Dialogo con Voris, leader della tv cattolica americana - PARTE 2

La Chiesa militante è laica: un dialogo con Voris, leader della tv cattolica americana - PARTE 2


L’inferno esiste ancora


Il Cardinale Dolan flirta col mondo
Verissimo. Lo posso testimoniare io stesso da (ri)convertito, che sa esattamente cosa significhi stare dall’altra parte e credere, o fingere di credere, nelle cose sbagliate. E devo testimoniare che là fuori c’è un’intera generazione di giovani che ha avuto la stessa esperienza, ed è qualcosa che dà speranza.


Vedi, il Signore non abbandona mai la Sua Chiesa. Lascia che le persone seguano il proprio corso. Ci riflettevo oggi vedendo Dolan sfilare nel suo abituale tripudio di giovialità e mi sono detto per un attimo: “Ma sei matto?


Ti rendi conto che mentre fai questo, pochi giorni fa Padre Hesburgh [presidente-imprenditore della un tempo cattolica Università di Notre Dame, ultraglorificato da un mondo che lo ha visto coprire anche la carica di presidente della cattolicissima Rockefeller Foundation. Qui il Vortex realizzato da Voris dopo la sua dipartita, nda] è appena morto?” Morto impenitente. Non posso dire dove si trovi ora, ma se in qualche modo si segue il flusso logico delle cose non si può escludere la possibilità che si trovi all’inferno.


Ché poi è questo, al contrario di quel che dice Padre Barron, il solo destino che ci accomuna tutti: la possibilità di finire laggiù a meno che non ci pentiamo prima di morire. E non è altro che quel che la Chiesa ha insegnato per duemila anni.

Diciamo più o meno fino agli anni Cinquanta del ’900, quando l’insegnamento è stato cambiato.


Bisogna ri-cristificarsi, altroché


Il Venerabile Fulton J.Sheen, insuperabile maestro di apostolato per Voris.
Eppure in quegli anni insegnava e predicava anche un certo Fulton J.Sheen, il quale parlava della necessità di una “ri-cristificazione”, in primo luogo nella prospettiva di molti uomini di Chiesa.


E proprio in quegli anni, per dipingere a tinte forti la crisi di cui aveva completa e profetica consapevolezza, l’Arcivescovo Sheen disse che prima della fine del secolo altri paesi avrebbero inviato missionari a convertire gli Stati Uniti. Va poi notato che, riguardo a questo paese, l’origine della crisi va ricercata all’inizio del Ventesimo secolo. Quarant’anni prima della rivoluzione sessuale, il laicato cattolico veniva preparato all’incendio da una fede non vibrante. I cattolici conoscevano la pratica della fede compiendola molto più di quanto la praticassero amando per davvero la fede.


Ed ora, oltre quarant’anni dopo il Concilio, ecco i risultati. Negli anni ’50, la frequenza di partecipazione alla messa era del 75%. Io però trovo errata questa idea di guardare indietro a prima del Concilio come ad una sorta di età dell’oro della Chiesa in America. Sicuramente era quel che appariva in superficie e non contesto che in diversi luoghi del paese la cosa non fosse solo superficiale, ma in moltissimi altri posti i segnali di pericolo c’erano già tutti.


Ed è questo che l’Arcivescovo Sheen diceva, perché il suo viaggiare per tutto il paese lo portò a mettere insieme i pezzi e comprendere il quadro.


E quale fu il fattore scatenante dell’incendio che si preparava?


Come dicevo, lo stoppino origina dall’inizio del secolo e il fiammifero che l’accese fu il controllo delle nascite. Il momento in cui la pillola viene introdotta nel quadro è stato come gettare un fiammifero sulla legna secca. Sono davvero convinto che quel momento ebbe molto più a che fare col collasso della fede che le interpretazioni sbagliate seguite al Concilio. Il disastro della fede negli Stati Uniti va ricercato nella contraccezione.


Ma il passato non era tutto rose e fiori…


Un’istantanea di vita cattolica americana negli anni ’50.
Fu una scintilla che ebbe lo stesso impatto anche nel collasso della fede in Europa?


In qualche modo l’Europa aveva già subito un certo collasso filosofico. Ad esempio, la frequenza di partecipazione alla messa in Francia prima del Concilio era del 40%, per cui la fede stava già venendo erosa per svariati motivi, fra cui anche il complicato rapporto tra Chiesa e Stati che è un problema sconosciuto agli USA. Dunque si tratta di un pedigree di crisi molto differente.


