di pescatori adoperava avventurandosi in mare. Tanto rumor per nulla…


Abbattere il Bastione


Io so, io so come andrà a finire: so ma non voglio immaginare, epperò conosco troppo bene la storia e le sue costanti per non immaginare già. Io so. Ma soprattutto so chi è il vero nemico di tutti quanti, del quale non si osa ancora apertamente svelare il nome. Io so. Io so il nome del Bastione diroccato contro cui infine all’unisono tutti punteranno i cannoni per abbatterlo una volta per tutte, pur dipinto da tutti costoro come ormai socialmente irrilevante – e a guardare cattolici e gerarchia è così: irrilevante. Eppure tutti si stanno schierando misteriosamente contro a cannoni spiegati. Non è più questione di “se”, ma di “quando”. Quando si darà la parola d’ordine fatale: “fuoco!”. Come sarà?


Ma intanto sappiamo cosa è: è una sfida a Dio per cancellarlo, una guerra totale alla sua incarnazione, Cristo e il cristianesimo per farne strazio, e alla sua sposa mistica, la Cattolica, per distruggerla. Sì, è lei il Bastione. Lei il nemico finale del quale ancora non si osa svelare il nome. È lei il “nemico pubblico n°1” dell’Occidente.


Basta dare un’occhiata a qualsiasi manifestazione per i “nuovi diritti”, ossia per le priorità dell’agenda liberal-radicale, pure un qualsiasi gay-pride, polli in batteria prediletti per le sperimentazioni ideologiche dei signori del mondo: anche se si svolge in un paese protestante, le invettive dei manifestanti, i cartelloni sono tutti rivolti con livore contro la Cattolica, contro i papi, che nessun potere hanno sulle loro vite e coscienze. Fateci caso e osservate: tutti i guru di queste genti, fossero anche star dello spettacolo, non fanno altro che esibire le immagini più sante e venerabili per i cattolici per profanarle e cospargerle di sacrilegi, sovente di liquami viscerali. Per far dispetto a chi?


La pietra angolare si fa pietra d’inciampo


Ma qualcosa ancora resiste dinanzi alla marcia trionfale del Pensiero Unico Dominante che non tollera dissensi, e questo è inaccettabile per l’establishment radicale che vuole regnare incontrastato sul mondo tant’è che ad uno a uno sta eliminando ogni corpo intermedio che li separa dalla vita e dalla coscienza delle persone: vuole governare oscuro e grigio direttamente sul corpo delle persone, sui pensieri, le opinioni, il sesso, il cervello, il cuore, la pancia: d i r e t t a m e n t e!


E’ per definizione, secondo i tecnicissimi manuali di scienza politica, un nascente “totalitarismo”, non dispotismo, badate: TOTALITARISMO. Ossia annullare l’uomo così com’è e crearne uno tutto nuovo, l’uomo nuovo, ideologico, roboticamente funzionale ai piani della casta, della lobby, del pensiero dominate, del Grande Despota Senza Volto e Nome che va stagliandosi con la sua ombra grigia sull’Occidente, moderno Moloch. Ma c’è un “piccolo inconveniente” che gli sta facendo perdere tempo… un intralcio lungo il cammino dell’unanimismo!


Quella pietra angolare nel Bastione, che è la sua dottrina non ufficialmente smentita, è quella la pietra d’inciampo per i signori del mondo: costoro sanno che finché non sarà cavata via, bloccherà la loro definitiva vittoria, faranno capitomboli, perché un potere che vuol essere universale e regnare incontrastato sul mondo deve avere dalla sua parte tutte le opinioni, ogni consenso e nessun dissenso.


