Il feroce saracino.

PIETRANGELO BUTTAFUOCO

TITOLO - Il feroce saracino. La guerra dell'Islam. Il califfo alle porte di Roma

AUTORE - Buttafuoco Pietrangelo

EDITORE - BOMPIANI


Chi vuole comprendere meglio l’Islam e il fenomeno Isis senza fermarsi alle notizie che ogni giorno vengono filtrate dai media occidentali, farebbe bene a comprare l’ultima opera di Pietrangelo Buttafuoco, Il Feroce Saracino .

La guerra dell’Islam, il Califfo alle porte di Roma è il sottotitolo del libro il cui obbiettivo è raccontare il percorso di uno scrittore che ha abbracciato la fede di Allah. Più che un viaggio, quello di Buttafuoco – che si è ri-dato il nome di Giafar al Siqilli, in omaggio all’emiro di Sicilia – è un “ritorno” iniziato a raccontare già due anni fa. «Grazie a Dio ho conosciuto l’islam prima di conoscere i musulmani, ho cominciato da ragazzo – avendo avuto regalato il libro di “Tabari”, “Vita di Maometto” – e, come in un processo psicologico di “attenzione indotta” ho cominciato a riconoscere il già vissuto».

Ora, dunque, con Il Feroce Saracino (Bompiani, pag 208, 12 euro) il “ritorno” di Buttafuoco si amplia illustrando più che “la guerra dell’Islam” soprattutto “la guerra nell’Islam”.


Quella che va in onda nei tg e sui social network con le tragiche immagini di decapitazioni e omicidi (“il loop delle news che narcotizza”) è una guerra civile prima di tutto all’interno dell’Islam, “che, nel solco delle primavere arabe, dei flussi migratori e del dilagare del terrorismo internazionale, incendia la comunità internazionale”.


Giafar al Siqilli Buttafuoco spiega attraverso un’interessante analisi storica come gli attacchi terroristici compiuti in questi mesi dall’Isis si siano tradotti in profanazione e distruzione di luoghi,  sacri anzitutto allo stesso Islam. Lo scorso luglio, ad esempio, denunciammo la distruzione della moschea di Nabi Yunis – dove era situata la tomba del profeta Giona – compiuta proprio dai miliziani dello Stato Islamico. Il bombardamento venne motivato dagli jihadisti con la trasformazione del tempio islamico “in luogo di apostasia e non di preghiera”, dal momento che “era frequentato sia da musulmani che da cristiani”.


Diffidare dalla spazzatura di internet, dunque, è l’invito di Buttafuoco che precisa: «non crediate che l’islam sia quello raccontato da Bernard-Henry Levy, altrimenti sarebbe come credere che il cristianesimo sia quello dei Testimoni di Geova».


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