La baby-boom generation del Dopoguerra crebbe nell’idea che “sono americano, prima di essere cattolico” (il che è anche il motivo per cui J.F.Kennedy dovette in pratica fare a pezzi il proprio certificato di battesimo davanti ad un gruppo di ministri battisti durante le presidenziali del 1960).


Le persone accettavano quell’idea, perché i cattolici americani degli anni ’40-’50 erano una sorta di pecore ottuse che facevano solo quello che veniva loro detto di fare. Non pensavano, e molti di loro non amavano la fede. Le percentuali di conversione ed ingresso nella Chiesa in quel periodo non sono nulla di che. Insomma, l’impressione corrente che tutto allora fosse positivo è dovuta al fatto che ciò che abbiamo è talmente negativo che qualunque altra cosa risulta positiva. C’è quest’espressione che dice: “Nella terra dei ciechi, l’uomo con un occhio solo è re”. Questa è la situazione attuale.


Love is love (osservare come sotto questo slogan, accanto a situazioni ordinarie, vengano sdoganati come ordinari anche i matrimoni omossessuali e l’efebofilia).
Dunque bisogna stare attenti a cadere nella tentazione di dipingere troppo facilmente il passato a tinte rosa e dorate?


Le cose dal punto di vista della fede erano certamente migliori di adesso, specie nella misura in cui le opportunità di far avanzare la fede erano molto più grandi. Si era nel contesto di una cultura che, almeno riguardo alla morale sessuale, era cattolica persino, inconsapevolmente, per i protestanti. C’erano sì i divorziati risposati, ma certo non multiple volte, oppure non c’erano fantastilioni di gravidanze extraconiugali.


Negli anni ’30 il controllo delle nascite inizia ad essere accettato nel mondo protestante ed impiegherà trent’anni per farlo in quello cattolico. E con l’avanzare della mentalità contraccettiva a grandissima velocità nell’America protestante, allo stesso tempo i cattolici cominciavano ad affiancarsi all’andazzo, finendo con l’unirsi ad una cultura già in fase di collasso. Ecco perché anche noi cattolici siamo crollati. La Chiesa americana si è sposata allo spirito del tempo, ed è per questo che oggi persone che dicono “hey, facciamo sesso tra di noi fra persone dello stesso sesso” salutano sfilando davanti alla cattedrale di San Patrizio.


La fine dei tempi?


Chesterton. Ha parlato di fine della Chiesa.
So che è una pratica pericolosa che rischia di portare verso le derive di certe denominazioni protestanti, ma credi che in qualche modo questo disastro possa essere letto alla luce di quel che si dice nelle Scritture sulla fine dei tempi? Stiamo assistendo all’abominio della desolazione di biblica memoria?


G.K.Chesterton osservava che la Chiesa è morta in cinque diverse occasioni nella storia. Non so se si tratti della fine del mondo, ma di sicuro della fine di una civiltà. E non credo che solo quella cristiana, ma quella che tradizionalmente siamo abituati a percepire come civiltà occidentale stia giungendo al termine. E’ davvero vicina al collasso totale che non voglio dipingere nei termini apocalittici classici che mostrano i barbari alle porte, che è come accadeva un tempo. Le civiltà erano grandi imperi militari che ad un certo punto si indebolivano e venivano attaccati.


Oggi non andrà così, con un crollo identificabile con un preciso avvenimento storico, tipo la fine dell’Impero Romano. Credo che ci siamo dentro ora, ci siamo stati già per i passati vent’anni e ci troviamo nel mezzo di una transizione che non avrà un momento distinguibile, ma si svilupperà costantemente. Verso cosa di preciso, non lo so, ma essendovi in ballo l’opera di Satana so di certo che non sarà tenera con la Chiesa.


Anche Joseph Ratzinger ha profetizzato sulla Chiesa.
Che è un po’ la nota profezia di un certo Joseph Ratzinger, che alla fine degli anni ’60 profetizzò che, in poche decine di anni, la Chiesa si sarebbe ridimensionata ad una chiara minoranza di fedeli ancora aggrappati all’integrità dei suoi insegnamenti.