Cedute in Occidente l’una dietro l’altra tutte le dighe, a cominciare dalle denominazioni protestanti dissolte nell’acido della religione civile e ridotte a claque della secolarizzazione se non a sue avanguardie, c’è ancora però lungo il cammino trionfale che porta il Pensiero Unico verso l’Olimpo del ritorno agli antichi dèi pagani, quella sola pietra lì e non lo possono tollerare, onde il livore che schiuma bava velenosa: la dottrina cattolica. Che denuncia la loro orrenda contraddizione. Che sta lì incuneata nella terra a ricordargli di quanto sono vani e votati al disastro e poi al fallimento le rivolte dell’uomo contro Dio: la storia lo dice. La verità scomoda, va rimossa, come pietra d’inciampo.


La Grande Scimmia di sempre


Pio VII, di Giovanni Gasparro
Non gli interessa che ci sia una Chiesa e un papa, ci stiano pure, non ne sono turbati oltremodo: purché svuotati delle cose vitali, come un esotico e raro uccello eviscerato e impagliato nei musei naturalistici; non gli importa questo. Gli interessa il fatto clamoroso che questi papi, questa Chiesa, Roma all’interno preservino la purezza del Verbo, attraverso il Depositum: dottrina e magistero. E non lo mollino versandone il contenuto nelle fogne: finché qualcuno si rifiuta di riconoscere come errore o almeno come verità superata una Verità che si vuole assoluta ed eterna, le verità relative con le quali si vogliono rimpiazzarla non potranno mai avere tutto per sé il trofeo.


Ma Roma resiste come un Bastione diroccato, resiste da secoli misteriosamente, insieme ai più poveri figli della Chiesa e ai cattolici dell’ultima ora, i convertiti: i cattolici africani, qualche asiatico, gli orientali, resiste persino all’Islam a costo di versare il suo sangue. Lo zoccolo duro che manda in bestia il Pensiero Unico è questo. Resiste. È il solitario, residuale  dissenso – non della “Chiesa”, ché la “chiesa” in gran parte è omologata: di una frazione di essa, lo zoccolo duro appunto – che li separa dall’intronizzazione al posto del Dio detronizzato.


“Dio detronizzato”: bip-bip-bip, allarme allarme! Se c’è fumo c’è fuoco: capite? Capite ora che dietro tutto questo c’è Lui e solo Lui: l’Antico Avversario che vuol farsi Dio e non potendo conquistare i cieli vuole la terra per essere adorato nel disprezzo del vero Dio? E’ la Grande Scimmia di sempre, e tutto quel che fa è rivoltato, scimmiesco appunto, imitazione deforme di ciò che è stato creato da Dio: cos’è, ad esempio, il “matrimonio” gay se non l’imitazione scimmiesca e sacrilega del matrimonio tra “uomo e donna” sacramento di Dio?


Emblematiche le parole, e sarebbe da dire le profezie della più grande e completa testa femminile apparsa nella storia della Chiesa, Ildegarda da Bingen, mistica, veggente, profetessa, teologa, “alchimista”, erborista, medico… tutto: “E infine si arriverà a proibire il matrimonio cristiano”. Lo diceva quasi un millennio fa, guardando, lei che sapeva “vedere” lontano, ai secoli futuri. Presto, in Europa, si arriverà a questo, e poi ovunque.


Il “nemico del popolo”: la Chiesa


Ogni rivoluzione deve detronizzare e decapitare qualcuno, il capro espiatorio per poi giungere, quando si sentiranno abbastanza forti, al vero “nemico della rivoluzione” e “del popolo”: che è sempre uno: il Dio di Cristo, nella sua incarnazione terrena, la Chiesa di Roma. Pietro.


Fateci caso: le rivoluzioni partono “parlando d’altro” ma poi invariabilmente arrivano a quello che era il loro segreto e vero fine: sradicare il Cattolicesimo.


La prima rivoluzione fu quella Luterana, e quale fu il suo scopo?


La seconda fu quella Francese e dove andò a parare sino a Napoleone che rapisce persino due papi?


La terza fu quella comunista e contro chi si scagliò infine essendo che già nelle sue premesse si parlava di “religione come oppio dei popoli”?


