Se la scienza corteggia la poesia

6/7/2012 di Marcello veneziani per Il Giornale

 La particella di Dio, la memoria dell'acqua, la ghiandola del­l'amore, il gene dell'immortalità. La scienza insegue il mito, la religione, la fantasia, la poesia


 E a volte ritrova im­pensate consonanze, trame del desti­no, connessioni inaudite. Di solito non sono gli scienziati a battezzarli in quel modo. Sono miracoli del linguag­gio, a volte illusioni lessicali. La scien­za non trova Dio né la prova della sua inesistenza, non pesca i ricordi nel ma­re, come fanno i poeti, non dimostra scientificamente l'amor che muove il mondo e le stelle, unisce e procrea; e non scopre l'immortalità, al più la leg­ge dell'invecchiamento a cui può op­porre resistenza, ma non cancellarla.


Higgs non ha scoperto Dio, come Darwin non scoprì la sua inesistenza. La scienza spiega, ripara, ritarda e alle­via. Non offre soluzioni per l'eternità, non svela sovrumane Verità. Se cerchi Dio non lo trovi studiando e sperimen­tando; lo trovi scommettendo, con la mente tesa e il cuore aperto. Così l'amore, così i ricordi. Grandiosa appa­re tuttavia la scoperta del bosone: allu­de a un ordine, evoca un'intelligenza. È bello stupirsi come vecchi bambini di fronte ai misteri dell'universo sfiora­ti dalla scienza e fioriti nella poesia. Polvere di stelle.

(Sipario storico-grottesco. La parti­cella di Dio fu scovata da Mussolini ol­tre 100 anni fa. Si chiamava Claudia Particella, ed era considerata la Parti­cella di Dio perché Amante del Cardi­nale. Romanzo storico commissiona­to da Ce­sare Battisti al compagno anti­clericale Benito Mussolini, pure lui già esule in Svizzera...).


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