A dirla tutta, per come la vedo io, si può dire che ciò sia già accaduto. Credo che ora ci sia solo da occuparsi degli ultimi dettagli, come chiudere certe parrocchie, venderle, ecc. e spogliarsi di tutte le cose che non servono più. Di certo non degli insegnamenti, ma per il resto è come fare le grandi pulizie di primavera: è tempo di liberarsi di un sacco di cose inutili e trasferirsi in una casa più piccola.


E questo sta accadendo ora. Negli ultimi otto anni solo qui a New York sono state chiuse circa un centinaio di parrocchie.


L’america latina: baluardo del cattolicesimo? Non proprio


Preghiere sudamericane. La fuga dei cattolici verso le sette protestanti lì è un fenomeno molto vivo.
In effetti sono numeri sbalorditivi, specie se si pensa alla massiccia immigrazione dai paesi latinoamericani. Molti hanno ancora quest’idea dell’America latina come baluardo del cattolicesimo su questo continente, ma è una cosa che sostanzialmente non corrisponde più a realtà.

Sì, in effetti il 40% dei latinos non sono cattolici, e del restante 60% cattolici parecchi cambiano nel momento in cui arrivano qui, se non l’hanno già fatto prima.


E in che misura pesano fattori esterni come il finanziamento di sette evangeliche in tutta l’America del Sud proprio nel caso dell’abbandono della fede cattolica da parte di molti latinoamericani o come, al netto di certi complottismi grossolani, la stessa inesausta opera della massoneria nel tentativo di liquidare la Chiesa?


La massoneria europea ha tentato di costituire il proprio potere in vari paesi, dall’Italia con Garibaldi alla Germania di Bismarck passando per la Francia fino alla Russia della rivoluzione bolscevica. Il problema è che tutte queste nazioni si trovano geograficamente sulla stessa massa continentale e, alla fine dei conti, ognuna nelle proprie diversità voleva acquisire la prevalenza.


Negli Stati Uniti invece i massoni hanno trovato la pentola d’oro perché hanno avuto un lungo periodo a disposizione per fomentare le loro aspettative qui mentre i conflitti accadevano dall’altra parte dell’oceano. Fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale nessuno dei loro piani poteva essere indebolito, e gli USA sono poi divenuti una potenza mondiale. E la massoneria non si è dovuta preoccupare di annacquare se stessa nell’atto di essere importata negli USA. Questo paese oggi è Roma, la Roma imperiale.


I nostri tentacoli sono dappertutto e la potenza tecnologica è ciò che cambia tutto, il game changer. Roma costruiva le strade, faceva marciare i propri eserciti e conquistava. Oggi, ti basta produrre un film: lo fai uscire e corrompi la morale. Se sei un massone e hai la tua visione del mondo, ed in quella visione non c’è posto per la Chiesa, quel che fai è colpire la fibra morale del mondo distruggendo la famiglia e tutte le luci si spengono.


Non si coopera più con Dio


Cattedrale di Palermo. Il tempo delle cattedrali è finito per sempre?
Va loro dato atto che il piano è riuscito e sta riuscendo alla grande.


Da un determinato punto di vista, non si può che riconoscerlo. E’ come quando in uno sport il tuo avversario ti prende a calci nel sedere così sonoramente che finisci col provarne rispetto. “Ti applaudo perché non le avevo mai prese così”. Credo sia questa la posizione della Chiesa oggi a riguardo. Sai, una cosa è giungere al potere nel collasso della Roma imperiale, ma altra e totalmente diversa è detenere quel potere per oltre un millennio e perderlo.


E non si parla solo di un potere temporale, ma di possedere un certo grado di influenza nei cuori degli uomini. Pensa solo a tutto ciò che è stato creato nella costruzioni delle splendide cattedrali europee, la musica, l’arte e che ora è stato perso. Tutto ciò venne fatto perché gli uomini amavano Dio, perché erano aperti all’ispirazione divina e con essa cooperavano. Ora non più.


Si tratta in effetti di una prospettiva che oggi sembra svanita totalmente. Erano uomini che nemmeno sapevano, mentre lo facevano, di stare creando la civiltà occidentale e con essa la modernità. Questo perché l’orizzonte del quotidiano era proiettato nel verticale dell’eterno, mentre oggi persino gli uomini di Chiesa sono inchiodati, poiché allineatisi al mondo, ad una prospettiva orizzontale senza sbocchi che non siano una continua caduta verso il basso.


E di sicuro sarà una caduta che non finirà bene!