Poi la quarta, quella sessuale, l’ultima, iniziata nel ’68 e che stiamo vivendo nel suo parossismo prossimo a diventare estremo: partita dalla demolizione della figura cristiana di donna esaltandone il modello opposto, sino al gesto emblematico della recisone del cordone ombelicale con l’aborto che nega alla radice la natura stessa della donna contrapponendo madre e figlio dopo che col divorzio si erano contrapposti uomo e donna, si è giunti infine al regolamento di conti che avevano in pectore sin dal primo momento: quel che resta della Chiesa Cattolica contro tutti quanti, Chiesa contro “popolo”, cattolicesimo contro “diritto”. Poco ore prima di affacciarsi alla Loggia, il cardinale Ratzinger l’aveva inquadrata con precisione chirurgica: Dittatura dell Voglie. E ne ha sperimentato sulla sua pelle, col martirio e l’oltraggio quotidiano, la sua violenza e potenza.


E non hanno, stavolta che sanno essere la battaglia campale e finale della quadruplice rivoluzione mirata alla scristianizzazione totale che dura da 500 anni il 2017, non hanno alcuna intenzione di perdere. E non risparmieranno di usare tutte le armi a loro disposizione: a Sud ci stanno riempendo di musulmani in nome dell’ “accoglienza” alla quale attivamente e senza discernimento collabora la Chiesa in disarmo; a Nord calano la scure del legalismo disegnato a loro immagine e somiglianza. Una incudine dentro la quale, secondo i loro propositi, a breve, Roma dovrebbe restare schiacciata. E capitolare.


Intanto se a Sud vibra la mannaia di Maometto, a Nord tintinnano le manette. Tra poco l’unico crimine internazionale sarà l’aderire pubblicamente al cattolicesimo, e questo va bene al Pensiero Unico Dominante, e al suo bestione da soma e braccio armato, l’Islam. L’Occidente non sottovaluta affatto la sua capacità di dissolvere nel solvente della secolarizzazione i giovani islamici che emigrano in Occidente: sa fin troppo bene l’occidentale che l’islamismo altro non è che un altro legalismo non una fede, e i principi dei legalismi agnostici sono gli occidentali: sanno quali tasti toccare per neutralizzarlo alla bisogna. Uno: corromperlo con i suoi vizi, e nessuno è più ricettivo ai vizi occidentali degli islamici.


Fiat!


Finché la Chiesa di Roma non smentirà in via ufficiale, attraverso i supremi vertici i suoi assiomi sulla morale, i suoi “dogmi” per dirla alla Clinton, non potranno montare quell’ultimo gradino che li separa dal più grande e assoluto dei poteri che supera ormai le antiche contrapposizioni partitiche sicché tutti, destra centro e sinistra, ci stanno dentro: manca solo lo zoccolo duro della Cattolica. Ecco perché con ogni mezzo blandiscono papa Francesco: sperano che da lui arrivi la “parolina” liquidatoria che agognano. E dipendesse da Bergoglio,  verrebbe anche magari – del resto sta venendo da tutti i suoi grandi elettori – ma ahiloro, dietro Bergoglio ci sono Gesù e Maria.


Gli serve una parolina soltanto da parte di Roma: “Fiat!”. Come per dire “avete vinto voi: sbagliavamo noi!”. Stanno portandosi dietro l’uno dopo l’altro i vescovi e cardinali di mezzo mondo, ma i vescovi sono solo colonnelli alla periferia dell’ex impero cattolico: gli servono i comandanti in capo. Quelli che hanno le mani sul Deposito esplosivo e possono farlo saltare in aria inserendo il codice che è la “parolina” chiave. È una guerra di logoramento per arrivare al centro della battaglia: Roma. Irrilevante, dicono. È vero. Irrilevante per l’opinione pubblica, certo, per i poteri forti, assolutamente! Ma nel suo scrigno conserva una misteriosa forza, una parola chiave capace di spalancare le ultime porte proibite laddove ci sono i liones, superati i quali c’è l’una e l’altra chiave del regno.


