CHI DI VITALIZIO FERISCE, DI CASTA PERISCE!

DAGOREPORT 12/5/2015

- I SENATORI, INFURIATI PER IL TAGLIO (FINTO) DELLE PENSIONI, COMINCIANO A SCAVARE NELLE SPESE DI PIERO GRASSO, .....


Attenzione! Dove sono andati a festeggiare, i nostri prodi tagliatori di vitalizi, la loro (ridicola) vittoria contro i soldini erogati dallo Stato ai condannati del parlamento italiano? 


Eccheqqua: Grasso e Boldrini, reduci dal congiunto sforzo del (finto) taglio alle pensioncine di cui sopra, sono partiti insieme per il Portogallo. Obiettivo: parlare di Mediterraneo coi loro colleghi europei. E di immigrazione, magari, già che c’erano.


Senza magari, senza se, e senza neanche un forse, a Roma, appena quelli hanno girato l’angolo, in Parlamento è invece iniziata la caccia alle loro spese pazze. Per la serie: chi il vitalizio ferisce, di casta perisce.


Della Boldrinova già si sa tantissimo: accusata, e a ragione, di spendere e spandere in comunicazione, oltre che per l’uso a fini personali della struttura stampa della Camera, è già stata pizzicata per la siepe tutela-privacy nella villa marchigiana, per la blindatura dell’appartamento romano, per il moroso portato in gita (con volo di Stato) ai funerali di Mandela in Sudafrica.


Ma è contro il santo Grasso di nostro Senato che è partito il lancio dei coltelli più affilati.  L’assaggio è stato una lettera, rigorosamente anonima ma di chiara provenienza Pd, che, non appena il presidente del Senato è decollato verso Lisbona, è atterrata su vari super-tavoli della politica italica, da Renzi a Mattarella. E che diceva la letterina? Innanzitutto ricordava lo spergiuro di Grasso, che a inizio legislatura aveva rinunciato, con pubblico proclama, all’uso dell’appartamento di palazzo Giustiniani storicamente riservato alla seconda carica dello Stato.


Dopo poche settimane, per contentare la sora Maria, l’onnipresente consorte, il buon Grasso aveva già fatto le valigie e lasciato l’abitazione privata per piazzarsi, a spese nostre, nel domicilio in prossimità di palazzo Madama. Dove sono in servizio i cuochi del Senato, i camerieri del Senato, il personale di pulizia del Senato, oltre ovviamente agli autisti e alle scorte, che viaggiano su auto super-blindate appositamente acquistate dal Senato …


Ma quanto ci costano, insomma, questi coniugi Grasso?

Sono secoli che Laura Bottici, la questora a Cinque Stelle, lo chiede ai ragiunatt di Villa Arzilla. Mai che le diano una risposta. Mai. Però qualcosa, in questi giorni avvelenati, finalmente comincia a filtrare. Per esempio: i viaggi dei Grasso. Mitici. All’estero. Mai si era vista coppia senatizia viaggiare tanto e con tanta passione. Infatti tra gli ambasciatori italiani qualcuno si è già storto, e pare anche molto. Colpa del cosiddetto consigliere diplomatico del presidente Grasso, un certo Aitala Rosario, che nemmeno è un diplomatico.


Tanto per cambiare, è un magistrato (siculo) di cui gli stessi colleghi ignorano esattamente la carriera, a parte un incarico dalle parti di Trapani. Poi si è infilato in quella terra di nessuno – nel senso che nessuno controlla chi faccia davvero che cosa, e con quale stipendio – che sono le consulenze e gli incarichi di studio per i magistrati distaccati presso le organizzazioni internazionali. Aitala era distaccato da così tanti anni, dieci! (ultimo roboante incarico pervenuto: esperto giuridico del ministero degli Esteri presso la Rappresentanza permanente d’Italia a Vienna), che avrebbe assolutamente dovuto rientrare in servizio più o meno all’epoca in cui Grasso è diventato presidente del Senato.


O così, almeno, stabilisce la nuova legge anticorruzione: il termine massimo previsto per gli incarichi fuori dalla magistratura ordinaria è di cinque anni. Ma si poteva lasciare l'ex procuratore di Palermo e neo-presidente di Villa Arzilla senza un suo personale «consigliere per gli affari internazionali»? Non sia mai! Il Csm gli ha prolungato il fuori ruolo (e il doppio stipendio?) apposta per permettergli di assistere il nostro presidente come diplomaticamente gli era più utile. Cioè viaggiando.


E’ Aitala, infatti, a costringere ambasciatori e consoli a inventarsi visite improbabili e imprevedibili, che però gli consentono di portare la coppia Grasso in giro per il mondo, a vedere con i loro occhi le tante meraviglie del creato.


Ma più degli ambasciatori, chiariamolo, sono i parlamentari oggi a essere fuori di sé: ma come, dicono, quello a noi taglia tutto e a lui si concede di tutto? Sembra che qualcuno abbia cominciato perfino a indagare, e a riferire in giro, sul lunghissimo viaggio della coppia Grasso (e relativo staff) in Argentina. Altre trasferte, come Beirut, Praga, Israele e Palestina, sono già nel mirino dei corvi. Basta solo che qualcuno scopra che il presidente viaggia in business class, con tanto di accumulo di miglia-premio… e sai quante altre lettere al vetriolo partiranno?


Nell’attesa, un piccolo dubbio: perché la Boldrinova è tornata dal Portogallo senza Grasso, e ben prima di Grasso? Ah, saperlo… Buone vacanze a tutti!



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