San Marco, ti leggo sempre

di Camillo Langone | 25 Aprile 2015 IL FOGLIO


San Marco, io oggi festeggio te e in questo sono coerente, ti ho sempre letto, ti leggo sempre, e ciò che hai scritto ogni tanto cerco perfino di metterlo in pratica.

Ma chi oggi festeggia la Liberazione come concilia il plauso a chi sparava sull’invasore tedesco con l’inerzia verso la Sottomissione che arriva dal mare?

Non lo sa che quei barconi a maggioranza maomettana portano in Italia un futuro di donne velate, campane mute, presepi in soffitta, censure e autocensure artistiche e giornalistiche, menù pieni di tabù?



Non lo sa che la teoria dominante secondo la quale dobbiamo accettare di essere lo sfogatoio di popoli più fecondi ricorda quella del Lebensraum, spazio vitale, contenuta nel “Mein Kampf”?

C’è un’assonanza fra immigrazionisti e nazisti: l’idea che i più prolifici hanno diritto a invadere e opprimere i vicini è squisitamente hitleriana.

Dove sono oggi in Sicilia i volontari della libertà?

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