Una serata a Ceglie Messapica con Marcello Veneziani e Angelo Perrino

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Una serata a Ceglie Messapica con Marcello Veneziani e Angelo Perrino


Nello splendido scenario del Castello ducale di Ceglie Messapica la presentazione del libro di Marcello Veneziani “Ritorno al Sud” (Mondadori) ha entusiasmato gli animi cegliesi, e infatti né il freddo né i riti pasquali hanno impedito una presenza notevolissima e attenta alla serata densa di riflessioni.


Di Alessandra Peluso


Nello splendido scenario del Castello ducale di Ceglie Messapica la presentazione del libro di Marcello Veneziani “Ritorno al Sud” (Mondadori) ha entusiasmato gli animi cegliesi, e infatti né il freddo né i riti pasquali hanno impedito una presenza notevolissima e attenta alla serata densa di riflessioni.


Lo scrittore, filosofo, giornalista - Marcello Veneziani - nel suo viaggio filosofico incentrato sul ritorno è stato stimolato in un caloroso e partecipato dibattito dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino, che giocava in casa, essendo l'incantevole Ceglie, sulla collina tra Brindisi e Bari e già capitale militare della Messapia, il suo luogo di nascita.


Un viaggio a più sensi, nel quale l'autore proietta le sue origini meridionali. E si tratta di un “ritorno” non solo spirituale, ma anche fisico.


Sostiene infatti che l'uomo si muove, non è una pietra o un automa, ma viaggia, si sposta e poi ritorna, proprio come lo stesso Veneziani (e lo stesso Perrino, trasferitosi a Milano dopo il liceo per laurearsi in filosofia e sposare la professione di giornalista e ora di editore).


Perrino domanda perché nel libro venga dedicato un ampio spazio alla nostalgia.


Per l'autore la nostalgia è il desiderio di un passato spazio-temporale, uno straordinario sentimento; tutta la letteratura nasce da un conato di nostalgia. Bellissima definizione per dire che si tratta di un sentimento puro, necessario, vivido, come allo stesso modo ne parlava Albert Camus.


Perché il Sud è una calamita senza accento finale?


Si, è una calamita, ossia un polo d'attrazione, attira il Sud. Si va al Sud quando si è liberi di scegliere, ecco quindi che non è una calamità, come si è spesso pensato, ma una calamita. Mentre Veneziani afferma che spesso al Nord si è costretti ad andare.


Perché il Sud deve avere una condizione di sudditanza al Nord? Non è il caso di smettere? Ribatte Angelo Maria Perrino.


Certamente, occorre smettere, perché il Meridione ha una sua cultura, una sua positività, un benessere, e un modello intellettuale che portano ad essere indipendenti, autonomi, capaci di sussistere e desistere da una condizione di assistenza dal Nord.


Si evidenziano inoltre nelle terra del Sud grandi vivacità intellettuali dei filosofi stoici, di Socrate, del modo di agire e pensare che porta alla contemplazione, alla riflessione, all'esigenza tattile e prensile. Un'altra caratteristica dell'uomo del Sud è quella di toccare, di manifestare la sua fisicità, di sentirsi parte dell'altro e con l'altro.


E dunque, si snoda l'intervista in un dibattito interessante, che ha dato vita a significativi interventi dal pubblico, tra i quali molto apprezzai quelli degli intellettuali locali, specie di sinistra, Vincenzo Gasparro e Valeria Leo (riflessioni acute relative al nuovo assetto politico italiano e all'assenza ormai di concetto di sinistra e di destra.


"Bisogna essere avanti", sintetizza Perrino la sua posizione editoriale e politica). Così si rimedia alla mancanza di ideologia, di un opposizione evanescente, la caduta di punti di riferimento, anche la perdita di leader o di presenze carismatiche, che non creano novità, entusiasmo, ma perdita di positività, e persino di vitalità.


Ecco allora che Veneziani afferma e afferra la presenza di due realtà cangianti: la sinistra che si è liquefatta e la destra che ha raggiunto uno stato gassoso e cerca senza riuscirvi di resistere al renzismo.


Tanti gli spunti di attenzione alla situazione attuale italiana grazoe ad un libro che porta a riflettere, meditare insieme all'autore, sulla condizione esistenziale di un essere umano che viaggia, si muove, si arricchisce, sperimenta senza perdere di vista le origini.


Chiave filosofica indispensabile a comprendere l'elevato spessore del giornalista, del filosofo, Marcello Veneziani, un uomo di elevata onestà intellettuale che crede nel valore della libertà di pensiero.


Ma anche libertà di stampa (Veneziani è stato appena scaricato da Il Giornale per le sue posizioni politicamente eretiche), soprattutto, e un caldo invito in conclusione, accorato e condiviso dal direttore di Affaritaliani.it, di leggere libri, giornali, acquistarli e non sostituirli al virtuale, alla tecnologia.


Il piacere di toccare, sentire, constatare la fisicità dell'informazione, è fondamentale per informarsi e per crescere.


Un esempio concreto insito l'iniziativa lanciata da Ceglie da Angelo Maria Perrino: “Un castello di libri”, un progetto senza dubbio accattivante, di rilancio del Castello, oggi inutilizzato e di recupero della lettura e dello studio, con presentazioni a cadenza mensile all'interno di un nascente salotto letterario, filosofico ed editoriale.


Ceglie città famosa per la sua gastronomia, ora con il suo Conservatorio, il suo teatro, i suoi boschi, la sua splendida campagna in collina, si candida a diventare un laboratorio di grande dinamismo culturale.


Tra tradizione e wifi gratuito per tutti.


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