Lucifero, perché è di lui che stiamo parlando, offre alla Chiesa come offrì a Gesù nel deserto la gloria del mondo, in cambio di un atto di adorazione, di un “fiat”. Ma Gesù scelse la croce. È l’unica strada per la Chiesa.


Il grande Segreto


Ma io voglio rivelare alla Chiesa un piccolo segreto, nel quale ci metto tutto il mio disincanto, il cinismo e il realismo politico che ho imparato (ma guardate un po’!) proprio alla scuola radicale, durante la mia lunga militanza a sinistra, le rivelo questo segreto sperando che qualcuno ne faccia tesoro.


Sai tu Chiesa perché ti odiano tanto? Perché sanno che dentro il tuo cuore custodisci le chiavi del regno.


Sai tu Chiesa perché ti vogliono a tutti i costi o corrompere o abbattere? Perché sanno che senza il tuo permesso non possono mettere le mani sul tuo tesoro, le due chiavi del regno per chiudere il paradiso e aprire le porte dell’inferno affinché i demoni regnino sul mondo adorati “come Dèi”.


Sai tu Chiesa perché sono resi sempre più nervosi dalle tue parole reiterate e ormai persino dai tuoi silenzi estenuanti? Perché sanno inconsciamente che il tempo stringe prima che il mondo si stanchi e solo tu puoi pronunciare la famosa “parolina” magica, poiché in definitiva a Pietro è stata data facoltà di legare e sciogliere, ma anche perché con la resistenza di una particola soltanto del tuo santo corpo sei testimonianza vivente delle parole terribili che fanno tremare i demoni, “non prevalebunt” e se Pietro non fa l’atto di “adorazione” che Cristo stesso rifiutò, tutto presto per loro sarà perduto; certo, ci sarà un calvario, crocifissione, ma sarà solo la rabbia e la vendetta trasversale per il presagio di resurrezione inscritto in ogni globulo rosso versato dai cristiani, non un sadismo di vincitori.


E infine, sai tu Chiesa qual è il segreto più grande di tutti e che li fa rabbrividire al solo pensiero che tu possa accorgetene? È resistere, resistere, resistere, contro tutto e tutti. Perché, paradossalmente e misteriosamente, sei a un passo soltanto dalla vittoria proprio nel momento in cui sembra che si sfiori il fondo dell’abisso: la vittoria dei tuoi nemici, del Pensiero Unico Dominante, sta tutta lì, nell’ottenere un “fiat” da te, un solo atto di adorazione, una parolina basta, prima che sia troppo tardi per loro. Il riconoscimento.


Questo vogliono. Senza il tuo riconoscimento non avranno pace, perché persino nella loro coscienza è inscritta la nozione di bene che si manifesta trasfigurata e deformata sotto sembianze di odio anticattolico, di persecuzione, perché solo così possono ancora convincersi che sei tu a sbagliare, che non è male ma “bene” quel che hanno in testa. E’ un meccanismo ossessivo-aggressivo di rimozione il loro: nemmeno loro, che hanno ceduto a Satana, signore del mondo, sono del tutto perduti. Satana si sta giocando il tutto per tutto, persino i suoi stessi volenterosi operai e carnefici.


Il grande segreto è questo, o Chiesa, sappilo: Roma deve resistere saldissima nel suo “Niet” a ogni prezzo ancora per un poco. Dopo, avrà vinto. Perché le porte dell’inferno non avranno prevalso. Tu, Roma, hai già vinto, e non lo sai…


Ma quanto costa la vittoria, o Dio che sposti sempre gli ostacoli e ci fai nomadi e perseguitati, traditori e martiri, apostati e confessori della tua Verità, Giuda e Pietro e Giovanni!


Il cuore mi dice nell’Anno 2017: centenario di Fatima, 500° dell’inizio dell’ininterrotta rivoluzione come rivolta contro Dio e la sua Chiesa che da Lutero è giunta oggi sino a Obama, dopo essere passata per Robespierre e Napoleone, Marx e Hitler.


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