La regia occulta esiste


Il logo della Planned Parenthood. Dice che aiuta le donne, ma sopprime i loro concepiti.
Già. E specie se si osservano le interconnessioni complicate ed inquietanti tra quei poteri occulti di cui dicevamo ed altre istituzioni ed ideologie (tutte con base operativa proprio qui, sull’isola di Manhattan) come l’ONU, Planned Parenthood, l’eugenetica, il veleno della teosofia, ecc. Ebbene, più si alza lo sguardo per avere una visione d’insieme su tutti questi collegamenti, più risulta evidente la regia di colui che è il “caduto” per scelta e definizione. Quello del tutti questi clerici tentano in ogni modo di negare l’esistenza…


Ne negano l’esistenza perché prendono ordini da lui. Consapevolmente o meno, poco importa.


…Ecco: cosa si può fare per rendere i cristiani, ma non solo loro, consapevoli della realtà di questa presenza? Come convincere che tale regia non è un “mito”, uno strumento di lavaggio del cervello ormai superato in una società che non ammette più “superstizioni” religiose?

Semplicemente perché resiste all’esame della logica, ecco perché. Nulla di quel che riguarda Dio termina nel campo dell’illogico. Può finire nel campo del mistero, ma non in quello della contraddizione. Tutto il disastro di cui abbiamo parlato deriva dall’ostinata negazione del peccato originale. Il regista è sempre lo stesso.


Il mondo e la sua fine


La Clinton, probabile prossimo Presidente USA. La situazione politica americana, però, non offre valide alternative pro-valori cristiani.
Rimanendo sul set di questo regista, volevo chiederti un parere anche su un argomento che hai spesso affrontato nei tuoi Vortex: i politici sedicenti “cattolici” di questo paese. Esiste anche solo un singolo politico cattolico in America di cui potersi fidare in termini di intransigenza sui principi non negoziabili?


Tristemente, non riesco a pensare a nessuno. Da un punto di vista cattolico, bisogna chiedersi: “Cos’è una visione del mondo cattolica?”. Una visione del mondo cattolica prevede che le cose terrene dovrebbero svolgersi nelle migliori condizioni per facilitare il nostro tragitto verso il paradiso. Probabilmente ci sono alcuni politici cattolici sparsi qua e là, magari specie nel mondo pro-life.


Ma è sostanzialmente impossibile proporre quella visione del mondo e venire eletto. Prima o dopo devono giungere a un compromesso. Anche Paul Ryan, durante il dibattito vice-presidenziale con Joe Biden ha lasciato intendere che fa qualche eccezione sull’aborto. Se sei un cattolico che ama davvero la fede, non so proprio per chi si dovrebbe votare; si finisce sempre col votare il meno peggio.


Hai votato alle ultime presidenziali?


Sì, ed è stata la volta in cui sono andato più vicino a non votare. Mi sono detto: “Se queste dovessero essere le ultime elezioni in cui voto, voglio assicurarmi di aver votato contro Obama per un’ultima volta”, visto che in Michigan ha comunque vinto con percentuali altissime.


Per rimanere in ambito politico, una cosa che non smette mai di stupirmi è questa fascinazione, non di rado ai limiti del fanatismo, che moltissimi protestanti (e anche cattolici) mostrano per lo Stato di Israele. Come la spieghi?


Semplicissimo. I segmenti più potenti di protestantesimo in America sono rimasti gli evangelici, i battisti e i pentecostali, i quali esprimono tutti dei gruppi ossessionati dalla “fine del mondo”. Penso ad esempio a Pat Robertson, oppure Jerry Falwell quando era vivo, rappresentanti tipici di quella massa millenarista che urla “fine del mondo!” in continuazione. Questo refrain “il mondo sta per finire ora!” è presente nel protestantesimo americano almeno fin dalla metà dell’800, e fu parte di quel che chiamano The last great revival, quando molti predicatori-agitatori andavano di città in città a portare il loro annuncio millenarista.


Quando poi lo Stato di Israele fu creato nel 1948, questi gruppi, che si erano come silenziati, si svegliarono, non comprendendo il fatto che la Chiesa è il nuovo Israele. Per cui guardano a quel che è sostanzialmente uno Stato ateo pensando che abbia una qualche connessione alle Scritture. Ma questo Israele ha a che fare con le Scritture tanto quanto il Wyoming, che vuol dire: nulla.


