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ANTIDOTI

RINOCAMMILLEI.COM APRILE 2015


ANTIDOTI

ATTORI

Se guardate le interviste di Vincenzo Mollica o gli extra dei dvd, fateci caso, non c’è attore che non esordisca dicendo che nel girare il film si è divertito moltissimo.

Anche se si trattava di una fiction in cui veniva descritta la morte terminale di sua madre.

Invariabilmente, le seguenti dichiarazioni non mancano mai: il regista è stato straordinario, il cast eccezionale, ci siamo divertiti moltissimo sul set. Un mestiere così esilarante, si capisce perché tutti vogliano farlo. Per gli altri il lavoro è fatica, provare per credere.

Chiedete a un operaio, a un ingegnere, a un prete, a un idraulico, a un carabiniere: scusi, lei si diverte? A una domanda del genere, come minimo si sentirà preso in giro e sarà già tanto se non vi manderà a quel paese in malo modo.

Chiedetelo anche a quelli che guadagnano bene, a un magistrato, perfino a un politico. Insomma, c’è solo una categoria che fa un lavoro spassoso: gli attori di cinema.

Chissà perché alcuni di loro si suicidano, devono disintossicarsi ecc. ecc. Boh, misteri della decima musa.


LIBERAZIONE|

Nel Settantesimo della Liberazione, a furia di vedere film e documentari, riflettevo: l’Italia, profilandosi la mala parata, scelse di passare con gli americani perché non voleva farsi comandare dai tedeschi.

Come leadership, meglio gli americani, certo. Oggi gli americani comandano sull’Occidente. E i tedeschi sull’Europa. E pensare che il nostro inno nazionale se la prende con l’Austria…


GOMORRA

Robi Ronza, su La Nuova Bussola Quotidiana del 9 aprile 2015, ha commentato il rapporto annuale della Guardia di Finanza: «In un Paese come il nostro, che ha quasi 61 milioni di abitanti, le Fiamme Gialle hanno scoperto 8 mila evasori totali, e hanno denunciato 13.062 persone delle quali 146 sono state arrestate. Altro che “Gomorra”, fiscalmente siamo un popolo praticamente immacolato».

Eppure, l’emergenza evasione viene pompata continuamente come il problema numero uno. Fin dai tempi di Craxi («Io pago le tasse, e tu?», slogan governativo di allora).


CHARLIE

Siamo tutti Charlie tranne quando c’è da dividere? Se lo sono chiesti in quindici, tra i dipendenti del settimanale satirico parigino «Charlie Hebdo», e lo hanno proclamato il 2 aprile 2015 su «Le Monde». «Charlie Hebdo», infatti, appartiene per il 40% agli eredi dell’ex direttore Charb, ucciso nell’attentato di tre mesi prima.

Un altro 40% è del vignettista Riss, il restante è del direttore generale Portheault. Il punto è che il settimanale, per via dell’attentato, ha raggranellato ben 30 milioni di euro tra abbonamenti, donazioni e aiuti.

Come direbbero i napoletani, nu’ puzz’e rinàri…


TOGNI

Paolo Togni, nella sua rubrica settimanale sulla Nuova Bussola Quotidiana, ha citato Alexis de Tocqueville, che in un lettera del 1843 scriveva: «Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l’uomo di quella di Maometto.

A quanto vedo, l’Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e, benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi, le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose.

Per questo, rispetto al paganesimo, considero l’Islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso».


PETROLIO

Negli anni Sessanta mi hanno fatto una testa così perché le risorse non sarebbero durate per sempre, soprattutto il petrolio si stava esaurendo. Notizia del 31 marzo 2015: «Il mondo è saturo di milioni di barili». E il prezzo è pure in picchiata. Cinquant’anni dopo.


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