Mi verrebbe da dire: così quanto l’ebraismo che si è sviluppato dopo Cristo (che è l’interpretazione settaria e vuotamente ultraformalista del farisaismo unita al talmudismo) ha a che fare con quello mosaico dell’Antico Testamento che è leggibile correttamente solo alla luce della venuta di Cristo.


Certo, è in gran parte basato sul Talmud. Ma per tornare al protestantesimo: io penso che in sostanza sia stupido. Non ha nessun contatto sensato con le cose, è una creazione basata sull’aria e che non ha radici, ancora meno oggi. Se Lutero tornasse oggi ed osservasse il luteranesimo, non lo riconoscerebbe. Dunque se non hanno radici, come possono pensare di comprendere la storia altrui? Basandosi su cosa, se non ne possiedono una loro stessi?


Non avendo un passato, non possono proiettare nel futuro alcuna struttura logica, coerente. Ecco dunque che chiunque si può svegliare la mattina, prendere in mano la Bibbia e giudicare senza sistematicità, urlando “Guardate, il nuovo Israele! Uahhh, la fine del mondo!!!”.
In sostanza, ciò che fanno è impegnarsi politicamente nel rappresentare una voce consistente, anche se di seconda o terza fascia, nell’elettorato e così spingere i candidati pro-Israele, che sono anche generalmente conservatori, così da conciliare le varie visioni: pro-life, pro-Israele, pro-matrimonio tradizionale, ecc. E tutte queste si conciliano perché l’ingrediente comune è Israele (come Stato), e se esso esiste il Messia avrà un luogo in cui tornare, ricostruire il Suo Tempio, e bla bla bla. E tutto un blob millenarista, semplice.


Jerry Falwell, pastore battista epitome della destra religiosa protestante più fanatica e millenarista.
Penso che siamo anche noi arrivati alla fine – non del mondo, eh!- ma della nostra chiacchierata. E alla fine di tutto ritengo che ciò che conti sia tornare a quella “ri-cristificazione” di cui parlava il Venerabile Sheen in quanto unica vera soluzione ai mali del mondo. Un rimettere al centro Cristo non solo teorico, ma da recuperare anche fisicamente attraverso una rinnovata devozione all’Eucarestia, Presenza Reale di Gesù tra noi testimoniata da decine di miracoli eucaristici, non ultimo quello di Buenos Aires nell’arcidiocesi dell’attuale Pontefice. La Soluzione è lì, visibile, verificabile, ma il mondo (e anche una parte consistente del clero) si ostina a non credere. Perché?


Il problema è quello che ti dicevo, specie riguardo gli uomini di Chiesa: non credono. E’ esattamente come disse Gesù Cristo: “Anche se vedessero qualcuno resucitare dai morti, non crederebbero”. Non hanno alcuna fede soprannaturale. Punto. Non mi si venga a dire che per il Cardinale Dolan quella particola è Gesù Cristo. Ci scommetto una mano.


Mi autorizzi a scrivere quel che hai appena detto?


Certo. Potrà dire che ci crede, e se lo dice o sta mentendo oppure ha una qualche distorta nozione derivata da una cattiva formazione riguardo la Presenza Reale. E mi auguro che sia il caso, perché se crede che quello sia davvero Gesù secondo ciò che insegna la Chiesa, e il modo in cui Lo tratta…Wow! Distribuisce la Santa Comunione ai vari Joe Biden, Andrew Cuomo, Nancy Pelosi…cosa?! Calpesta così il canone 915 del Codice Canonico e due sono le cose: o è gravemente insubordinato o non ci crede.


Mi piacerebbe concedergli il beneficio del dubbio e dire: “Semplicemente non ci crede”, poiché nella sua posizione e per la sua anima, l’altra prospettiva è peggiore. Perché un giorno, come tutti, si ritroverebbe di fronte al Signore a dovergli dire: “Sapevo che eri Tu, e ho deliberatamente abusato di Te”. Non c’è differenza tra il modo ‘caciarone’ in cui si è comportato in strada oggi e come offre messa. Non dico che sull’altare si debba essere funerei e tristi, ma devi però avere un decoro totalmente differente. In fondo è una vittima di un’orribile catechesi ricevuta nella sua formazione, ma ciò non gli permette di sfuggire alle sue responsabilità.


Allo stesso tempo, davanti a queste situazioni, noi non possiamo che tenere duro, combattere, studiare la fede e cercare di spiegarla agli altri nel tentativo di salvare più anime possibile. In primo luogo la nostra.


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